Congressi…. che noia chi ostacola l’indipendenza

unione parlamentodi AGILULFO

Non sono mai stato tontolo, al massimo sono un po’ pisolo, ma davvero non capisco tutto questo girare intorno alla Lega 2.0 e seguenti evoluzioni. Se si è deciso di fare qualcosa d’altro, che si faccia, perdinci! E si guardi avanti, non sempre indietro. Così com’è, questo movimento è solo un ostacolo all’Indipendenza e, allora, che ce ne importa di un non-congresso dove tutto è già stato deciso? Sì, un po’ di cronaca non guasta. Uno sguardo a intrallazzi e camarille va anche bene.  Accarrezza la curiosità e ci sta anche, davanti a un calice di prosecco. Ma giusto per non avere rimpianti. Un po’ come con le ex fidanzate. Se ci insisti troppo, se continui a voler sapere che cosa fanno e con chi stanno, è perché te le fili ancora. Suvvia, ormai è chiaro chi è al guinzaglio dei poteri forti. Il sommo economista bocconiano, che nessuno ha mai sentito fare un discorso di economia superiore a un compitino di terza ragioneria, è stato uno dei “saggi” del Quirinale. Il grande governatore è troppo impegnato con la crozziana macroreggione del Beneventano. L’eurodeputato, quello dei vagoni riservati, ha da fare l’Italia e gli italiani. Non ce n’è uno che non abbia almeno quindici anni di Parlamento (e di prebende) alle spalle. Milionari della politica, alla faccia dei militonti. Degli altri, a parte, il Grande Vecchio, non c’è molto da dire, se non che ci sono anche loro. Raccontiamoci ancora con queste cronachette, un po’ come si parla dell’Inter e del Milan, la domenica sera, al bar, prima di tornare a casa. Perché non durerà ancora molto. Tutto finisce, ma ci sono realtà che finiscono più ingloriosamente di altre.

 

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