Da Torino a Trieste, da Firenze a Venezia: Confederazione Serenissima

di STEFANO GAMBERONI

Riepilogando i punti chiave esposti fin qui negli interventi precedenti:

La statistica italiana tiene nascosta la realtà del paese

Cos’è il debito pubblico

Perché la cura di Monti non è la soluzione

  1. Le regioni tosco-padano-venete sono i territori del sistema economico e produttivo che da decenni e ancora oggi generano le risorse necessarie a sostenere il peso del debito.
  2. La restituzione del debito contratto dallo stato italiano è un problema anche internazionale poiché una buona parte dei soldi devono essere restituiti ad istituzioni banche e risparmiatori esteri.
  3. La soluzione di Monti e Napolitano non è auspicabile poiché è troppo lenta. Se mai si arrivasse all’obiettivo di rimborsare la metà del debito, ci vorrebbero due generazioni!
  4. Verosimilmente la cura Monti strozzerà il sistema economico produttivo tosco-padano-veneto e rapinerà le ricchezze private accumulate con tanti sacrifici dal dopoguerra ad oggi.

Qui propongo una soluzione non convenzionale che costruisca sugli elementi della realtà attuale così come li abbiamo esposti. È una soluzione che permette di mantenere fede agli impegni presi dallo stato italiano e quindi di rimborsare il debito pubblico a noi risparmiatori. E’ una soluzione che:

– finalmente ci ridà la libertà ed una nuova carta costituzionale,

– manda un segnale molto forte sulla scena internazionale,

– permette di stabilizzare la moneta unica in brevissimo tempo,

– raggiunge l’obiettivo di rimborsare il debito in soli tredici anni,

– diminuisce l’oppressione fiscale sul sistema economico tosco-padano-veneto,

– è l’inizio di un percorso per rendere la nostra società più libera, competitiva ed efficiente,

– dà finalmente una prospettiva sul futuro alle giovani generazioni.

Occorre che le regioni tosco-padano-venete ottengano l’indipendenza e siano riconosciute come nuovo stato sovrano dalla comunità internazionale. Ho già avuto modo di evidenziare che la diplomazia opera seguendo gli interessi dell’economia, segue la logica della realpolitik. In termini espliciti la diplomazia internazionale richiede che sia chiaro il vantaggio derivante dall’assumere una posizione favorevole a una modifica dei confini nello scacchiere europeo. Per ottenere quest’appoggio occorre annullare le conseguenze indesiderate date dal disfacimento dello stato italiano. Alle regioni tosco-padano-venete è offerta un’opportunità storica, esse possono farsi carico del debito pubblico del dissolto stato italiano e garantire la stabilità economica e finanziaria in una geografia europea ridisegnata a loro vantaggio.

Chi già obietta, in uno scatto di orgoglio, che non pagherà il debito che altri hanno fatto, si ricordi che già oggi lui stesso lo sta pagando; si ricordi anche che non ripagare il debito significa gettare al vento anche i suoi risparmi o la sua pensione.

Per rendere chiara l’entità territoriale si tratta di dare sovranità all’insieme dei territori comprendenti le regioni d’Italia che hanno un residuo fiscale positivo:

– Lombardia,

– Veneto,

– Emilia Romagna

– Piemonte,

– Liguria,

– Trentino,

– Valle d’Aosta,

– Friuli Venezia Giulia,

– Toscana

– Marche.

organizzati in confederazione.

L’indipendenza di questi territori permetterebbe di vivere in uno stato dinamico ed efficiente che risparmierebbe abbastanza per ripagare il debito in eccesso in pochi anni.

Confederazione Serenissima.  Così si chiamerà questo nuovo attore nel consesso della comunità internazionale. Il primo termine evidenzia il sodalizio di diversi popoli uniti da comune bisogno di libertà e solidali al mantenimento degli impegni presi. E’ inevitabile correre col pensiero alla realtà della vicina e più blasonata Confederazione Elvetica anch’essa costituita con il libero accordo tra i popoli distinti, seppur uniti da comuni finalità di sostegno reciproco. Occorre porre l’accento sul termine Confederazione, poiché sono diverse le identità dei territori che ne faranno parte, avendo ciascuno dei tratti caratteristici propri. E’ corretto quindi riferirsi al nuovo stato come confederazione di diverse comunità, (non necessariamente corrispondenti alle attuali regioni) che fiere della loro storia, intraprendono un percorso su un piano di pari dignità. La specificazione “Serenissima” suona invece come un auspicio del futuro che si vuole costruire per le nuove generazioni. Sereno è lo stato d’animo di chi ha ritrovato la libertà e non teme più soprusi da chi vorrebbe imporre le proprie regole con la forza. Ovviamente però serenissima è un richiamo alla gloriosa repubblica che aveva al centro Venezia, che con la sua flotta solcò i mari di tutto il globo. Essa ha visto il suo declino proprio perché non riuscì a consolidare un sistema economico anche sulla terraferma.

Confederazione Serenissima, questa è la soluzione alla crisi istituzionale che sta affossando la nostra società e che ha generato il debito che sta affossando tanto noi quanto l’Europa! Oggi i territori della Confederazione Serenissima lasciano ogni anno nelle casse dello stato italiano una ricchezza doppia per valore annuo dell’intera industria dei diamanti mondiale. Questa ricchezza è il risultato dell’ingegno, del lavoro, del sacrificio e della creatività di trentadue milioni di persone ed è anche il prezzo del riscatto perché questi individui ottengano la loro libertà. Oggi queste risorse sono rapinate da Roma che le sperpera per conservare il suo potere e per tenere in piedi il corrotto sistema italiano.

Con l’indipendenza si rendono immediatamente disponibili circa 50 miliardi di euro che non verranno più trasferiti a Roma ed all’italia mediterranea. Queste medesime risorse verranno utilizzate per rimborsare rapidamente il debito e ridare sicurezza a milioni di risparmiatori. Un aspetto fondamentale e che costituisce il carattere non convenzionale di questa soluzione è che questo enorme surplus è stato generato da sempre, ogni anno, non occorrono politiche straordinarie di rigore. Per mantenerlo e svilupparlo occorre soltanto più libertà nella nostra società. Occorre azzerare la costituzione del 1948 ed adottarne un’altra per la neonata confederazione serenissima. La nuova costituzione sarà la base per dare seguito al drastico taglio delle leggi liberticide e della burocrazia. Le leggi e la burocrazia italiane possono essere debellate solo dichiarando decaduto l’ordinamento italiano e facendo nascere dal basso un nuovo stato su basi autenticamente liberali.

Questa proposta è finanziariamente robusta, per rendersene conto possiamo confrontare l’indicatore principale per misurare sinteticamente la buona gestione di uno stato: l’avanzo di bilancio rispetto al prodotto interno lordo. La Confederazione Serenissima avrebbe un avanzo primario superiore al 12%. Tale valore è enorme tanto che non lo si è mai riscontrato in nessun’altra nazione Europea con eccezione della Norvegia. Quest’ultima però basa la sua economia essenzialmente sullo sfruttamento dei giacimenti di petrolio del mare del nord. Né Germania, né Francia, né Finlandia, né Olanda hanno mai avuto avanzi così elevati: al massimo hanno conseguito valori attorno al 5% negli anni migliori (5,3% Finlandia 2007).

Le regioni tosco-padane-venete hanno già oggi molti indicatori fiscali e socio economici in linea con le migliori nazioni europee. Molti cittadini di questi territori hanno forse dimenticato cosa significhi essere liberi, alcuni hanno forse timore di esserlo di nuovo: certo ci sono ancora margini di miglioramento ma la situazione di partenza è più che buona. Questi eccellenti indicatori socio-economici sono da anni la norma nell’insieme dei territori della Confederazione Serenissima. Quindi non si tratta di risultati estemporanei, ma sono costanti nel tempo. Non c’è da dubitare che questi territori confederati siano in grado di sostenere e rapidamente abbassare l’ingente debito pubblico ereditato dallo stato italiano.

Questo è il segnale forte che la Confederazione Serenissima manderebbe al consesso internazionale. Con il riconoscimento del nuovo stato il debito a rischio insolvenza dell’Italia sarebbe immediatamente messo in sicurezza. Occorre notare che il macigno italiano sulle spalle della moneta unica è il maggior fattore d’incertezza sui mercati finanziari internazionali. Il debito italiano rappresenta il 60% dei debiti di tutti i paesi a rischio insolvenza nell’area euro. È per questo che la nascita della Confederazione Serenissima, che può ripagare in pochi anni la metà del debito pubblico italiano, rappresenta un fatto di massimo interesse per la comunità internazionale. Nel pasticcio in cui Roma si è cacciata sono rimasti intrappolati anche parecchi altri stati. In particolare la probabile insolvenza dello stato italiano è uno dei rischi più dirompenti sulla scena internazionale. Questo evento, tutt’altro che scongiurato, implicherebbe lo sfaldamento della moneta unica ed il crollo della costruzione europea.

In effetti, se solo fosse possibile estromettere dalla valuta comune uno stato, senza incorrere nel default del suo debito, certo già oggi la Grecia sarebbe stata gentilmente pregata di tornare la dracma. Purtroppo però con metodi convenzionali l’abbandono dell’area euro di un paese che non sa conseguire in maniera stabile un avanzo di bilancio, comporta simultaneamente la conversione del suo debito in valuta meno pregiata. (sia questa la Dracma, la peseta o la lira). Nei bilanci delle  banche e degli investitori tedeschi, francesi, americani, questo evento si tradurrebbe in perdite ingentissime che su scala europea comporterebbero il fallimento di blasonate istituzioni finanziarie, il blocco del sistema creditizio, sicuramente pesanti effetti sull’economia reale. Certo in qualche anno i migliori assorbiranno il colpo, i peggiori invece amplificheranno l’onda d’urto. In ogni caso questo è uno scenario che nessun capo di stato vuole dover gestire. Merkel, Hollande, Draghi e Lagarde lo vogliono scongiurare in tutti i modi.

L’indipendenza della Confederazione Serenissima che può a buon diritto restare nell’euro ed ha un sistema economico che può abbassare rapidamente il debito pubblico ex-italiano è l’unica soluzione a un problema che altrimenti è senza uscita. Questo è il motivo principale che dovrebbe spingere, primi fra tutti gli altri stati europei, ad appoggiare la libertà per la neonata Confederazione Serenissima e a riconoscerne la sovranità. Sicuramente qualcuno obietterà che l’indipendenza va bene ed è un diritto naturale dei popoli, ma il debito pubblico deve restare in capo a chi fino ad oggi l’ha causato, ovvero al fallito stato italiano. Questo è un vano desiderio emotivamente condivisibile ma praticamente irrealizzabile.

Infatti, l’autoderminazione  dei popoli è una richiesta che può diventare concreta allorchè venga presa in considerazione dalla comunità internazionale. Sono gli altri stati che devono valutare se appoggiare o ignorare la richiesta di libertà rivendicata dai popoli. Purtroppo per chi anela alla libertà, le relazioni di politica estera non si basano mai sulla generosità, al contrario ricercano sempre di massimizzare la convenienza, in linea generale in termini economici, per lo stato medesimo. E’ un ragionamento un po’ cinico ma la storia è piena di esempi nei quali le ragioni dell’economia e della finanza hanno avuto il sopravvento rispetto al diritto naturale degli uomini. Ecco perché se vogliamo ottenere l’indipendenza per noi e i nostri figli, dobbiamo offrire agli stati esteri un tangibile beneficio economico.

A questo punto dovrebbe essere chiaro perché il salvataggio del debito pubblico, che interessa massimamente la comunità internazionale, è intrinsecamente legato all’opportunità che noi abbiamo di chiedere alla comunità internazionale il riconoscimento della sovranità alla Confederazione Serenissima.

La richiesta pacifica di autodeterminazione dei suoi abitanti non è mai sufficiente ad ottenere l’indipendenza di uno stato. Di pari importanza è la reazione che gli altri stati possono avere di fronte alle pretese di un nuovo soggetto statuale. Considerate le difficoltà in cui si sta dibattendo l’Europa, il riconoscimento della Confederazione Serenissima rappresenta l’unica possibilità rapida e risolutiva della crisi dell’euro e l’eliminazione del rischio d’insolvenza per il debito pubblico italiano. Non c’è da illudersi: nell’ambito dei rapporti internazionali i trattati non si basano solo sulla fiducia reciproca. Le belle parole unanimemente sottoscritte dalle nazioni europee e poi di volta in volta aggirate in base alla convenienza di ciascuno stato, hanno senza dubbio insegnato qualcosa. Prova ne sia che recentemente le nazioni dell’area euro hanno concordato di seguire politiche tendenti al pareggio del bilancio e per cercare di dare forza a tale intento hanno forzato i loro parlamenti nazionali al fine di inserire tale previsione nella carta costituzionale di ciascuno stato membro.

E’ possibile che il riconoscimento della Confederazione Serenissima sia condizionato all’inserimento nella carta costituzionale del nostro nuovo stato dell’impegno a ridurre in tempi rapidi l’enorme debito rilevato dal dissolto stato italiano. Questo impegno costituzionalmente vincolante non dovrebbe certo spaventarci, visto che non è nulla di nuovo rispetto a quanto già stiamo sperperando da anni nelle voraci ed insaziabili casse di Roma. Comunque questa presa di responsabilità di fronte all’Europa e al mondo sarebbe un fattore di coesione per le comunità confederate. Questi popoli sapranno guadagnarsi ancora una volta il rispetto internazionale grazie al raggiungimento di un obiettivo concreto e raggiungibile.

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33 Comments

  1. toscano redini says:

    E’ la SOLUZIONE! la soluzione che vado proponendo da anni… Finalmente qualcuno più importante di me è riuscito a pubblicarla.
    A tutti: prego, mettere da parte ogni fisima; i particolari da definire in seconda istanza.
    Priorità assoluta: delenda est italia!

    A Stefano Gamberoni un galattico GRAZIE!

  2. WOW says:

    IO CI STO A RIPAGARE DA CAPO MA I GIOVANI NON HANNO UN LAVORO CHE GLI PERMETTA DI PRENDERSI NESSUN IMPEGNO …PER CUI ?

  3. tere says:

    In pratica per essere libera dagli aguzzini dovrei accendere un mutuo di 20 anni sulla casa che ho appena finito di pagare. ma io di anni ne ho già 57 – ok lo faccio utilizzando la pensione che percepiro’ per i prossimi venti anni – ma dopo di me solo giovani precari, disoccupati oppure occupati con stipendi di mille euro al mese.
    Come si fa a percorrere una strada simile ? Prima dobbiamo rinforzare le imprese e tenere un livello alto di tassazione e poi che altro ? spiegatemi :i vs discorsi sono interessanti.

  4. Alessio says:

    Questa serenissima confederazione fa acqua da tutte le parti:è una bufala italiona.

  5. Castagno12 says:

    All’inizio dell’articolo si legge, scritto in rosso: “Cos’è il debito publico”.
    Questa enunciazione prevede una spiegazione che poi non viene data.
    Si continua a ribadire la necessità di farci carico della voragine del debito pubblico (provocato dai dissipatori sempre votati da tutti gli elettori italiani).
    Perchè, a turno, hanno sempre dissipato Destra, Sinistra, Centro e Lega, soprattutto mantenendo e difendendo L’EMISSIONE DI VALUTA A DEBITO e gli azionisti PRIVATI di Bankitalia.

    Io, in molti commenti, ho ribadito le cause del Debito Pubblico italiano, sulle quali, accuratamente, si sorvola, anche in questo articolo.
    Perchè Gamberoni non le ha indicate ?
    Dette cause sono state trattate dettagliatamente anche in molte pubblicazioni tuttora in vendita.
    Vi manca sempre il coraggio di ribadire ciò che altri hanno, da tempo, denunciato.

    Gamberoni ha scritto: ” … La Confederazione Serenssima che può a buon diritto restare nell’Euro …”. e poi ” … Vogliamo ottenere l’indipendenza per noi e per i nostri figli … “. Volete l’indipendenza restando nell’Euro ?
    Ma Vi sentite bene ?

    Caro Gamberoni, si informi circa la funzione della moneta unica perchè Lei non ha ancora capito cosa rappresenta.
    Il mantenimento di detta rovinosa moneta esclude il Suo sogno di indipendenza per noi e per i nostri figli perchè comporta una diretta sottomissione al Governo Mondiale. Il Suo progetto, da Ing. Cavazza-Bamboni, avrebbe il solo “vantaggio” di escludere gl’intemediari del governo di Roma, cioè i “politici” ed i tecnici italiani.
    Mantenendo l’attuale meccanismo dell’emissione di moneta, la Sua Macroregione “da sogno”, dopo aver tappato la voragine romana, ne aprirebbe un’altra, gestita dai rappresentanti (quali ?) della Nuova Identità Territoriale, generosamente imbottita di invasori che arrivano ogni giorno.

    Con un comportamento tipicamente italiano, tacendo il problema “emissione di valuta”, potrete forse ottenere un riconoscimento internazionale della Confederazione Serenssima, ma nulla più.

    Bisogna informare il popolo circa le reali cause della attuale crisi che ci vede sottomessi e danneggiati nella salute e nel portafoglio.
    E le Regioni che Lei ha elencato, devono trovare un accordo preventivo sui problemi: emissione della valuta, uscita dall’Ue e dall’Euro.

    Diversamente Vi agitate a vuoto solo per affidare i noti privilegi ad altri litigiosi incapaci che vogliono sistemare se stessi, figli e nipoti.

    • Marco Mercanzin says:

      Una sola parola : grande !!!!

      • Castagno12 says:

        La ringrazio molto per il Suo apprezzamento.
        Io mi sono limitato ad analizzare la realtà.
        Se Lei è interessato a ricevere i miei scritti che informano
        (anche sul problema salute) potrà inviare una mail alla Redazione del Quotidiano, indicando il Suo indirizzo (non su twitter).
        Poi la Redazione, gentilmente, mi girerà la Sua mail.

        • Stefano Gamberoni says:

          Buonasera Castagno12

          Per la natura del debito e la necessità di rimborsarlo senza poterlo svalutare, il discorso si fa lungo ma l’ho già affrontato in http://www.lindipendenzanuova.com/ecco-cose-il-debito-pubblico/

          Il link è riportato anche all’inizio di questo articolo. Mi faccia poi sapere se non copre appieno la questione.

          Lei dice “avrebbe il solo “vantaggio” di escludere gl’intemediari del governo di Roma, cioè i “politici” ed i tecnici italiani.” già sarebbe un bel passo avanti. Vale circa 25 miliardi, risparmiati solo per aver ottenuto l’indipendenza.

          Quanto a chi sarebbe il reggitore dopo l’indipendenza, occorrerebbe finalmente definire un assetto istituzionale snello e liberale. Io l’ho accennato solo per sommi capi:
          “azzerare la costituzione del 1948 ed adottarne un’altra per la neonata confederazione serenissima. La nuova costituzione sarà la base per dare seguito al drastico taglio delle leggi liberticide e della burocrazia. Le leggi e la burocrazia italiane possono essere debellate solo dichiarando decaduto l’ordinamento italiano e facendo nascere dal basso un nuovo stato su basi autenticamente liberali.”

          L’emissione di moneta sovrana è un boomerang se lasciato nelle mani dei politici nostrani. Oggi l’euro si rivela un limite, non per l’economia della confederazione serenissima, ma perchè l’incantesimo dei bassi tassi di interessi (grazie all’euro) che abbiamo goduto da 2000 al 2009 si è definitivamente rotto. E la politica italiana è stata di colpo messa di fronte alla necessità di ridurre la spesa o aumentare le tasse. Cosa abbia fatto Monti è noto.

          Se uscissimo dall’euro, cosa impossibile dato l’ammontare assoluto del debito in mano a partner stranieri, sarebbe senza dubbio la morte di qualunque sogno di indipendenza. Gli scenari in quel caso sono difficili da dettagliare, ma senza dubbio la fallita classe politica romana potrebbe contare su un rinnovato sostegno vantando la ritrovata possibilità di ricorrere a svalutazioni competitive. E l’occasione storica di maggiore libertà sarebbe forse persa di nuovo per altri 150 anni.

          Buon Natale
          Stefano Gamberoni
          officina@ideepercomerio.org

        • Stefano Gamberoni says:

          Per la natura del debito e la necessità di rimborsarlo senza poterlo svalutare, il discorso si fa lungo ma l’ho già affrontato in http://www.lindipendenzanuova.com/ecco-cose-il-debito-pubblico/

          Il link è riportato anche all’inizio di questo articolo. Mi faccia poi sapere se non copre appieno la questione.

          Lei dice “avrebbe il solo “vantaggio” di escludere gl’intemediari del governo di Roma, cioè i “politici” ed i tecnici italiani.” già sarebbe un bel passo avanti. Vale circa 25 miliardi, risparmiati solo per aver ottenuto l’indipendenza.

          Quanto a chi sarebbe il reggitore dopo l’indipendenza, occorrerebbe finalmente definire un assetto istituzionale snello e liberale. Io l’ho accennato solo per sommi capi:
          “azzerare la costituzione del 1948 ed adottarne un’altra per la neonata confederazione serenissima. La nuova costituzione sarà la base per dare seguito al drastico taglio delle leggi liberticide e della burocrazia. Le leggi e la burocrazia italiane possono essere debellate solo dichiarando decaduto l’ordinamento italiano e facendo nascere dal basso un nuovo stato su basi autenticamente liberali.”

          L’emissione di moneta sovrana è un boomerang se lasciato nelle mani dei politici nostrani. Oggi l’euro si rivela un limite, non per l’economia della confederazione serenissima, ma perchè l’incantesimo dei bassi tassi di interessi (grazie all’euro) che abbiamo goduto da 2000 al 2009 si è definitivamente rotto. E la politica italiana è stata di colpo messa di fronte alla necessità di ridurre la spesa o aumentare le tasse. Cosa abbia fatto Monti è noto.

          Se uscissimo dall’euro, cosa impossibile dato l’ammontare assoluto del debito in mano a partner stranieri, sarebbe senza dubbio la morte di qualunque sogno di indipendenza. Gli scenari in quel caso sono difficili da dettagliare, ma senza dubbio la fallita classe politica romana potrebbe contare su un rinnovato sostegno vantando la ritrovata possibilità di ricorrere a svalutazioni competitive. E l’occasione storica di maggiore libertà sarebbe forse persa di nuovo per altri 150 anni.

          Buon Natale
          Stefano Gamberoni
          officina@ideepercomerio.org

  6. Gian says:

    ottima idea, svolgimento logico, nome accettabile, ma manca un’aspetto il vantaggio per il resto d’italia qual’é?

    forse l’hai tralasciato per brevità, ma c’è un vantaggio anche per loro: sarebbero l’unico paese al mondo o uno dei pochissimi con un debito pari a zero, potrebbero avere un’apertura di credito illimitata e se, PER UNA VOLTA, si dessero una regolata potrebbero ripartire da zero e ricominciare da capo e risolvere i loro problemi.

  7. Unione Cisalpina says:

    altra menata… tanto x konfondere, dilatare, annakkuare …

    PADANIA – KONFEDERAZIONE CISALPINA

    • Stefano Gamberoni says:

      @Unione Cisalpina
      L’analisi è stata anche fatta, quasi precisamente un anno fa, comprendendo solo il territorio col nome di Padania.(escludendo Toscana e Marche). Ma diversi riscontri ricevuti, fuori da questo giornale, hanno suggerito opportuno includere anche Toscana (che ha una storia molto più europea che risulta più affine al territorio padano che non ai territori mediterranei), e le Marche (poichè anche quest’ultima regione ha un residuo fiscale positivo indice di un’economia che è arrivata ad autostostenersi).
      I conti sono stati fatti (bene) ed indicano che senza il contributo di queste regioni sarebbe necessario la preventiva dismissione di 113miliardi di patrimonio pubblico, per ridurre lo stock iniziale di debito ad un livello sostenibile dalla sola Padania. Quindi non è “konfodere ed annakkuare” ma, l’analisi sul territorio indicato, può realizzarsi senza la preventiva dismissione del patrimonio pubblico, ovvero senza una decisione nella sola facoltà del ministero del tesoro romano,
      Inoltre il nome. Non contesto l’esistenza della Padania in quanto entità socio-economica omogenea, ma quali territorio effettivamente comprende? Molti veneti, per citare i più convinti, non ne vogliono sentir parlare, quindi Padania divide in maniera ideologica gli stessi popoli che vorrebbe aggregare. Per di più non ricomprende il termine “confederazione” che indica un patto tra popoli che trovano conveniente ed opportuno aggregarsi, me che devono essere lasciati liberi di scegliere il loro destino.
      Infine, all’estero Padania non lo conosce nessuno, viceversa Serenissima è un termine più noto all’estero che viene immediatamente ricondotto a Venezia. Ah, Venezia, ce l’hanno copiata nei 4 angoli del globo, perchè dobbiamo vergognarcene noi?
      Skusi, spero non me ne voglia.
      Buon Natale
      Stefano Gamberoni
      officina@ideepercomerio.org

      • Mario Casadei says:

        Salve, le Marche sono state incluse nella sua “Unione Serenissima” solamente per il residuo fiscale positivo o anche per altri motivi?

        Saluti Mario Casadei

  8. Berghemadler says:

    Non entro nel merito di tutte le questioni analizzate. Non ne ho neanche la competenza, ma :
    IL PUNTO PRINCIPALE E’: come glielo dici ai terroni ?
    Pensi che rinuncino “sportivamente” alla tetta da cui succhiano ?
    Si prega di scendere dalle piante, e pensare a cosa fare DOMANI MATTINA.
    io vi aspetto in piazza. E non solo per parlare.

    • Stefano Gamberoni says:

      @Berghemadler,
      se scendo dalla pianta in quale piazza ti trovo? Tanto per restare sul concreto!
      L’analisi conduce a rilevanti vantaggi anche per il resto d’italia. Le ragioni per convincere le popolazioni del sud ci sarebbero, chi non molla l’osso è la casta, i parassiti dello stato, i consumatori di tasse che fanno capo alla classe politica referente sul parlamento romano.
      La controparte che potrebbe essere più disposta ad ascoltare è oltre le alpi, in europa, la stessa controparte che impartisce i desiderata al fido Monti per cercare di salvare i loro soldi che hanno inopinatamente prestato a roma.
      Come fare a comunicarglielo e convincerli della praticabilità dell’analisi…. mah.
      Buon Natale
      Stefano Gamberoni
      officina@ideepercomerio.org

  9. Occorre solo un vigoroso calcio in culo allo Stato italiano ed ai suoi sostenitori, dopo vedremo il da farsi.
    Staccare cambiali in cambio della mia LIBERTÀ non esiste proprio.
    Perché mai dovrei pagare i miei carcerieri per salvarli?
    Che si fottano.

    • Stefano Gamberoni says:

      @Lanzalotta
      Se mi dice dov’è il deretano a cui dare la vigorosa pedata, mi associo immediatamente!
      Nell’attesa di avere un chiarimento sul punto, è utile indicare quale potrebbe essere il “da farsi” dopo la catartica pedata.
      Gli altri stati richiedono di sapere cosa “sarà dopo” per consetire che quel dopo si realizzi. Oggi nessuno indica cosa sarà dopo, infatti la cancrena della nostra economia procede su una traiettoria di declino e di salassi ai redditi ed al patrimonio. Alternative? Sul tappeto non ce ne sono, questa proposta è la sola che ha le caretteristiche della sostenibilità.
      “Cambiali, carcerieri, salvarli”: la LIBERTA’ non te la regala nessuno, questa proposta non salva i carcerieri, li esautora. In quanto a fottersi,capisco lo sfogo ma mi pare che se qualcuno sta godendo quelli non siamo noi.
      Saluti
      Stefano Gamberoni
      officina@ideepercomerio.org

  10. caterina says:

    L’idea ha una sua logica, anche se puramente economica perchè soggiace alla alla supremazia del potere delle banche mondiali che si dovrebbe invece contrastare!.
    L’uso però della prestigiosa denominazione “Serenissima” fa a pugni con il significato che quel nome nella storia racchiude, di governo e civiltà espressione di caratteristiche peculiari dei Veneti aperti a tutti ma fortemente identitari, che alle spalle, cioè verso l’interno della penisola non ha mai ambito andare oltre quanto necessario per tutelarsi nei confronti dei forti poteri che al tempo esistevano (Impero e Papato).
    Non mi azzardo ad entrare nel merito di compensazioni di debito ed eventuali opportunità o svantaggi, ma non capisco perchè dovremmo tenerci così tanto ad essere riconosciuti dai restanti paesi europei se in pratica non cambierebbe nulla, come nell’articolo si afferma… piuttosto sarebbe essere visto come il prezzo da pagare perchè l’Italia romana sia costretta a riformare il suo assetto.
    Tuttavia, pur essendo fortemente indipendentista, che non vuol dire egoista, dico subito che la cosa come prospettata dal pregevole Autore non collima con quello a cui aspiro, e siccome anche penso che sia una ipotesi lontana dal poter essere realizzata per la complessità degli aspetti di cui si dovrebbe tener conto, rimango totalmente fiduciosa che si realizzi invece in tempi brevi quanto già deliberato con la Risoluzione 44 del Consiglio Regionale Veneto.
    Un Veneto Indipendente!… potrebbe essere l’inizio per una Confederazione, perchè no?

    • Gian says:

      cioè verso l’interno della penisola non ha mai ambito andare oltre quanto necessario per tutelarsi nei confronti dei forti poteri che al tempo esistevano

      non ha mai ambito o piuttosto non c’è riuscita e qui aggiungo un “purtroppo”, perchè ci ha provato a conquistar Milano alla caduta dei Visconti, ma lo Sforza è stato più abile e aggiungo un altro purtroppo.

    • Stefano Gamberoni says:

      @Caterina,
      I migliori auguri alla Risoluzione 44, che in Veneto troverebbe ampio consenso popolare. Le altre regioni possono solo seguire perchè la libertà è una malattia contagiosa.
      Mi lasci aggiungere che nell’articolo, si accenna solo per sommi capi a cosa cambierebbe nella nuova confederazione:

      “…occorre soltanto più libertà nella nostra società. Occorre azzerare la costituzione del 1948 ed adottarne un’altra per la neonata confederazione serenissima. La nuova costituzione sarà la base per dare seguito al drastico taglio delle leggi liberticide e della burocrazia. Le leggi e la burocrazia italiane possono essere debellate solo dichiarando decaduto l’ordinamento italiano e facendo nascere dal basso un nuovo stato su basi autenticamente liberali.”

      Certo l’analisi segue un filo prevalentemente economico, in questo hai ragione. Ma che configurazione istituzionale si dovrebbe avere dopo l’indipendenza è un’incognita anche con la risoluzione 44. Quindi indipendenti sì ma per far cosa? Per non cadere dalla padella nella brace, occorre chiarire in anticipo quale assetto istituzionale si adotterà, anche con l’autodeterminazione del solo veneto.

      Infine mi lasci dire che la “supremazia del potere delle banche mondiali”, si compensa con la supremazia di aziende globali. In questo momento storico, la nostra economia è avviata al declino trascinata nel baratro dal fallimento italiano. Se c’è un interlocutore mondiale che può trovare (economicamente) conveniente disfare l’italia, dovrebbe logicamente diventare un interlocutore della causa indipendentista.

      Buon Natale
      Stefano Gamberoni
      officina@ideepercomerio.org

  11. Trasea Peto says:

    Creando questo tipo di confederazione non si potrebbe parlare di indipendenza dallo Stato italiano, ma di secessione.

    Il nome non mi piace per niente ed è fuori luogo.

    • Veritas says:

      Basterebbe chiamarla Norditalia, semplicemente: il nome non ha molta importanza ma l’Autore propone quanto io ho sempre pensato e desiderato, e proprio con tutte le regioni che lui elenca.
      Da che mondo è mondo esiste il detto “L’unione fa la forza” e io non credo proprio che il rendere indipendente o comunque autonoma una regione singola per volta sia qualcosa di piu’ facile o fattibile.

      • Trasea Peto says:

        “L’unione fa la forza”. Ottimo. Dopo l’indipendenza delle Venezie magari si sentirà il bisogno di unirsi a qualcun’altro: confederarsi con l’Austria o la Slovenia.

  12. Umbro says:

    L’ Umbria storicamente economicamente geograficamente e socialmente rientra nella confederazione.

  13. Salice triestino says:

    Anche questa idea è valida e comunque migliore di quello che abbiamo adesso, per cui benvenga.
    Però il nome non mi piace, preferirei una Confederazione Padana, che come nome corrisponde meglio a qualcosa di geografico, appunto la Padania. Deve comunque essere possibile chiamare lo Stato con un nome singolo che esprima il territorio. Altrimenti continueranno a chiamarci Italia del Nord.

    Per quanto riguarda Trieste, abbiamo ancora in mano il jolly del Territorio Libero di Trieste, previsto dal Trattato di Pace del 1947 tuttora in vigore, e che sta tornando a farsi sentire all’ONU, dove la sua bandiera ha sventolato dal 1947 al 1975, e dove c’era un suo seggio, seppur sempre vuoto.

    • Gian says:

      anche a me piace il nome Padania, ma anche il nome Confederazione Serenissima non è male e uno non esclude l’altro, dato che la Svizzera, si chiama Svizzera, ma anche Confederazione Elvetica.

      • Salice triestino says:

        Sì, ma l’Elvezia è comunque un riferimento territoriale, Serenissima no, è solo un aggettivo applicato alla Repubblica di Venezia.
        Un po’ come il vecchio Impero Ottomano che veniva chiamato “la sublime Porta”.

  14. Franco says:

    Tutto condivisibile. Ma come la promessa di risarcimento del debito in mano agli stranieri può innescare il processo di separazione da Roma?

    • Stefano Gamberoni says:

      @Franco
      Non dico che sia semplice, ma concettualmente chiaro. Io intendo che sia stato l’interesse del risarcimento del nostro debito a rischio il fattore determinante per mettere Monti a presidente del consiglio. Per certi aspetti questa è una pesante ingerenza straniera nel meccanismo democratico italiano. Purtroppo Monti non sta portando l’italia su un percorso sostenibile di rimborso del debito.

      Ingerenza per ingerenza, prospettare una soluzione sostenibile al loro (e nostro) problema del debito, perchè non potrebbe generare un sostegno alla causa indipendentista?

      Buon Natale
      Stefano Gamberoni
      officina@ideepercomerio.org

  15. Marco Mercanzin says:

    Bella idea, ma ci sono alcuni problemi :
    La Germania e la Francia non vogliono una padania libera e competitiva, in quanto il loro predominio svanirebbe, con i numeri della nostra economia.

    La perdita dei trasferimenti criminali attuali, verso il meridione, farebbe perdere alla nostra economia una enorme parte di domanda interna, quella attuale, che diminuirebbe l’assorbimento del nostro surplus produttivo.

    Comunque, il ripagare il debito, ci vincolerà a circa 45 miliardi annui di restituzioni per i prossimi 20 anni. Il che vuol dire, rimanere alla attuale pressione fiscale. Certo il PIL si alzerebbe, forse, i virtù’ della sparizione di lacci e laccioli della burocrazia italica, ma saremmo vincolati alle esportazioni , sperando che gli altri siano in grado di assorbire il nostro surplus esportativo. Attualmente, per esempio, la Germania , non sarebbe in grado di assorbire nemmeno il 5% delle sue esportazioni, in quanto la sua domanda interna e’ fortemente diminuita a causa delle politiche salariali del 2002/2005.

    L’euro, come moneta unica, costringerà comunque la futura Serenissima a indebitarsi ,per avere liquidità, sul mercato, e questo, all’evidenza dei fatti, genererà interessi composti, che per quanto basso sia l’interesse corrisposto, conducono ad un circolo vizioso infinito.
    Ne sia la prova il livello di indebitamento francese, o tedesco, o di altri paesi , teoricamente più virtuosi del nostro, che senza i trucchi contabili messi in atto e a loro permessi sono pari se non superiori al nostro.

    La rilevanza del debito pubblico nei confronti del mercato, c’è è rimane solo se uno stato deve chiedere soldi allo stesso mercato, ma se si ha moneta sovrana e la si usa intelligentemente, e in questo si , che una architettura confederale e’ decisiva, i mercati si attaccano al piffero , e i titoli di stato non servono a nulla, se non per particolari strategie Interne di controllo della moneta.

    La separazione fra stato ed emissione monetaria, cioè costringere lo stato a ricercare moneta nel mercato invece di emetterla direttamente a fronte di beni e servizi reali prodotti dai suoi cittadini, non ha garantito la diminuzione della spesa, e nemmeno la sua razionalizzazione, anzi, oltre alla spesa in conto capitale, vi si sono aggiunti pure gli interessi

    Quindi, a mio parere, ricercare la benevolenza dell’Europa e dei mercati, promettendogli una restituzione che loro sanno impossibile, o pretendere un riconoscimento di una nuova confederazione, ad una entità che da sempre lavora per un super stato europeo, e’ una contraddizione logica.

    I tecnocrati europei hanno contribuito a creare questa crisi, proprio per spingerci ad accettare un governo non democratico sovranazionale che bypassi i diritti naturali dei popoli. Figuriamoci se adesso essi liberamente permetteranno di estinguere il nostro debito ( che è la fonte di maggior guadagno del mercato) o di riconoscerea nostra libertà.

    • Stefano Gamberoni says:

      @Marco Mercanzin
      La grande competizione padana alla Germania ed alla Francia vedrebbe comunque un rapporto di dimensioni di circa 1/3: il Pil padano sarebbe circa 800mld contro un Pil tedesco di 2400mld (vado a memoria). Farebbe così paura?

      Transferimenti criminali: alias il motivo principale per la tassazione troppo elevata nei territori della Confederazione: Ad un bel momento bisognerà pur scegliere se si vuole continuare a proteggere i “consumatori di tasse” oppure i “produttori di ricchezza”. Cambiare tutto per non cambiare niente? Non è la nostra natura.

      L’economia della Confederazione Serenissima è già ampiamente orientata all’export. E’ chiaro che è una sfida, ma è sicuro che con l’italia unita, siamo destinati a scomparire in termini di competitività. Cambiare o morire!

      La Confederazione Serenissima avrà un avanzo primario del 12%, quindi dopo il pagamento degli interessi un ampio surplus. Rimborserà il debito, non avrà necessità di emettere nuovo debito. Cosa mai successa all’italia fino ad oggi, ed invero difficile anche a Germania e Francia di questi tempi!

      A questo si aggiunga che con una finanza pubblica con tale avanzo, anche il peso degli interessi sarebbe progressivamente decrescente.

      Per la natura del debito e la necessità di rimborsarlo senza poterlo svalutare, il discorso si fa lungo ma l’ho già affrontato in http://www.lindipendenzanuova.com/ecco-cose-il-debito-pubblico/

      Super stato europeo dai piedi d’argilla perchè alcuni stati hanno finanze fuori controllo e in Europa non sanno come uscirne. Sicuramente stanno lasciando la responsabilità in capo a chi è stato incapace di gestire le proprie finanze. Ovverro il governo italiano ha poco da alzare la cresta e roma deve allinearsi alle prescrizioni europee, puntigliosamente eseguite da Monti. Purtoppo questo significa che anche chi da noi ha sempre pagato è condannato a pagare ancora di più. Sta a noi trovare soluzioni alternative per tirarci fuori dai pasticci.

      Buon Natale
      Stefano Gamberoni
      officina@ideepercomerio.org

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