Congresso Lega al via: Roberto Maroni unico candidato alla segreteria

di GIANLUCA MARCHI

Un po’ in sordina e con la speranza che il Forum di Assago, stamattina un po’ addormentato, non si trasformi in un bacino infuocato teatro di scontri fra fazioni contrapposte, è cominciato il congresso federale della Lega. Un inizio mesto, a essere sinceri, con qualche centinaio di presenti seduti nell’enorme catino privo di pathos. Staremo a vedere col passar delle ore. Probabilmente la Lega e i suoi militanti sono ancora storditi da tutto quanto è accaduto nei mesi scorsi e ora innestare la marcia per ripartire non è così facile come molti vorrebbero. E poi c’è nell’aria questa attesa per quanto accadrà domani, se Roberto Maroni sarà proclamato segretario per acclamazione oppure se qualche sorpresa è ancora nascosta dietro l’angolo. In sostanza come si porrà il vecchio capo Umberto Bossi rispetto all’evoluzione ormai prevista: faciliterà l’elezione del suo eterno delfino oppure dietro le quinte scatenerà i sui ascari per creare quel “casino” che ha sibillinamente annunciato venerdì da San Gallo dove ha presenziato alla riunione della Macroregione Alpina? Tali domande restano per ora lì sospese nell’aria un po’ sonnolenta… Sul fronte della corsa a segretario non ci sono dubbi: quella di Roberto Maroni è la sola candidatura presentata e dunque l’unico dubbio è se domani l’elezione avverrà per acclamazione o per votazione. Per l’ex ministro dell’Interno hanno firmato circa 400 dei 630 delegati.

Il presidente del congresso, Giancarlo Giorgetti ha comunicato la lista dei candidati al consiglio federale. In base al nuovo statuto, salgono a sei (da quattro) i membri elettivi lombardi; i candidati sono il fondatore dell associazione Terra insubre, Andrea Mascetti, il deputato bergamasco, Giacomo Stucchi, Simona Bordonali, il deputato mantovano, Gianni Fava, il presidente federale del Movimento giovani padani, Paolo Grimoldi, il sindaco di Lesmo, Marco Desiderati, e Aurelio Locatelli, ex autista di Umberto Bossi. Per il Veneto, i membri elettivi salgono da due a quattro; in corsa il sindaco di Vittorio veneto, Gianantonio Da Re, il triumviro, Manuela Dal Lago, Marino Finozzi, Daniele Stival, e l ex sfidante di Flavio Tosi al congresso della Liga veneta, Massimo Bitonci. Per il Piemonte, rimangono due i posti, e i candidati sono Oreste Rossi, Stefano Allasia, Enrico Montani, Sebastiano Fogliato. Il resto dei posti alle nazioni (ovvero regioni) minori che compongono la Lega Nord come Liguria, Emilia, Romagna, Toscana, Trentino.

Stamane neppure il solito irruente Mario Borghezio è riuscito a scaldare più di tanto l’ambiente quando ha preso la parola per illustrare la sua mozione indipendentista, che punta a creare una corposa componente che si ispira al diritto all’autodeterminazione dei popoli, alla secessione, alla ripresa con vigore della battaglia contro l’immigrazione clandestina. “Spero che la componente independentista – ha detto l’europarlamentare rivolgendosi al futuro nuovo segretario – non sia tollerata e peggio ancora emarginata, come è successo in tempi recenti, ma sia sostenuta. Noi saremo sempre leali, ma ti romperemo sempre i coglioni quando ce ne sarà bisogno. Noi non moriremo mai democristiani e giù le mani dall’articolo 1 dello statuto che prevede l’indipendenza della Padania”.

Davide Caparini, responsabile comunicazione del movimento, ha invece illustrato la mozione per la privatizzazione della Rai e l’abolizione del canone. Il deputato bresciano ha fatto un breve escursus nelle battaglie condotte dalla Lega per raggiungere questi due obiettivi, concludendo che purtroppo dopo molti anni ancora nulla è cambiato e a niente sono valsi i tentativi di spostare il baricentro della televisione pubblica più a Nord per dare voce come merita alla questione settentrionale e di tagliare i compensi milionari alle star e ai dirigenti della Rai. Evitando di affrontare anche un poco di autocritica rispetto ai comportamenti tenuti dalla Lega dentro la Rai, Caparini ha concluso proponendo la cancellazione della quota pubblica nell’azienda di viale Mazzini, introducendo un finanziamento equo per un’informazione modernamente pensata come servizio multimediale e cancellando il canone: “Io continuo a non pagarlo e vi invito a non pagarlo”.

TORRI: VEDO POCHI SEGNI DISTINTIVI E NESSUNA CAMICIA VERDE FRA I PARLAMENTARI

Nella lunga sequela degli interventi dei militanti da segnalare quello di Giovanni Torri, parlamentare emiliano, ex autista di Roberto Maroni e da tempo annoverato fra i bossiani di ferro, che ha lanciato alcuni messaggi critici al futuro segretario: “In una recente dichiarazione ho detto che per fare il segretario della Lega bisogna avere il fisico, non nel senso che bisogna essere alti o corpulenti, ma volevo sottolineare che Umberto Bossi ha sempre raccolto i voti uno a uno, fermandosi a parlare nei bar anche con 4-5 persone fino all’alba. E anche oggi resto convinto che i voti non arrivano con facebook. Ora vogliamo cambiare strada, ma stiamo attenti perché se vogliamo fare i democristiani si sappia che in questo Casini è molto più bravo di noi”.

“In questo congresso – ha continuato Torri – vedo pochi segni distintivi della Lega, poco verde e sullo sfondo del palco non è segnata nemmeno la data di questo congresso: ma se si vuole ripartire bisogna mettere un punto fermo da cui ricominciare. E mi fa strano che, su circa 450 parlamentari che la Lega ha mandato a Roma in 20 anni, non ci sia un solo nome delle camice verdi indagate a Verona”. Torri si è detto deluso anche dal nuovo Statuto che non prevede nulla sul familismo, sui mandati, sui doppi incarichi: “Nella serata delle scope erano state annunciate novità in questo senso, invece non vedo nulla e non è un buon inizio fare delle promesse e poi non mantenerle”. E infine una stoccata al neo segretario lombardo Matteo Salvini “Dopo la sua elezione aveva annunciato che avrebbe lasciato gli altri incarichi, ma è passato un mese e non è successo nulla. Ripeto: non si può annunciare una cosa e poi non farla”.

BOSO: MARONI ACCETTI CHE IO E BORGHEZIO RAPPRESENTIAMO LA CORRENTE INDIPENDENTISTA

“Dico sempre e dirò sempre ‘obbedisco’. E dico secessione sempre. Ma Roberto Maroni accetti il fatto che io e Borghezio rappresentiamo questa corrente indipendentista”. Lo ha detto lo storico esponente leghista trentino Erminio Boso, parlando al congresso del Carroccio ad Assago. “Dovremmo chiedere a Maroni se accetta questo pensiero libero – ha aggiunto Boso – anche perché siamo sempre stati moderati; moderati quanto basta”. Boso ha chiesto poi di dare “un mandato forte a Roberto Maroni non solo per Maroni stesso ma perché lo vuole Umberto Bossi, che al Federale ha dato l’ordine, dicendo: ‘Votate per Roberto Maroni’. Io sono qui e dico: Umberto Bossi, Lega nord, obbedisco”. E mai più alleanze con Berlusconi: “Da Roma – ha detto Boso – la Lega ha portato a casa poche cose, per colpa del piccolo di Arcore. Il cavaliere di Arcore ci ha fatto ingoiare tanta m., ci ha fatto tante promesse, ma non ci ha fatto ottenere niente”. In ogni caso, secondo Boso, “può sbagliare il singolo soggetto, il movimento Lega Nord non sbaglia mai”.

CALDEROLI: NON CI DEVONO ESSERE CORRENTI

”Non ci saranno, secondo Roberto Calderoli, delle correnti all’interno della Lega che uscira’ dal congresso federale di Assago. ”Non c’e’ nulla nello statuto – ha spiegato a margine dei lavori a chi gli chiedeva della mozione indipendentista – ma per me le correnti dovrebbero essere vietate, perche’ tutti devono essere parte della stessa Lega”. Secondo l’ex ministro infatti ”la Lega deve essere un contenitore degli autonomisti, degli indipendentisti, dei secessionisti, dei federalisti, che sono tutti declinazioni di un idem sentire”. Calderoli ha dunque auspicato che dopo la Lega 2.0 immaginata per il dopo-Bossi arrivi una ”Lega 10.0, perche’ dobbiamo tornare a risultati a 2 cifre”. Secondo il triumviro leghista, infine, le divisioni tra Bossi e Maroni sono descritte dai giornali ma non sono reali: ”se si prende il ruolo del vecchio presidente e quello del presidente a vita cambia parecchio – ha osservato per esempio Calderoli -. Ma la figura del Segretario e’ identica a quando c’era Bossi”.

DOZZO: SIAMO ALLA FINE DELLO STATO NAZIONALE

”L’unica cosa certa di questo momento di grave crisi e mancanza di riferimenti e’ che lo Stato nazionale come esiste oggi e’ destinato a scomparire. Non per una scelta o una legge ma per eventi storici che sembrano ormai inesorabili ed inevitabili”. Lo afferma il presidente dei deputati della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo. ”Se si decidera’ di salvare l’euro a qualunque costo – spiega Dozzo – la conseguenza sara’ che ogni decisione si spostera’ da Roma a Bruxelles, non ci saranno spazi per scelte nazionali e Governo e Parlamento diventeranno meri esecutori dei dettami finanziari della macchina burocratica comunitaria. Se invece alla fine l’euro non si salvera’ – continua il leghista – certamente si aprira’ una voragine, un caos, ma non si tornera’ alla sovranita’ nazionale, perche’ l’Italia unita lo e’ stata sempre e solo per l’esistenza di un vincolo esterno che ci ha obbligato a stare insieme: prima per la cortina di ferro, il cappello della NATO, poi l’Unione europea, ma se tutto cio’ viene meno nessuno terra’ unito cio’ che nei fatti non lo e”’. ”Non sappiamo esattamente – aggiunge – come e quando si arrivera’ a questo punto, ma i tempi non saranno lunghi. Dobbiamo farci trovare pronti la sfida sara’ riuscire a fare prevalere la volonta’ del popolo, che si puo’ esprimere tramite entita’ territoriali piu’ piccole ed omogenee, le regioni o le macroregioni. E’ questo il progetto che deve prendere piede”.

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4 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    oggi squallido. domani sarà turpe.

  2. ingenuo39 says:

    Queste “Cose” per non dire altro, mi sembra di averle gia sentite da qualche anno a questa parte e per giunta con le stesse parole. Visto che non sono capaci di fare altro, cambino almeno le parole,

  3. elvis peronio says:

    Ma Camparini è un genio!!! Non paga il canone Rai e poi fa nominatre i direttori e fa pure i comunicati a loro sostegno e poi li sconfessa!!! Tutto in uno!!!! Ma che cosa prende?????

  4. Marco says:

    Ma la Lega è messa talmente male da dover lasciare ancora il monopolio dell’ “indipendentismo” a quel volpone di Borghezio?

    http://www.youtube.com/watch?v=HfRE4pg_rSk

    http://www.youtube.com/watch?v=IJ5_r9lgQyk

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