CAOS LEGA, ALESSANDRI: ROSI MAURO RESTI IN EMILIA

di GIANMARCO LUCCHI

Tempi duri per il “cerchio magico-malefico”. Prima il raffreddamento fra Rosi Mauro e Marco Reguzzoni, accusato di aver troppo radicalizzato lo scontro coi maroniani. Adesso è invece il turno della “badante” che è stata sollevata dai suoi incarichi di “legato” (vale a dire commissario”) in Emilia e Liguria, dove aveva fatto ruzzolare teste a raffica. Sarebbe stato Roberto Calderoli, nella sua veste di coordinatore delle segreterie nazionali a comunicare il provvedimento. Lo stesso Calderoli, che in questo momento si muove come una sorta di “plenipotenziario” di Umberto Bossi avrebbe usato parole critiche sia verso la Mauro sia verso il capogruppo al Senato Federicolo Bricolo, accusati di aver alzato troppo il tiro contro gli avversari interni, finendo per dare eccessivo spazio a Roberto Maroni.

Ha scritto Matteo Pandini: “Roberto Calderoli inferocito: «Per colpa dei vostri casini» avrebbe detto l’ex ministro della Semplificazione «Maroni sta acquistando spazio e visibilità». Risultato: cartellino rosso per la Mauro. Da quando è stata spedita in Liguria ed Emilia (era il 2010) il Carroccio ha deciso rispettivamente un paio sospensioni e quasi cinquanta espulsioni”.

Non si dimentichi, tra l’altro, che proprio Bricolo domenica a Padova ha riunito i cosiddetti bossiani in contemporanea dell’andata a Verona di Maroni a sostegno di Flavio Tosi. E proprio sabato prossimo a Padova, in occasione del consiglio nazionale della Liga Veneta, Calderoli interverrà ad una riunione particolarmente bollente, dove si consumerà il braccio di ferro fra il segretario e sindaco di Treviso, Gianpaolo Gobbo, e il sindaco di Verona Tosi. Il primo è contrario alla presentazione di liste nominali e si appella alla recente circolare emessa dal Consiglio Federale, mentre il secondo rivendica tale scelta come strumento indispensabile per consentire alla Lega di vincere in solitaria, cioè senza l’alleanza col Pdl, la corsa per riconquistare l’amministrazione scaligera.

Il braccio di ferro in corso ha riacutizzato le tensioni nella Liga che in alcuni casi – leggi le autosospensioni in massa nelle sezioni del Polesine – hanno assunto livelli di guardia. Lo stesso Luca Zaia, ad esempio, pure favorevole alla presenza di liste civiche dei candidati sindaci, non avrebbe gradito la durezza dei toni adottati dalla coppia verso il Pdl. E sul web viene data in crescita la protesta dei militanti che, favorevoli a una dialettica trasparente e a una prospettiva di ricambio, contestano però ai «barbari sognanti» l’adozione di metodi correntizi giudicati estranei e contrrari alla tradizione politica del Carroccio.

Dunque le polemiche continuano e  investono anche il nuovo capogruppo alla Camera, Giampaolo Dozzo; maroniano di mediazione, il deputato di Treviso è stato eletto all’unanimità successore del “prodigio” Reguzzoni, in nome della ritrovata unità interna ma eventuali strappi al vertice potrebbero complicare non poco il suo mandato. Non a caso, ieri, proprio Reguzzoni ha esternato sul caso Verona: «La decisione sulle liste spetta al Consiglio nazionale della Liga, io credo che non rischiamo proprio niente. A Tosi auguro di bissare il risultato che ha avuto il sottoscritto quattro anni fa a Varese col 69 per cento al primo turno: questo è l’obiettivo da raggiungere. Una lista col nome di Tosi? Vi ricordo che nel 2005 Formigoni non presentò la lista nominale perché la Lega si oppose e credo che Gobbo abbia detto che è contrario a questa ipotesi».

E per finire sabato sarà affrontata anche il calendario congressuale. All’appello mancano le assemblee di Treviso e Padova, poi sarà convocato il congresso regionale, nuovo teatro di sfida Gobbo-Tosi. Non proprio un tema destinato a raffreddare gli animi. E proprio sul fronte dei congressi c’è da registrare per marzo la convocazione di quelli nazionali di Piemonte e Romagna, mentre venerdì il segretario lombardo Giancarlo Giorgetti potrebbe annunciare la data di quello della Lega Lombarda.

Sulla vicenda emiliana nel pomeriggio è intervenuto il segretario nazionale della Lega Nord Emilia Angelo Alessandri: «Leggere le farneticanti ricostruzioni suggerite al giornalista da chi ha un evidente interesse a creare confusione, riportate oggi dal quotidiano Libero mi obbligano a dover scrivere due righe. Sia io che Rosi Mauro avevamo preso atto, da tempo, che certe situazioni in Emilia
erano ormai state positivamente risolte e che la macchina emiliana era da considerarsi forte e solida, come testimoniato anche dagli ottimi risultati elettorali, organizzativi e di crescita di iscritti di quest’ ultimo anno. Purtroppo quello che si legge oggi sulla stampa fa invece riflettere sulla necessità di ulteriori verifiche. Essendo evidentemente venute meno da oggi le condizioni operative che sino a ieri pensavamo di aver raggiunto, ritengo che la senatrice Rosi Mauro debba rimanere in Emilia per continuare a svolgere l’ottimo lavoro portato avanti sino ad ora. In tale direzione formulerò al segretario federale, Umberto Bossi, apposita richiesta».

E poi si fa vivo anche Calderoli: «L’articolo pubblicato oggi dal quotidiano Libero a pagina 15 dal titolo ‘La Lega licenzia la commissaria Rosi Mauro’ è totalmente privo di fondamento e in particolare è assolutamente falso, e altrettanto infondato, il catenaccio ‘Calderoli le toglie l’incarico’ e tutti i passaggi ad esso collegati riportati nel suddetto articolo. La fase di incarico di legato federale, da parte dalla senatrice Mauro, relativa alla nazioni Emilia e Liguria, è stata ritenuta conclusa dal movimento semplicemente perchè sono terminate le condizioni che lo avevano determinato. Ringrazio io personalmente a nome dell’intero movimento, la senatrice Mauro, per l’apprezzabile lavoro svolto in Emilia e Liguria, ricoprendo questo incarico».

“Noto con amarezza che sul sito ufficiale della Lega Nord Emilia, gestito dal responsabile organizzativo nazionale, non vengono pubblicati i miei comunicati. Mi auguro che sia solo una svista e non, invece, una precisa scelta con la quale si intende decidere preventivamente chi possa e chi non possa parlare”. Lo afferma Fabio Rainieri, deputato parmigiano della Lega Nord. “Per questo sono fiducioso che presto vengano inseriti nelle pagine on line della segreteria nazionale Emilia i miei comunicati, compresi quelli inviati alla stampa nei giorni scorsi, e si metta un freno a un sistema bulgaro divenuto ormai inaccettabile. Non vorrei, infatti, che il segretario nazionale facesse pubblicare e diffondere solo i suoi comunicati utilizzandoli come campagna elettorale in vista dei prossimi congressi contro qualche altro possibile candidato”, conclude.

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13 Comments

  1. Rinaldo C. says:

    cARI LEGHISTI è ora di svbegliarsi, siamo in mano ad una assocciazione di scalda poltrone, opportunisti, faccendieri e non continuo sarei troppo non moderato.
    E’ ora di cambiare, personaggi come rosi mauro, allessandri, reguzzoni, dsiderati, gobbo, e altri di altre regioni non possono più essere nostri rappresentanti, dobbiamo rifondare la Lega Nord con nuovi personaggi,
    e fa ritornare qualche espulso e qualche persona che si è allontanato perchè la Lega Nord ha lasciato il vecchio metodo positivo per quello più che altro per il potere a Roma. Separiamoci contro il centrismo romano, contro il cerchio magico malefico nel vero senso della parola, uniamici per costruire ancora il meglio della Lega Nord come ra una volta. Noi sostenitori, votanti e militanti dobbiamo far la rivoluzione contro quelli che cui stanno mandando in rovina.

    Rinaldo

  2. Loredana says:

    Sono una vecchia militante di 78 anni. Fino al 2005 sono stata militante, poi per ragioni di salute ho cessato la militanza, ma non ho mai abbandonato i miei ideali di indipendenza. Cosa sta succedendo all’interno della Lega Nord? Dopo avere vissuto tanti anni credendo nell’unione del popolo leghista, sto prendendo atto con dolore che c’è una specie di terremoto. Cosa si vuol fare? Darla vinta a tutto il mondo politico? Non pensate alla delusione che date a noi semplici leghisti?. Ci mettete in condizione di optare per l’uno o per l’altro? No!!, Vi ho sempre ammirati e creduto in voi. Non deludeteci. Vedo la nostra Indipendenza allontanarsi. Abbiamo bisogno di tutti voi. Fate tutti un passo indietro.Non spezzate i nostri ideali. Padania libera!!!Sempre!

    • Domenico says:

      Temo che la Padania libera non stia più di casa in via Bellerio, sostituita dalla Tanzania. Gli ideali che furono un tempo quelli della Lega hanno da tempo traslocato altrove, in case più piccole (Unione Padana, Veneto stato etc..) ma, stando a quanto si legge, anche più pulite
      I militanti traditi ringraziano.

  3. Daniele Bonera says:

    vi sono residenti in Bovezzo la Presidente del consiglio di Brescia e suo Marito della Lega Nord, chiedete loro come hanno fatto, Con le loro cricche all’interno della sezione Cittadina e Provinciale di Brescia ad accaparrarsi posti da sogno, con stipendi da nababbi rispetto ai lavoratori veri, hanno espulso Militanti della Lega Nord delle stesse sezioni per assicurarsi i posti con reciproco consenso della mente del loro dominante Fabio Rolfi, Vicesidaco e assessore del Comune di Brescia, meditate gente, poi conoscerete i vostri polli. Mai Con la Lega Nord Traditrice e usurpatrice di Poltrone appartenenti ai loro colleghi. scusate, mi viene da vomitare.

  4. fierocisalpino says:

    Finalmente riusciamo a leggere parole di verità, dopo le menzogne profuse con livore da Pandini su Libero. Si riconosca all’indipendenza, pur nella sua generale faziosità quando tratta di Lega, lo sforzo di oggettività nel dare voce ai diretti interessati (Calderoli e Alessandri), lasciando che sia il lettore a trarre le proprie conclusioni. Una cosa è certa leggendo i giornali (evidentemente ben imbeccati da qualcuno): la paventata e tanto sbandierata pax Bossi Maroni è uno specchietto per le allodole. La lotta intestina, purtroppo, continua più feroce di prima.

    • batwoman says:

      mah va, Bossi è proprio il più neutrale di tutti e le lotte precongressuali hanno cambiato solo di forma. ora si fanno a colpi di botte sui giornali e su internet.
      prima ce le facevamo beatamente in privato, e senza buttarla troppo sul plateale.
      Se siamo guerrieri, ogni tanto dovremmo pur combattere….

      • Domenico says:

        Già, peccato però sprecare energie che avrebbero potuto e dovuto essere utilizzate per combattere i nemici esterni, i quali pare si stiano sbellicando dalle risa…

  5. carcan says:

    Basta bugie, Calderoli ha smentito di aver cacciato Rosi: Basta fabbrica del fango: Carcano ristabilisce la verità assoluta: Tutto è ok tutto è amore love and peace: Rosi trionfa!!! E anche Calderoli assolto e libero!!! Love and peace: A Maroni sosttoscrive:

  6. Vittore Vantini says:

    Il mostro dalle cento teste (vuote) si autodivora, perche’ l’appetito vien…mangiando.

  7. batwoman says:

    certo che se si presenta al congresso lombardo con queste teorie, si prende una scoppellata di dimensioni tali che il giramenti di testa non gli passeranno per i prossimi dieci anni. Avrà un bel andare in giro a piangere poi…

    • helmut says:

      bat…hai rotto… Rosi te si magna. Il cerchio magico trionfa, il pelo stravince! a morte chi si oppone al potere lega in rai nelle case e nei casini!

  8. batwoman says:

    Calderoli ha detto una cosa giusta, il conflitto interno lo hanno estremizzato i cerchisti che hanno provocato più di una reazione. non che a Maroni manchi la visibilità, ma gli atteggiamenti di rosi e di reguzzoni hanno spinto i leghisti alla sfida. e questo atteggiamento li rende inadatti a governare qualsiasi cosa.

    il peggio è che reguzzoni persevera con certe uscite che sembrano fatte apposta per fare incazzare ancora di più i militanti.
    O ha deciso di mollare, o vuole proprio farsi ancora più male.
    cosa diamine c’etra il tirar fuori formigoni, che è sulla linea della caduta? sta cercando un posto nel PDL?

    Probabilmente ha deciso di continuare sulla sua strada.

    Parliamo un attimo dei “legati”.
    Generalmente un commissariamento porta allo scioglimento del consiglio direttivo e alla sostituzione dello stesso e del segretario con un commissario che ha come compito principale l’indizione di un congresso per l’elezione del nuovo segretario che di solito avviene entro sei mesi..
    Il legato federale ( o nazionale) è una scelta democristiana.

    Significa che il segretario nazionale è troppo pieno di impegni e non esegue le sue funzioni, ma non lo si commissaria per non dargli il disonore del sollevamento di forza da parte dell’organo superiore.

    Così è inventato il “legato ” che non compare in nessuno statuto o regolamento della lega nord, e ha il compito di “facente funzioni” di segretario che tiene comunque in piedi il direttivo elettivo.

    Chiaramente facendo i congressi Rosi non poteva rimanere “legata”.

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