CONCORDIA, DOMANI INTERROGATORIO AL CAPITANO

di REDAZIONE

Potrebbe salire a 24 il numero dei dispersi nel naufragio della nave Costa Concordia. Fino a qualche ora fa il numero, fornito dalla Prefettura, è di 16 persone mancanti all’appello. Fonti governative tedesche hanno parlato di almeno 10 dispersi provenienti dalla Germania, probabilmente 12. All’appello mancano anche 2 passeggeri di nazionalità statunitense, come reso noto dall’ambasciata Usa in Italia e anche 4 francesi, come fa sapere da Parigi il portavoce del ministero degli Esteri.

Sarebbero quindi 19 gli stranieri dispersi. Tra gli italiani, sarebbero 5 le persone mancanti all’appello. Tra di loro dovrebbero esserci i riminesi William Arlotti, 30 anni e sua figlia di 5 anni; 2 siciliane, Maria Grazia Trecanico e l’amica Luisa Virzì e la giovane sposa di Cavaglià (Biella), Maria D’Introno, 30 anni, partita con la Costa Concordia insieme ai cognati e ai genitori del marito che festeggiavano le nozze d’oro. Tutti si sono salvati raggiungendo la riva a nuoto, mentre Maria era l’unica a non saper nuotare e ad avere paura dell’acqua.

Tra i 19 stranieri dispersi c’è anche una cittadina di origine peruviana, mentre viene dato come mancante all’appello Giuseppe Girolamo, un musicista 30enne di Alberobello (Bari).

Intanto, dalle registrazioni telefoniche acquisite dalla Procura di Grosseto ci sono delle comunicazioni tra l’ufficiale della Guardia costiera di Livorno e il cellulare del comandante Schettino (nella foto). Quest’ultimo avrebbe prima detto di essere sulla nave a coordinare i soccorsi, poi (intorno a mezzanotte e mezzo) si sarebbe fatto scappare una frase in cui dichiara di non poter più risalire sulla nave, ammettendo quindi di essere sceso.

A quel punto, è l’1,46 della notte tra venerdì e sabato e le operazioni di salvataggio erano ancora in corso, l’ufficiale della Guardia costiera intima con tono risoluto a Schettino di risalire immediatamente sulla nave e di coordinare i soccorsi; il comandante replica dicendo che obbedirà, ma secondo testimonianze non lo avrebbe mai fatto, restando sempre a terra. Dall’inchiesta della Guardia costiera emergerebbero quindi responsabilità precise a cui probabilmente il comandante risponderà domani mattina nel corso dell’interrogatorio di garanzia previsto davanti al gip di Grosseto.

FONTE ADNKRONOS

 

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