Confedilizia: la nuova tassa sulla casa potrebbe costare 7,5 miliardi in più

di GIORGIO CALABRESI

Non abbiamo aumentato le tasse, va ripetendo il premier Letta. Ma sembra proprio una balla sesquipedale. Lo pensano anche  i proprietari di immobili adenti a Confedilizia, secondo la quale l’aggravio della nuova tassa sulla casa potrebbe arrivare, rispetto all’Imu, fino a 7,5 miliardi in più considerando prime case ed altri immobili. Questo anche se il Governo, nella relazione tecnica che accompagna la Legge di Stabilità, parla di un gettito «di circa 3.764 milioni di euro su base annua a partire dal 2014». Ma Confedilizia fa due conti: il gettito Imu-Tasi nel 2014, con l’applicazione dell’aliquota massima del 2,5 per mille per l’abitazione principale e dell’1 per mille per tutti gli altri immobili produrrebbe un gettito di 9,1 miliardi per le abitazioni principali e di 22,1 miliardi per gli altri immobili (con aliquota Imu media al 9,3 per mille + Tasi 1 per mille). A conti fatti sarebbe un gettito di 31,2 miliardi con una variazione 2014-2012 di +7,5 miliardi (+31,65%).

I calcoli elaborati da Confedilizia sono così destinati a riaccendere le polemiche. Anche perchè la Tasi è una delle fonti di entrata irrinunciabili per l’architettura complessiva della manovra. E il governo ha già avvertito: bene modifiche ma il saldo deve restare invariato. E già l’argomento ha suscitato non poche polemiche: il governo ha già precisato in merito a vecchie e nuove imposte che i 3,7 miliardi previsti come gettito dalla nuova Tasi sono meno dei circa 4,7 miliardi garantiti dalla vecchia Imu e dalla componente Tares servizi indivisibili, rispondendo così ad un’ennesima polemica sull’ipotesi «nuova stangata» già evocata da diversi falchi del Pdl. E i minori introiti per i Comuni? Verrebbe compensato da trasferimenti dallo Stato. Ma i proprietari tornano all’attacco e c’è un dubbio in più: secondo la Cgia infatti la Tasi sulle abitazioni popolari sarà più cara rispetto all’Imu sulla prima casa pagata nel 2012. Cioè la nuova tassa rischia di penalizzare i proprietari che maggiormente beneficiavano dell’abbattimento dell’Imu grazie alla detrazione base (200 euro) e quella ulteriore di 50 euro per ogni figlio residente. Agevolazioni che ora non ci sono più. E infatti il Governo nella relazione tecnica spiega: «a partire dal 2014 il gettito Imu passerebbe da 3.331 milioni di euro (gettito standard 2012) a 3.731 milioni di euro, in quanto viene meno l’ulteriore detrazione per figli, quantificata in circa 400 milioni di euro. La norma proposta dispone inoltre che ‘l’imposta municipale propria non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatarì. La stima della perdita di gettito relativa è effettuata a partire dai versamenti effettuati dai soggetti in questione (individuati sulla base della natura giuridica) per l’anno 2012 con indicazione della detrazione per abitazione principale, stimabili in circa 12 milioni di euro. Sulla base di tale importo, la stima del minor gettito Imu risulta di circa 4 milioni di euro.

Insomma la Tasi sarebbe un’Imu più leggera. Ma – sostengono i proprietari – questo dipenderà dalle aliquote che i Comuni delibereranno. Il governo afferma che »applicando alla base imponibile (dalla banca dati catastale 2010 si sono considerati tutti i fabbricati, separatamente per persone fisiche e soggetti diversi, escluse le proprietà di comuni) l’aliquota dell’1 per mille, si stima un gettito annuo Tasi di circa 3.641 milioni di euro«. Ma è proprio questo il punto: la nuova Tasi – dice Confedilizia – peserà nelle tasche degli italiani di più dell’Imu con un aggravio nel 2014, rispetto al 2012, che potrà appunto variare da un minimo di 2,1 miliardi di euro (+8,86%) fino a 7,5 miliardi (+31,65%) e proprio in base all’aliquota che verrà decisa dai Comuni.

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