Confindustria tifa Renzi. Squinzi: è ora di costruire un’Italia nuova

di GIORGIO CALABRESI

«Sulla scheda uscita dall’urna c’è scritto fate le riforme. Non deludeteci». Il leader degli industriali Giorgio Squinzi , dal palco dell’assemblea annuale di Confindustria si rivolge a Matteo Renzi. Gli riconosce una «azione vivace», passi «incoraggianti». E dopo il voto alle europee lo incalza: il forte mandato popolare al Pd ed al premier «testimonia la voglia di cambiamento che c’è nel Paese. Questa voglia attende fatti che diano sostanza alle riforme e alla crescita. La stagione delle riforme istituzionali adesso parta davvero».

Con la crescita che anche quest’anno «non ci sarà» non arriverà neanche più lavoro. «Non è questa l’Italia che vogliamo», «non ci rassegniamo a un Paese stanco e sfiduciato», dice Squinzi, che elenca ancora nodi denunciati da sempre, dal «rapporto malato» con un fisco che schiaccia le imprese, il «sabotaggio» della burocrazia, un contesto «ostile alla cultura d’impresa»: lo stesso articolo 41 della Costituzione che sancisce la libertà dell’iniziativa economica oggi «non è più un diritto garantito». Per tornare a crescere serve «il coraggio di politiche di bilancio diverse». L’appello è a fare ognuno la sua parte, industriali e governo; e ai sindacati Squinzi chiede «uno sforzo d’innovazione»: basta «eterne liturgie». La sintesi arriva al termine di un lungo intervento: «È arrivato il momento di costruire una Italia nuova». È l’assemblea di metà mandato per il presidente di Confindustria. Subito dopo una riunione straordinaria della giunta, che fa ancora un passo avanti sulla riforma interna e vara un nuovo codice etico. Sulla corruzione Squinzi non fa sconti, a partire dagli stessi industriali: «Chi corrompe fa male alla propria comunità e fa male al mercato, produce un grave danno alla concorrenza ed ai suoi colleghi»; «Queste persone non possono stare in Confindustria». Parole pronunciate con Expo 2015 sotto i riflettori: evento che «sarà l’Italia», «qualsiasi macchia non è grave, è imperdonabile». Una stagione nuova per il confronto tra industriali e sindacati? Sì ad «un salto di qualità nella partecipazione» ma «vedo invece troppo un orgoglio di autosufficienza degli imprenditori» replica la leader della Cgil Susanna Camusso, che boccia come «non condivisibile» la posizione di Confindustria su mercato del lavoro e contratti, viziata «da una omissione di partenza: pensare che oggi il mercato del lavoro sia quello regolato dalle leggi e non il festival della precarietà».

Anche per Squinzi «il lavoro non si crea per decreto» ma «con regole sbagliate lo si può distruggere»: bene quindi la strada intrapresa dal Governo su contratti a termine, apprendistato, legge delega. Ma – Squinzi avverte il ministro del Lavoro Poletti – «non abbiamo bisogno di un nuovo contratto, neppure a tutele crescenti», bisogna invece rendere «più conveniente e attrattivo per le imprese» il contratto a tempo determinato, rimuovere «gli ostacoli che scoraggiano le assunzioni». E «dobbiamo favorire la contrattazione aziendale virtuosa, che lega i salari ai risultati aziendali», detassandoli «anche se derivano da una autonoma decisione dell’imprenditore». Ex presidente dei giovani imprenditori, Federica Guidi torna da ministro dello Sviluppo («un pò emozionata», confessa), ed è lei a parlare per il governo: «Dobbiamo dire basta alla dilagante cultura anti-imprenditoriale», dice alla platea di ex «colleghi», perchè «solo un imprenditore che fa profitti può investire, crescere e dare occupazione». Annuncia incentivi agli investimenti, una semplificazione del fisco, norme per il rafforzamento patrimoniale delle imprese e per il taglio delle bollette che verranno portate in Cdm entro il 20 giugno, un piano straordinario per il made in Italy.

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5 Comments

  1. ugo says:

    andiamo a vedere dove i grandi industriali , vedi confindustria,vanno a produrre .per favore non ascoltiamo questa gente , anzi no , ascoltimoli così li conosciamo fino in fondo .

  2. Roberto Porcù says:

    Renzi è l’allodola che porta voti. Basta. Non aspettatevi altro.
    Per rilanciare l’economia dovrebbero diminuire molto le tasse e tutti quegli adempimenti burocratici inutili pensati per incrementare la pletora dei burocrati.
    Se Renzi accenna a farlo nel PD gli segano le gambe o gli sparano in fronte incolpandone Berlusconi.
    Squinzi non è scemo e questo lo sa benissimo, ma guida Confindustria e deve essere pappa e ciccia con chi governa.
    Come i sindacati del resto, anche loro a chiedere, ma ciò che vogliono veramente è il perpetrare lo status quo, con i pernmessi sindacali, i bilanci non pubblicati, e non ultimo la possibilità di mettere in ginocchio un paese con scioperi fuori luogo.
    Da Renzi non mi attendo nulla.

  3. Albert Nextein says:

    Confindustria :
    articolo unico fondativo ) filogovernativi sempre e comunque.

  4. Dan says:

    Confindustria tiferebbe anche per l’aids se una puttana diventasse presidente…

  5. alberto andretta says:

    resto sempre perplesso da squinzi,di fatto confindustria’ e’ artefice a piene mani della crisi economico-sociale attuale,fa di tutto per impelagarsi alla politica impotente e appoggia sempre il potente di turno,tuona sempre a scadenze ben precise a pro o contro il governo senza mai fare una proposta concreta,quali sono le riforme alla quale fa’ riferimento???,tanto per essere precisi squinzi e’ il presidente di quelle aziende (grosse) che spostano il lavoro dalle nostre comunita’ per portarlo in paesi in cui il salario e’inesistente,non capisco perche’ squinzi con la “sua” confindustria non si addoperi contro l’inefficenza della burocrazia e ad un esercito di statali che di fatto in italia impedisce alle aziende medio piccole di essere competitive nel mondo,tanti proclami pro renzi ma noi patiamo la fame.alberto andretta vicenza

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