MINACCE ARCHIVIATE. GLI AMICONI TORNANO A INCONTRARSI

di GIANLUCA MARCHI

La quiete dopo la tempesta? Acque placate dentro la Lega Nord dopo la manifestazione di Milano e dopo tutto il travaglio che l’ha anticipata e le interpretazioni che l’hanno seguita? Apparentemente sì, anche se la guerra di posizione continuerà nelle prossime settimane, in vista dei congressi provinciali. Si potrebbe cominciare dal Veneto, dove le province candidate ad aprire la danza sono due: Treviso e Padova. Nella Marca si consumerà una bella battaglia, perché quello è la terra di tanti esponenti di punta della Liga: il segretario nazionale e sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, il governatore del Veneto Luca Zaia, il neo capogruppo Giampaolo Dozzo. Gobbo è un bossiano di ferro, che ha fatto la propria fortuna poltica dichiarando eterna fedeltà al capo. Dozzo è uno di mediazione, mentre Zaia nicchia nel mezzo degli schieramenti, anche se i bene informati lo danno più pendente dalla parte dei maroniani. La candidatura unica dovrebbe essere quella dell’uscente Giandomenico Da Re, che è sindaco anche di Vittorio Veneto.

Meno chiara, invece, la situazione a Padova, dove la Lega non è mai stata fortissima. La segreteria provinciale è stata di recente commissariata con Massimo Bitonci, parlamentare e sindaco di Cittadella, che sembra aver stabilito un asse con la capogruppo al Comune capoluogo (dove si vota fra un anno) Mariella Mazzetto, asse vicino al capogruppo al Senato Federicolo Bricolo, esponente del cerchio magico/malefico.

In Lombardia, invece, i provinciali dovrebbero essere spostati tutti o quasi verso Roberto Maroni, salvo probabilmente Pavia dove gli schieramenti dovrebbero eguagliarsi. Ma il passaggio più delicato potrebbe di nuovo essere Varese, dove i cosiddetti “barbari sognanti”, cioè gli uomini di Maroni, paiono intenzionati ad andare all’assalto di Maurilio Canton, il segretario provinciale eletto solo qualche mese fa in quel congresso-rissa dove Bossi intervenne per imporre il suo candidato. Non subito, ma è prevedibile che verso Canton parta una mozione di sfiducia per azzerare la segreteria in una provincia dove i maroniani sono nettamente in maggioranza. Nel direttivo provinciale i rapporti di forza sono 10 per i maroniani e 7 per i cerchisti. Come abbiamo già avuto modo di scrivere qualche tempo fa, è a Varese, culla della Lega Lombarda, che si giocherà la battaglia decisiva per il controllo del partito. E queste avviosaglie non fanno che confermare la previsione.

Ma sulla stagione dei congressi aperta ieri dal Consiglio federale, e che dovrebbe concludersi a giugno con le assise nazionali, pende una grossa incognita, quella di eventuali elezioni anticipate. Se infatti il governo Monti non dovesse reggere all’urlo delle proteste e alla prova dei numeri in Parlamento sul pacchetto liberalizzazioni, la corsa alle urne sarebbe inevitabile e a quel punto, con la campagna elettorale alle porte, addio appuntamenti congressuali e nel Carroccio resterebbe tutto com’è adesso. Con lo spauracchio che, restando invariata la legge elettorale, Bossi e i cerchisti potrebbero fare pulizia degli avversari interni nelle liste. Sarebbe un bel guaio per Maroni e per i suoi.

Qui si fa largo un sospetto: e se il Senatur stesse  pressando su Berlusconi, fino a minacciare di far cadere il governatore della Lombardia, proprio per arrivare ad elezioni anticipate e così regolare alla maniera dei cerchisti la partita interna alla Lega? Non è da escludere. Tra l’altro il vecchio amico Umberto offrirebbe così al Cavaliere lo spunto per staccare la spina (e condurre analoga operazione dentro il Pdl), magari nascondendosi dietro la volontà di difendere le tante categorie “toccate” da Monti e pronte a paralizzare il Paese. Insomma, adesso potrebbe aprirsi una partita a scacchi dagli esiti tutt’altro che scontati. Intanto ieri sera Umberto e Silvio si sono incontrati a Milano, nella villa del Cavaliere di via Rovani, presente anche Roberto Calderoli. L’incontro è durato circa un’ora e mezza. L’ex presidente del Consiglio, con una camicia blu e un maglioncino legato sulle spalle, ha accompagnato Bossi fuori dal cancello e lo ha baciato sulle guance prima che salisse in macchina. Persone vicine a Berlusconi hanno però  che il leader del Pdl non ha drammatizzato le parole del Senatur contro Formigoni  spiegando che stanno nel gioco delle parti. In via Rovani erano presenti tra gli altri Niccolò Ghedini e Aldo Brancher.

Sempre nella serata di ieri Maroni è intervenuto a Somma Lombardo a un incontro pubblico. Gli investimenti della Lega Nord in Tanzania – ha detto – «sono stati un errore sul piano politico, un brutto danno d’immagine al quale dovremo rimediare». «Durante il consiglio federale di ieri ho chiesto spiegazioni, ma non c’è stato modo di approfondire – ha sottolineato -. L’impegno è che durante il prossimo consiglio spieghino che cosa è accaduto. Non penso che qualcuno nella Lega faccia delle cose non regolari ma un conto è il rispetto delle leggi e un conto è il rispetto dell’etica della Lega Nord». Un passaggio che è stato accolto dai militanti che sono radunati nella sala dove è avvenuto l’incontro con applausi e ovazioni. «Spero che queste cose si risolvano – ha concluso Maroni – perchè il nostro impegno deve essere quello di dare i soldi ai militanti e alle sezioni sul territorio».

Nel frattempo dentro la Lega si tenta di fare la conta. Stai con Maroni o col cerchio magico/malefico? In questi giorni nelle caselle degli iscritti al Carroccio circola una mail datata 18 gennaio- di cui l’agenzia Dire ha fatto sapere di avere una copia – con allegato il fac simile di una lettera da inviare al segretario Umberto Bossi per fargli sentire la propria «vicinanza», in «questo momento di duri attacchi». La mail, da inviare all’indirizzo sempreconbossi@gmail.com, prevede uno spazio da compilare con la sezione di appartenenza, e comincia così: «Caro Umberto, come tanti fratelli padani ho deciso di scriverti dopo mesi che su tutti i giornali assisto ad un in incredibile teatrino di interventi fratricidi che nulla hanno a che vedere con la nostra battaglia per la libertà». Una «serie di articoli sui giornali dei poteri forti- prosegue la lettera- che denigrano il nostro impegno e che infangano, abbassandola ad una questione di poltrone e potere, la nostra lotta per l’indipendenza della Padania». E ancora: «Noi vogliamo essere padani a casa nostra, non nei consigli di amministrazione e sulle poltrone di potere. Hai detto che la Lega deve produrre libertà e non posti, noi vogliamo cambiare e non gestire». Perchè, si legge ancora, «il potere corrode e confonde, il potere romano da duemila anni divide e opprime la Padania». Da qui l’appello al senatur: «Solo tu hai avuto il coraggio di ribellarti quando tutti tacevano, solo tu con il tuo esempio di coraggio e rinunce hai saputo risvegliare il nostro popolo. In questo momento, quando il nemico è nell’angolo costretto dalla tua tattica a mostrarsi per la prima volta con il suo vero volto tutto unito nel governo Monti, non permettere che divisioni e gelosie facciano fallire ancora una volta il nostro sogno di libertà regalando a Roma la vittoria». Insomma: «I militanti, i dirigenti, i colonnelli, nessuno è in grado di unire i padani. Solo tu. Decidi tu, dicci tu cosa dobbiamo fare, guidaci come hai sempre fatto. Solo tu hai l’autorità per farlo. Noi ti seguiremo».

Fin qui niente di strano: la mail sembra rientrare nella normale attività di propaganda interna di un partito. Ma i leghisti più scafati sentono puzza di bruciato. In coda alla mail si chiede infatti di rimandare «il prima possibile» il messaggio agli indirizzi
«segretarioumbertobossi@gmail.com» e «dcantamessa@leganord.org». Chi è pratico di Carroccio sa che gli indirizzi «leganord.org»
sono riservati esclusivamente ai membri della segreteria di via Bellerio. E in particolare, quello a cui si chiede di rispedire la lettera, appartiene a Daniela Cantamessa, funzionaria della segreteria particolare di Umberto Bossi, su cui regna incontrastata la fedelissima Rosi Mauro. In pratica, quindi, è il ragionamento che si fa tra maroniani, la mail non avrebbe altro scopo che dare indicazioni al cerchio magico/malefico, attraverso il feedback, su quante forze può contare.

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20 Comments

  1. norma says:

    Sciadurel dì la tua, che sei sempre pungente e divertente!

  2. romiro says:

    Non è la Tanzania che preoccupa, anche quella ma…non è il fatto che occupano i posti in Rai e fanno pure la faccia stupita urlando contro la lottizzazione, non è che non hanno una linea politica neanche a cercarla col lanternino, non è che cacciano balle a getto continuo…Il problema vero è che hanno scritto in faccia la loro tristezza di gente salita troppo in alto per i propri reali meriti, la loro ignoranza presuntuosa e la loro miseria umana. Questo li condanna.

  3. vanni says:

    Occorrerà che voi che siete indipendentisti sappiate al più presto costituire la vera alternativa alla Lega poichè si sta diffondendo un senso di disgusto tra le persone comuni nei confronti delle inizitive federaliste in generale in quanto incarnate dalla accozzaglia di Bossi. Io mi vergogno se mi dicono padano o se mi dicono lombardo a causa di queste persone…ma è possibile tutto ciò?? Siamo di fronte a un fenomeno nuovo, la ripugnanza…pensateci bene e sappiate che molti, tra gli altri partiti, se ne sono accorti e stanno profittandone per devastare quel sentimento pulito di federalismo che ha un senso.

  4. montico says:

    A furia di baciare il capo della Lega ha diffuso la sua malattia: Siamo di fronte alla nuova famiglia sbavoni…Eccola lì la dirigenza padana, eccoli gli intellettuali leghisti: puzza di rancido, di ascelle sudate, di caserma abbandonata, di imbroglio e pagliacciata.

  5. sabina78 says:

    Ebefrenia. Ecco la malattia dei dirgenti padani. Che trattan come cani i loro servitori ovvero il popolino, trattato da cretino, che va in piazza con le corna e il mondo fa sghignazzare.

  6. massimo says:

    Io provo pena per quei pecoroni che erano in piazza a MIlano: Irrisi dal quotidiano della Lega che vuol spiegare loro con gli editoriali che cosa capire. Irrisi dai leader (?) che senza vergogna e senza freno dicono pubblicamente e lasciano dire che ”tanto è tutta una finta per tenere buono il popolino”. Mio Dio! Ma che razza di deficienti sono considerati i cosiddetti padani dai loro stessi manipolatori??? E in primo luogo dal loro leader che sputa e sbava e poi bacia come un malavitoso infima qualità….

  7. Luca68 says:

    E’ incredibile quanto il teatrino si regga ancora in piedi…
    Traballa, traballa…ma lo spettacolo riesce ancora ad andare in onda. Una sceneggiata d’ avanspettacolo organizzata da una compagnia di teatranti oramai stantìa e decadente che si regge su una monumentale faccia di bronzo di chi ancora ha il coraggio di calcare il palco a far sparate da circo ad una platea di comparse gaudenti al partecipare a questa farsa.
    “Siamo Uniti”…questa la PRIMA GRANDE BUGIA.
    “Lottiamo insieme per la Padania”…questa la SECONDA FALSA MENZOGNA.
    No caro gruppo dirigente leghista. La recita non funziona più come prima. Non siete credibili. Vi siete rotolati nello stagno romano fino a ieri adesso sperate di farvi notare puliti.Qua la faccenda è seria, le popolazioni padane stanno per essere messe in croce da poteri forti senza scrupoli avallati da una vergognosa classe politica ed hanno bisogno di veri leader che li difendano e li conducano verso la sacrosanta autodeterminazione. Uomini che non possono avere la faccia di chi per anni gli ha parlato di identità e territorio per poi gettarli nelle braccia del più bieco piazzista della politica come il tycoon di Arcore facendosi comprare ogni centimetro quadrato del Movimento. E voi sareste quelli che dovrebbero guidare la lotta indipendentista ed identitaria di un popolo (anzi…di popoli…) che sta per essere per l’ennesima volta preso in giro e spremuto come un limone? Andate via, pagliacci, l’autodeterminazione è una cosa seria. Lasciatela fare ha chi almeno dimostra un pò più di coerenza di voi.

  8. silvano says:

    Amore mio…quanto mi sei mancato, lo sai che senza di te non posso vivere e non potevo fare gli affaroni d’oro.

  9. luigi bandiera says:

    Tu scrivi: La quiete dopo la tempesta?

    Ebbene ero adolescente e il mio prof allo sbaglio nello scrivere la QUIETE, scrissi cuiete, mi derise e mi umilio’ molto tanto che NON RIESCO A CANCELLARMELO DALLA MENTE..!

    Quando si sbagliava a scrivere, a parlare in TALIBANO o taliano erano insulti e TORTURE PSICOLOGIKE.
    Pare che una nostra idea o parlata NON fosse GRADITA. PERCHE’ VENETHA..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    STRAMALEDDETTI QUESTI KAPO’ intellettuali, si fa per dire ovviamente intellettuali.

    Stramalerdetti ancora oggi… loro e il voler fare gli itagliani.
    Sono veri TDCi…

    RIPETO, adolfo il matto e’ stato piu’ civile dei presunti civili talibani o taliani. I MONTI E I COLLI COMPRESI..!!

    Vedere il FILM IL LEONE DEL DESERTO PER CAPIRE L’INDOLE DELLO STATO TALIANO..!!

    Signor Rossi… vada a FANCULO…! Direbbe Bossi… poreto.

    ABASSO LO STATO ITALIA, adesso poi nella merrrrddd..??

    Bacio le mani…

  10. vania says:

    La manifestazione della Lega di ieri a MIlano è stato un micidiale autogol da tutti i punti di vista….i prossimi giorni e le prossime settimane renderanno evidente il perchè se non lo avete capito. Finis Padania

  11. max says:

    La cosa più importante che si è capita in questi giorni e che si è appalesata ieri in piazza (anche se fossero davvero stati 70 mila….) è che la Lega è divenuta una forza di minoranza assoluta nel nord. E soprattutto che a Bossi si può tranqueillamentwe dire NO e lui prende e porta a casa. Finito è il tempo delle paure dei politici che hanno creduto alla abrzelletta che “senza la Lega non si vince”. A furia di dire scemenze e di usare trucchi e imbrogli il partito leghista si è autodemolito e agli occhi di tutti ha perso quel mistero e quella imprevedibilità che hanno fatto la sua forza (con la complicità dei politici fessi e pavidi di destra e di sinistra). Adesso il Re e’ Nudo. Prego,. fate il vostro gioco:

    • Luca68 says:

      70.000 in piazza a Milano? C’è un limite anche a chi le spara grosse coi numeri…credo tu sappia che c’è uno “zero” di troppo… 🙂
      Non so chi abbia tirato fuori la cifra di 70.000 ma il tizio potrebbe tranquillamente fare da avanspettacolo ai comizi del Berlusca.
      Comunque hai ragione Max, la Lega è diventata una forza di assoluta minoranza della Padania. Gli autori ed i responsabili di questo erano tutti sul palco in piazza a Milano.

  12. matteo says:

    Ma secondo voi, dite con sincerità, secondo voi quelle facce che si vedono nella foto hanno un futuro? Un futuro anche minimo, dico un anno o due…No non lo hanno. Leggete bene le mimiche facciali, dietro c’è il nulla, il vuoto, la paura, lo stupore….è l’immagine di una fine nota e annunciata. E speriamo che sia lieve…

  13. marelli says:

    Ultima ora….ci sarenne un accordo Zaia-Mauro-Reguzzoni…prospettiva interessante di rinnovamento…stiamo a vedere

  14. manina says:

    Circola anche una nuova e più potente letterina il cui testo recita “Caro Umberto stiamo per pubblicare il nome di tutte quelle che hanno fatto carriera e fortuna grazie alla tua mano”. Una mano strategica…una manina nervosetta e irrefrenabile. Chi è interessato può rivolgersi a mamma Ebe per le anteprime!!!! ah aha ahhahahaha mattacchioni….

  15. Rinaldo C. says:

    Hi
    ho visto anche questo, mi sembra un paradosso, che si aspetti le elezioni, dobbiamo entro 15 giorni riunire tutte le segreterie locali e le segreterie provinciali, dove i militanti sono quelli che contano maggiormenete senza di noi i capi non sono nessuno, le lotte interne dobbiamo farle moi militanti, altrimenti segliamo altre strade, poi vediamo cosa faranno questi scalda poltrone senza di noi, dato che spesso i capi espellemo militanti, segretari di circoscrezioni leghiste è la volta buona che li espelliamo noi, per primi il cerchio malefico e poi gli altri che stanno un pò da una parte o dall’altra.
    mettilo sul web, così speriamo che aprino gliocchi.
    Siamo stanchi di essere presi per i fondelli, ora basta, altrimenti facciamo saltare tutto il movimento
    Rinaldo

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