Fronte Lombardia: “Lasciare la Lega al proprio destino”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Sabato e domenica si è svolto il quinto congresso federale della Lega Nord. Già qui ci si potrebbe domandare se cinque congressi in quasi trent’anni non siano un po’ pochini, ma considerando che l’ultimo si era tenuto, in barba allo statuto, ben dieci anni fa e che la democrazia non è mai stata di casa in Lega, non ci si deve meravigliare di questo. Piuttosto, il punto davvero interessante riguardo al congresso è se la promessa fatta dal neo-“segretario federale” Maroni e dai suoi di dar sostanzialmente vita, con la sua ascesa, ad una nuova Lega, pulita e ispirata alla Lega delle origini, verrà mantenuta.

Tra piagnistei bossiani in stile forner-napolitanico con annessa citazione biblica, concessioni borgheziane di cittadinanze padane a calciatori divi del momento (ma non s’era ancora giocata la fatale finale), un’atmosfera da volemose-bbene-ma-alla-prima-occasione-ti-pugnalo-alle-spalle, ci è parso di vedere in realtà un partito diviso in numerosissime fazioni e ormai allo sfascio, come confermano sempre più tutti i sondaggi.

Non poteva mancare, infine, l’ennesimo annuncio dell’ennesimo ritorno alla secessione: le parole non bastano a comunicare il nostro sdegno.

Cari lombardi e abitanti tutti del nord della penisola italica, noi del Fronte vi inoltriamo nuovamente il nostro caloroso appello ad abbandonare al proprio destino le ultime camicie verdi e ad unirvi a noi e agli altri veri patrioti indipendentisti per la conquista della libertà per le nostre terre contro l’invasore italiano. Attenti però, ascoltate presto il nostro invito perchè la nostra pazienza non è illimitata e potremmo infine stancarci di lottare per gente che continua ad ululare al tricolore e che non vuole liberarsi dal tiranno.

Ufficio Politico Fronte Indipendentista Lombardia

Roberto Marcante – Luca Fumagalli – Piergiorgio Seveso

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7 Comments

  1. Dan says:

    Quindi “i fatti loro” vuol dire che diventano una lega bis o ter impegnata nei stessi magheggi ?

    • Giacomo says:

      non sono uno di loro. Per me i fatto loro vuol dire che si ritirano a vita privata e si dedicano alle loro famiglie, nulla di più. Ma questa è solo una mia illazione. Quello che invece vorrei dire è che siamo in una situazione assurda, quella in cui
      1) la gente padano-alpina ha tutto da perdere dal fatto di restare italiana eppure si getta nelle piazze a sventolare tricolori pallonari
      2) i movimenti indipendentisti padano-alpini hanno un profilo bassissimo e un consenso più basso ancora, ma sembrano incapaci di riunirsi intorno a un tavolo e lavorare a una linea condivisa
      3) coloro che hanno cercato, con sforzi ammirevoli, di risuscitare l’indipendentismo, vedi Gianluca Marchi e Gilberto Oneto, ora sembrano arrendersi e propongono di rientrare nel partito che ci ha sputtanato davanti al mondo intero e che ci ha consegnati all’italia per altri 150 anni, questa volta di fame…

      Caro Dan, spiegami tu cos’è questa maledizione che ci portiamo addosso…

      Propongo un incontro di tutti gli indipendentisti lombardi. Individui e gruppi. Senza simboli, per costruire una strategia minima condivisa. A Brescia a fine agosto?

      • fabio ghidotti says:

        la gente padano-alpina è rimasta vittima di un “imprinting” subito circa un secolo e mezzo fa.
        Come è noto, da queste forme di apprendimento precoce è difficile liberarsi. Nella nostra specie, che è specie culturale, è possibile, ma solo usando appunto la cultura (nel senso più ampio del termine). Lavoro lunghissimo, non necessariamente affidato a sigle.
        Premesse tutte le diffidenze che ho espresso altrove in questo blog, non mi sento di biasimare Gilberto (e Marchi) se è vero che sperano di recuperare la Lega: è una struttura già esistente, e se i Padani non riescono a reimpadronirsene, la battaglia indipendentista resterà confinata a livello elitario. Cioè solamente culturale, appunto, ma senza concreti sbocchi politici, almeno in tempi brevi.
        In attesa che i Sudtirolesi (che a differenza dei Padani non hanno bisogno che qualcuno spieghi loro chi sono e chi non sono) rialzino la testa.

        • GR says:

          Non hai torto Fabio… Anch’io sono profondamente deluso da Bossi e soci – ma se per caso qualcuno in buona fede (Maroni? Diamogli 3 mesi e poi tiriamo le somme) la prendesse in mano, l’istanza secessionista potrebbe avanzare più velocemente e fareproseiliti.

          L’alternativa di enti micro gruppetti che se ne vanno a zonzo non ci porta certo alla meta.

      • GR says:

        Farei a settembre… molta gente sarà forse in vacanza.

  2. Dan says:

    La vostra pazienza non è illimitata e quindi ? Cosa succede se gli italioti continuano ad ululare e bramare al tricolore ?
    Li andate a stanare nelle loro case o tenete il broncio e magari un giorno, stufi, cercherete di rientrare nei ranghi ?

    • Giacomo says:

      semplicemente smettono di fare i Don Chisciotte per un popolo di servi per vocazione e cominciano a badare ai fatti loro. Come biasimarli?

      “Gli schiavi felici sono i nemici più agguerriti della libertà.”
      Marie von Ebner Eschenbach

      Unione e fratellanza tra tutti i movimenti indipendentisti padano-alpini. Lombardia indipendente.

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