Gavio, Benetton, Alitalia, i signori perenni delle autostrade

di GIOVANNI D’ACQUINOautostrade

Sotto sotto dicono che lo Sblocca Italia vuole sburocratizzare. Certo, come fece un ministro della Semplificazione bruciando un po’ di carte. Che si trattasse di pura manfrina lo si aveva capito. Ma ora? Cosa c’è nel pentolone di Renzi?

 

 Proroga automatica delle concessioni autostradali

Che cosa grossa…. Sono concessioni già scadute, in scadenza o scadranno da qui al 2020. La torta riguarda la riscossione dei pedaggi e la loro gestione.

Che dice la legge? I concessionari ottengono proroghe automatiche, più un meccanismo di indicizzazione automatica delle tariffe, a fronte di impegni certi da parte loro all’ammodernamento e alla manutenzione dei tratti di competenza.

Tutto bene? Mica tanto… L’Anticorruzione dice che…

Ma non tutto fila liscio secondo l’Authority dei trasporti, l’Antitrust, il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, e per Bruxelles.

Inutile dire che le preoccupazioni siano sulla gestione esclusiva degli appalti. E infatti la Ue a ruota ricorda che le gare devono essere aperte a tutti…. Non solo ai soliti.

L’articolo 5 se ne lava le mani perché richiama i “principi dell’Unione europea”. Morale? O l’Europa blocca tutto oppure ci multa. Che genialata.

Chi sono i padroni?

I soggetti sono due: società Autostrade per l’Italia, al 100 % controllata da Atlantia, quotata in borsa, a sua volta controllata per circa il 50% da Benetton, e con altri azionisti che sono  Cassa di Risparmio di Torino, il fondo BlackRock, Ubs e Lazard. Il quadro è dunque ben articolato, considerando che Autostrade per l’Italia ha in concessione la A1.

Dopo Benetton e le banche, Gavio. Ma c’è Anas….

Gavio invece controlla il Nord da ovest a est, con Liguria, Piemonte e Lombardia.Ma c’è anche Anas, le strade pubbliche, che è sia   e concessionaria autostradale e controparte-controllore pubblica che vigila sul rispetto delle concessioni. Capirai che casino.

Dove finiscono i pedaggi?

Teoricamente con il pedaggio i privati reinvestono le entrate in nuovi investimenti nella stessa rete autostradale, oppure sostengono la partecipazione a nuove infrastrutture. Un esempio:  per restare  a casa della società di Ponzano Veneto, c’è  l’Adr, la Aeroporti di Roma, di cui poi Atlantia è azionista al 95%.

Alitalia, nel giro degli affari

Alitalia è andata in sposa ad Etihad (e Montezemolo ne è presidente…). Che è successo? Che i  fondi sovrani del Golfo Persico ora puntano anche su Fiumicino pensando ad un ingresso nella società aeroportuale romana. I Benetton, riferisce il Velino, “resterebbero comunque in maggioranza, con una quota del 20% riservata in esclusiva, a chiusura dell’operazione, ad Abu Dhabi, l’emirato di Etihad”.

Sarà anche la globalizzazione, ma guardate che giro strano fanno i nostri pagamenti….

Paghiamo i business degli altri

Praticamente sì, paghiamo per fare più ricchi i privati, mentre una volta si partecipava a sostenere un’opera pubblica, ora si incrementa l’incasso di una società quotata che fa affari. E gli utili li reinveste in nuove opere pro domo sua.

Non ci resta che l’Europa, paradossialmente, come alleata. Ma se blocca tutto e multa lo stato, il pedaggio è sempre nostro.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment