Confindustria Padova: il Veneto ribolle, ci vuole “autonomia responsabile” (sic!)

di GIORGIO CALABRESI

«C’è in Veneto un malessere diffuso, una domanda di autonomia fiscale efficiente e responsabile che da anni attraversa la società fino alle istituzioni, su cui la crisi ha agito da acceleratore e che reclama risposte non di facciata. A cominciare dalla correzione di un federalismo distorto e opaco, che ha avuto l’unico effetto di sovrapporre competenze in modo contraddittorio e conflittuale e di trasformare i Comuni in esattori per conto dello Stato». Così il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin sulle spinte autonomiste che si vanno moltiplicando in questi giorni. «Il conto fiscale è stato altissimo: le imposte locali in 20 anni sono cresciute cinque volte, a fronte di imposizioni nazionali raddoppiate. Abbiamo un bisogno disperato di competenza e serietà nell’amministrazione pubblica e di reale autonomia finanziaria dei Comuni, non aggiuntiva a quella dello Stato, se vogliamo arginare uno scollamento drammatico tra istituzioni e cittadini, tra il territorio e lo Stato espresso da iniziative come quella dei sindaci trevigiani», spiega Pavin.

«Il disagio è anche figlio di una concezione dogmatica e ottusa del rigore che in questi anni ha portato la tassazione a livelli insopportabili, della sperequazione tra enti virtuosi, mortificati dalla camicia di forza del patto di stabilità, e altri irresponsabili – continua Pavin – L’unica risposta sta nelle riforme istituzionali su cui si gioca il futuro del Paese con l’obiettivo di semplificare il processo legislativo, regole migliori, una macchina pubblica più efficiente. Vanno ridotti gli sprechi di Regioni ed enti locali definendo i costi standard come metodo di finanziamento per tutte le amministrazioni. Va ripristinato il principio di responsabilità delle Regioni e degli enti locali, che sanzioni con il fallimento politico quelli che creano deficit e premi i virtuosi». «Renzi proceda su un binario di riforme sostanziali e non di facciata e il Parlamento ne sostenga lo sforzo – è l’appello di Pavin – Su questo terremo gli occhi ben aperti. L’autonomia responsabile non è più eludibile se si vuole arginare il distacco dalle istituzioni e dare uno sbocco positivo all’ansia di modernizzazione».

Per gli imprenditori di Confindustria la parola magica sarebbe “autonomia responsabile”: ovviamente si rendono conto che la pentola sta per esplodere, ma proprio non riescono, o non possono, che pensare a tenere insieme tutta l’Italia sgangheratissima.

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15 Comments

  1. Eugenio says:

    BHè che la maggioranza degli industriali Veneti non voglia L’INDIPENDENZA non è una novita ,loro vogliono solo una AUTONOMIA ,per pagare meno tasse ,poi del popolo veneto non gliene frega niente.non vogliono casini il loro motto è Italia ho Spagna basta che se magna….

  2. Albert Nextein says:

    Un bell’indipendentismo addomesticato, opportunista, debole, smilzo.
    Floscio ed inutile.

  3. Confindustria è organo di Stato italiano mascherata da associazione privata, invito le imprese del nord a non iscriversi più a questa cinghia di trasmissione dello Stato italiano e dei suoi governi oppressori e fallimentari.

  4. Alfag01 says:

    Ma cosa significa autonomia responsabile, ma chi pensa di prendere per il culo.
    Questo si caga addosso solo al pensiero di dover pronunciare una parola: INDIPENDENZA. Vai a lavorare.

  5. Michele Bendazzoli says:

    Dell’autonomia non sappiamo che farcene. Abbiamo votato per l’indipendenza.

  6. Berg says:

    Gente come questo Pavin, presidenti di confindustria, confartigianato, confcommercio ecc, abbonda anche qui in Lombardia, e tutti, ma proprio tutti, da anni dicono sempre le stesse coglionate, e fin qui niente di strano. Semmai l’unica anomalia che varrebbe la pena indagare è come mai le aziende/imprese/attività di questi personaggi subiscono la crisi molto meno di altre.
    I casi sono due, o questi sono dei geni come imprenditori, oppure ricevono l’aiutino (o anche l’aiutone) dallo stato itagliano, che ovviamente ha tutto l’interesse ad avere degli imprenditori che fanno da megafono alle menzogne dei politici di turno.
    Morale della favola, i parassiti non stanno solo nella pubblica amministrazione, ma stanno anche a capo di molte aziende private, e questi sono quelli peggiori di tutti.

    • Jhonny says:

      L’ autonomia a differenza dell’indipendenza te la possono togliere o modificare come e quando vogliono.
      Noi abbiamo bisogno di basi solide per poterci risollevare
      e l’autonomia è come le sabbie mobili !

  7. Paolo says:

    Sostiamo il Veneto anche quando siamo al supermercato, acquistiamo solo prodotti Veneti, che escono dai nostri stabilimenti, dalla pasta al caffè, dai biscotti al formaggio…. diamo di più lavoro a noi stessi in pratica.

  8. marco svel says:

    L’unica nostra possibilità é la secessione. Speriamo che le imprese appoggino lo sciopero fiscale

  9. lorenzo says:

    sono almeno 20 anni che sento questi appelli alle istituzioni a “fare presto”, ad un’autonomia “responsabile”, a un federalismo”solidale” che “non significa secessione ma che garantisca la trasparenza e la responsabilità..” contro un fisco non più sopportabile e bla bla bla…

  10. Elio says:

    Pavin fino a poco tempo fa era un montiano convinto

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