Confesercenti: nel 2014 non ci saranno più negozi al dettaglio

di REDAZIONE

L’Italia rischia la desertificazione urbana: tra il 2024 e il 2025 non ci saranno piu’ negozi fissi al dettaglio. L’allarme e’ della Confesercenti che oggi tiene la sua assemblea annuale. Per mettere a punto in maniera piu’ precisa lo scenario del prossimo decennio”, afferma l’organizzazione, “abbiamo considerato la dinamica tra il 2003 ed il 2012 fatta registrare dalle imprese iscritte e dalle cancellate: le prime si sono ridotte del 21%, le seconde sono aumentate del 28%. Nel 2003 il rapporto tra iscritte e cessate era quasi 1 ad 1, nel 2012 era diventato quasi 2 cessate per ogni iscritta e nel 2013, secondo le nostre stime, avremmo 1 nuova impresa ogni 2,7 cessate. Abbiamo applicato, in un’ottica, dunque, prudenziale, il tasso medio annuo rilevato nel passato al decennio futuro. Il risultato e’ che tra il 2024 ed il 2025 (tra 11-12 anni, dunque) scomparirebbero tutte le imprese del dettaglio fisso. Il vero salto avverrebbe quest’anno, nel quale per il lungo protrarsi della crisi, assisteremmo, soprattutto, a un forte incremento delle imprese cessate, ad una diminuzione delle iscritte e, di conseguenza, alla perdita netta di oltre 40mila imprese”.

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4 Comments

  1. Carlo De Paoli says:

    Non può essere un semplice caso se le aziende gestite da italiani, e solo quelle, vengono costantemente vessate da fisco e vari Enti preposti al “controllo”: dall’ “igiene” alla “sicurezza”, e a quanti controlli esistono che non si possono conoscere ed enumerare.
    Secondo me è un “disegno” che viene da lontano e che sta arrivando a realizzazione: l’estromissione degli italiani dal controllo della propria economia per favorire l’avvento della società multietnica e multi-razziale.
    Molti Stati, cosiddetti civili, portano guerra e distruzione nei Paesi del Terzo Mondo per indurne gli abitanti a migrare verso le nostre coste.
    Il solo stato che può permettersi la “pulizia etnica” in casa è Israele: a questo “paese” viene concesso tutto: nessuno gli muoverà guerra in difesa del popolo palestinese massacrato.
    I palestinesi, come noi, è un popolo inferiore del cui benessere a nessuno interessa.
    Bisogna, quindi, creare per tutta questa gente, per risarcirla, una economia “alternativa” e magari superiore, presso di noi, a quella di cui godevano nel Paese di provenienza.
    Il “pretesto” è presto trovato: i figli degli italiani non hanno voglia di lavorare.
    Nessuno ti dice, però, dove vadano a prendere i soldi per aquistare tante “licenze commerciali” gente che, da come ce la si descrive, dovrebbe arrivare sulle nostre coste con le “pezze al culo”.

    La denuncia di Benjamin Freedman fatta negli anni Sessanta del Secolo scorso trova, forse, conferma nel seguente “link”
    Vedi segnatamente la nota numero (4).

    http://www.stampalibera.com/?p=229

    Ecco perché propendo a credere che la lettera, sotto riportata, ricevuta da Karl Marx nel lontano 1848 sia l’inizio del disegno che sta avendo realizzazione in questi tempi.

    E il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848:

    «Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante l’unificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e mediante l’istituzione di una repubblica mondiale, che accorderà dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova organizzazione dell’umanità, i figli di Israele diventeranno dappertutto, senza incontrar ostacolo, l’elemento
    direttivo (…). I governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con l’aiuto del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei, venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i popoli della Terra»

    (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).

    Lascio a voi giudicare se qui non si preconizza e si progetta la «eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture», la più feroce discriminazione razziale, lo sfruttamento del prossimo, la violazione ripetuta dei diritti umani.

    Rammento che le banche, che hanno espresso i presidenti della nostra repubblica delle banane sono stati tutti servi di banche ebraiche le quali stampano i dollari da 100 anni, quasi, in America e gli €uri da una quindicina, quasi, in €uropa.

  2. Bruptu says:

    Ed ecco che la crisi e l’austerity europea diventa l’occasione per realizzare il sogno decennale di certi poteri forti: lo sterminio delle partite iva.

  3. Dan says:

    Se gli italici avessero anche solo la metà delle palle di tutti gli invasori che sbarcano ogni giorno a lampedusa, di fronte una simile eventualità direbbero: “ok ho perso il lavoro da dipendente ? ho chiuso l’attività di famiglia ? Nessun problema ! Tu stato, mi hai rovinato e adesso mi mantieni e guai a te se non lo fai” dopo di che si andrebbe ad affilare il machete…

  4. Giacomo Consalez says:

    Scusa gentile lettore, ma la tua donazione 2013 a L’Indipendenza l’hai già fatta? Se no trovi il link qui a destra. Grazie

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