Confcommercio: calano i consumi e gli occupati. Troppe tasse

di FRANCO POSSENTI

L’Indicatore dei consumi Confcommercio (ICC) ha registrato a settembre una diminuzione del 4,2% rispetto a settembre 2011 ed una flessione dello 0,8% rispetto ad agosto. Lo ha comunicato sapere la stessa Confcommercio sottolineando che ”entrambe le variazioni risultano tra le peggiori da quando viene calcolato l’ICC”. La riduzione congiunturale segue un bimestre di sostanziale stazionarietà dei consumi.

Il calo del 4,2% e’ calcolato ”in quantità” mentre si considera la spesa in valore la diminuzione tendenziale a settembre e’ del 2,8%. ”La progressiva contrazione del reddito disponibile, legata al permanere di una situazione economica negativa, appesantita dai continui inasprimenti fiscali- afferma la Confcommercio – ha presumibilmente riportato le famiglie, dopo il periodo estivo, ad adottare modelli di spesa estremamente prudenti.

Le incertezze sull’impatto dei provvedimenti della Legge di Stabilita’ non aiutano la pianificazione degli acquisti. Nel complesso del periodo gennaio-settembre 2012 l’indicatore segnala una riduzione del 2,7% rispetto ai primi nove mesi del 2011. Queste valutazioni confermano che il 2012 risultera’ caratterizzato da una eccezionale caduta dei consumi reali”. Confcommercio ricorda le difficolta’ nel mercato del lavoro con un calo degli occupati a settembre di 57.000 unita’ rispetto ad agosto (-110.000 negli ultimi due mesi) e un aumento dei disoccupati di 62.000 unita’. I cali di consumo piu’ consistenti si sono avuti per la mobilita’ (-10,6% tendenziale in valore, -20,5% in quantita’) e negli alimentari, bevande e tabacchi ( (-2,8% tendenziale in valore, -5,7% in quantita’).

Unico settore che nei consumi registra un aumento e’ quello delle comunicazioni con una crescita del 3,4% per le quantita’ (e un calo della spesa dell’1,1%).

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9 Comments

  1. certo che ce ne vuole di fantasia per additare gli extracomunitari a responsabili del calo dei consumi. A parte che nei paesi extracomunitari ogni euro eventualmente arrivato sarebbe cambiato nella moneta nazionale… però l’articolo parlava di calo dei consumi. Quando ero bambino e andavo alle elementari (roba di seconda, perché in terza si facevano conticini più complicati), la maestra spiegava: “la mamma dà a Pierino 100 lire. Le uova costano 10 lire l’una. Quante uova potrà comprare Pierino?” Tutti sanno che se le uova costano 11 invece di 10 se ne potranno acquistare 9 e non più 10. Solamente i laureati della Bocconi non lo sanno?

  2. fracatz says:

    se questi immigrati continuano a spedire i nostri euri all’estero è chiaro che qui diminuisce la circolazione di moneta.
    Una badante che mangia, beve e vive in casa dell’assistita danarosa, con 1000 euri più gli straordinari ed i contributi, spedisce ogni mese tutti i mille euri all’estero e noi qui non abbiamo la possibilità di ri-stamparli
    Per questo per bilanciamento, bisogna assolutamente che i nostri giovani vadano all’estero e che siano obbligati a sperire qui in taja i loro introit

  3. Eric says:

    La razionalizzazione dei consumi è una delle indispensabili componenti dell’uscita dalla crisi e della futura ripresa.
    Questo comporta la cessazione delle attività commerciali meno utili o addirittura inutili ed in soprannumero.
    Se i consumatori abbandonano le spese effimere, rifiutando i prodotti con ricarichi delinquenziali ed affinando il naso per distinguere quel che serve allo sviluppo della famiglia da quello che ingrassa i bottegai senza scrupoli, possiamo guardare al futuro con un minimo di speranza !

    Se invece si continuerà a strapagare l’effimero e l’inutile, sacrificando, per mancanza di soldi, i consumi oculati e facendo morire i negozianti coscienziosi a favore dei venditori di fumo……viva l’Italia !

    • Dan says:

      Tutte belle parole ma il problema qui prima dei bottegai è lo stato.
      Togliendo di mezzo lo stato, i prezzi potrebbero realisticamente crollare anche del 80% e dopo vedresti che ripresa

      • Eric says:

        In attesa che i geniali prosatori come te tolgano di mezzo lo stato e ci facciano risparmiare l’80%, i sempliciotti come me, in possesso dei titoli necessari e con oltre quarantanni d’esperienza che ci han permesso di mantenere più che dignitosamente le famiglie, continueranno a ripetere che il consumismo e gli sprechi assurdi degli ultimi decenni hanno contribuito oltre misura alla crisi corrente e che la riduzione o la scomparsa dei “venditori dell’effimero e dell’inutile” è un toccasana !

        Per maggiori chiarimenti mettiti in fila con il professor Lucky per iscriverti all’Asilo Mariuccia: là si occuperanno di voi !
        Bavaglini compresi !

    • Lucky says:

      certo che sei un “illuminure” dell’economia, neanche lenin arrivò a certe vette di pensiero

      • Eric says:

        Parla di quel che hai studiato e conosci !

        Ho sintetizzato il liberismo storico, altro che il marxismo leninismo !

        Scrivi di quel che conosci, mandarino, e continua nel tuo lavoro da sciacquino !

        Per teste vuote come la tua, per di più arroganti, l’autodeterminazione è un delitto !

  4. Dan says:

    Una valanga di cifre per descrivere una cosa delle cose più ovvie: se non hai un lavoro, se non hai la certezza di far entrare ogni mese qualcosa, poco ma di quantità comunque dignitosa, non puoi e non potrai mai progettare di comprare qualcosa oltre la più basilare sussistenza.

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