Con Zaia o senza, il Veneto se ne andrà per la sua strada

di FABRIZIO DAL COL

Ho letto con molto interesse l’articolo  pubblicato dall’Indipendenza  dal titolo “Tosi e l’Italia, oppure il Veneto ? La Lega è al bivio” a firma di Carlo Lottieri. Un bel articolo, quello di Lottieri, che condivido soprattutto nella parte in cui scrive del pericolo “ di trovarsi un governatore leghista che sia schierato dalla parte della retorica nazionalista e non già a difesa dei diritti dei veneti” cui potrebbero andare incontro i Veneti in vista delle prossime elezioni  Regionali. Condivido altresì un passaggio alquanto chiarificatore, laddove Lottieri sostiene che in Veneto sia “in gioco il futuro di quella disgraziata unità italiana figlia del nazionalismo ottocentesco “.

Detto questo, credo però che dopo il voto politico nazionale sarà molto difficile che la Lega possa ancora recitare quel ruolo politico da protagonista che ha recitato nel corso di questo ventennio, in quanto lo scenario politico del Veneto sarà nel frattempo completamente stravolto. Fin dall’estate scorsa avevo personalmente tratto la convinzione che la Lega avesse già esaurito il suo corso e che la dirigenza né fosse  ben consapevole. Ecco perché oggi non mi stupiscono affatto le strategie politiche messe in campo dalla Lega, ivi compresa l’ultima di Maroni che ha già  previsto un nuovo segretario alla guida del partito. Non mi stupisce nemmeno la strategia di Tosi che ha voluto mani libere nella gestione delle liste per le elezioni politiche, e non mi stupisce perché mi pare una mossa voluta per confermare il suo potere per poi mettere in atto la grande svolta politica dentro il Carroccio e recitare il ruolo politico di garante dell’italianità in Veneto. In sostanza, le manovre politiche della dirigenza leghista sono volte a costituire una nuova identità politica al movimento, per creare le condizioni politiche necessarie a  trasformarsi in un partito tradizionale su scala nazionale e non più territoriale.

Insomma, a mio parere,  subito dopo l’arrivo di Monti al governo, la Lega aveva già abdicato al suo progetto originale, ma la minaccia di una scissione interna al partito gli ha impedito di realizzare ciò che nessun leghista avrebbe in quel momento sopportato, ovvero mettere in pratica la svolta politica a cui si sta oggi dedicando Tosi. Il tempo è sempre galantuomo, e lo scenario che si sta prefigurando non avvantaggia certamente il sindaco di Verona, che nel frattempo dovrà per forza aspettare l’esito del voto  per capire se una svolta politica di questa portata potrà effettivamente concretizzarsi.  C’è poi una certezza: Luca Zaia pensa già al secondo mandato e guarda a tutto quel movimentismo indipendentista che lo circonda come un bacino elettorale da non disperdere, e tuttavia, davanti alla possibile svolta di Tosi,  facendo suo il progetto indipendentista avrebbe dovuto invitare i Sindaci Veneti ad indire i referendum territoriali o chiedere ai comuni  5 delibere applicative comunali sulla richiesta di autodeterminazione, dalle quali  sarebbe conseguita la legittimità dettata dallo Statuto Veneto per indire il primo referendum regionale sull’autodeterminazione. Così non è stato, ma ciò non toglie però che ci sia ancora il tempo per farlo, anche se personalmente nutro  forti dubbi sulle  volontà del governatore, ma non è da escludere che la situazione politica attuale possa contribuire a fargli cambiare idea. Potrebbe essere l’ultima chiamata e Zaia dovrebbe capire già ora che, con lui o senza di lui, il Veneto se né andrà per la sua strada.

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26 Comments

  1. airis says:

    Al Sud se stamo a pappà pure la cassa integrazione
    Der Veneto..
    Ner Veneto nun ponno più pagalla so finiti li fondi
    er Sud Italia è arrivato prima e si è sgargarozzato tutto..
    Votate la Lega che essendo accoppiata col Pdl, coi fratelli d’italia, con noi sud di Lombardo continua a fa l’interessi nostri…
    Quindi padani votate e fate votare LegaNord mi raccomando..
    AHAHAHAHAHAH!!!!!!!
    Che spettacolo…

  2. airis says:

    Tosi è er mejo
    Lasciateje fa sta’politica insieme al Pdl, ,sennò io romano senza i contributi tolti dalle tasse dei padani devo annà a lavorà e nun me và.
    Padani dovete lavorà e zitti e mosca…senza fiatà…
    A noi romani ce serveno li soldi vostri.
    Tosi, e Maroni a me me stanno bene.
    .La lega deve annà a braccetto co i fratelli de latte d’italia, co storace, e co noi sud e cor Pdl sennò come fanno li romani, isiciliani, i calabresi, i napoletani a campà senza ave’ i sussidi dal governo..
    Padani sete li domestici nostri……
    Pontida…il federalismo…la seccessione…l’autodeterminazione….
    Che spettacolo ….ahahahahahahahahh!!!meno male che sò stati tutte cazzate…ma soprattutto pe noi tutti fallimenti….
    Te credo co st’accoppiate :
    Bossi e er Trota…
    Maroni e Salvini..
    ma do c….o volevate annà
    Sono accoppiate queste
    che nun pagano neanche ai cavalli perchè fanno sballà er totalizzatore…
    ..

  3. max says:

    DA torinese considero da sempre Zaia il miglior uomo della Lega, considerando tutti gli aspetti dell’uomo.
    Sono certo che Zaia sia indipendentista, come Salvini, per questo al momento giusto opereranno ai fini dell’indipendenza delle loro terre.L’effetto domino in italia deve partire dalla laguna, tifiamo tutti per voi, io tifo ancora Zaia, ma il tempo è dato non resta che attendere, mi auguro di non aver un altra delusione, viva il veneto libero e a tutte le nuove nazioni che verranno…

  4. Trasea Peto says:

    C’è stato il ventennio fascista e c’è stato il ventennio leghista. Entrambi non sono nati dal nulla e non sono morti dopo la fine dei partiti e politici di riferimento.
    Molti sostenitori del leghismo non disdegnano di molte idee fasciste legate al purismo della “razza”, da italiana a padana che per molti leghisti il padano è il vero italiano, l’italiani migliore, etc… Tosi sa bene questo e lo sfrutta al meglio per il suo tornaconto. Zaia invece cerca di gestire il crescente indipendentismo veneto che per alcuni è un rifiuto all’identità italiana per quella veneta e per altri è un esaltazione al “particolarismo veneto” facente parte dell’identità italiana.
    Zaia se la gioca ancora con il “particolarismo veneto” messo in pratica con la critica allo Stato/mamma/badante perché contro il rifiuto all’italianità è spacciato, non ha armi, si è troppo compromesso in questi anni, ma per Zaia l’elogio al nazionalismo italiano di Flavio Tosi è un problema perché più si insiste con l’italianità, più gli “indipendentisti particolaristi” passano al rifiutare tutto quello che è italiano.

  5. Filippo83 says:

    Temo solo che Zaia si confermi un …indecisionista. La tentazione ce l’avrebbe, perché sa bene che quel referendum sarebbe un grosso rischio cui peró corrisponderebbe un grosso premio anche per lui. Finora, peró, colui che doveva imprimere la svolta al Veneto, s’é finora rivelato un pavido democristiano, mentre la sua giunta é ferma praticamente su tutti gli argomenti, non solo quello dell’autodeterminazione.

    • Bortolo Manin says:

      Non temere. Busseremo ancora, e ancora, senza tregua, sempre più numerosi, senza fermarci mai. Batteremo le nocche in migliaia, in milioni su quel legno, e batteremo forte, sempre più forte, sempre più mani e sempre più ugole che faranno tremare le careghe degli zombie antiveneti che ci vivono dietro. Finche la porta volerà via.

  6. Johann G says:

    La Lega di stampo indipendentista-autonomista è finita, paga la lunga serie di errori politici dell’ala Bossiana prima e della attuale impostazione Maroniana.
    Dove sbagliò Bossi ?
    1) Non opponendosi, nel 1994, al rifiuto di Scalfaro di accettare Gianfranco Miglio quale Ministro delle Riforme. Pur di andare al Governo, la Lega di Bossi, defenestrò il Senatore Miglio, sostituendolo con Francesco Speroni.
    2) Alleandosi nuovamente con Berlusconi dopo l’avventura del primo Governo Berlusconi.
    Dove sbaglia Maroni ?
    Non ha l’indole dell’indipendentista, nè dell’autonomista.
    Senso dell’Onore, capacità di Indignazione e Orgoglio, Coerenza di comportamenti, sono doti indispensabili.
    Il Senatore Gianfranco Miglio le aveva……..

    • elio elio says:

      non fu scalfaro ma fini che si oppose prima a Miglio e poi al federalismo, fatto quest’ultimo che decretò la caduta del governo, ti ricordi che speroni presentò il progetto federale della fondazione agnelli che fu deriso da fini e co.? fini si ripetè anche in questa legislatura e mi sa che accettò di entrare nel PDL solo per far naufragare l’alleanza con la lega e l’accordo federalista e ci è pure riuscito

  7. berifo says:

    Un anno fa su queste pagine venne ospitata una serie di notizie date da lettori che preannunciavano un fuggi fuggi dalle iscirizioni alla Lega e dalle sezioni. Notizie che si mostrarono poi verissime e fuorno seguite dai crolli che sappiamo. Oggi la questione si ripete con la Lega 2.0. Ho saputo che i capataz sanno come andranno le cose e sono paralizzati (e lo si vede dai loro interventi e dalla campagna elettorale incredibilmente incolore e traballante) e ormai moltissimi piccoli dirigenti stanno cercando salvezza altrove e trattano il tradimento….Poi c’è la paura che ha colpito molti militanti e lo scoramento che sta devatsnaone altri…Signori il siprario sta calando…e come un anno fa è un fuggi fuggi dalle stive della nave che affonda!

  8. lucky says:

    penso sia inutile farsi illusioni, i Veneti lasciano la lega per votare Grillo, PD, Berlusconi, perfino Ingroia e Vendola, non lasciano la lega per dedicarsi ai partitini paraindipendentisti o indipendentisti e questo dovrebbe far meditare. aggiungo che la lega mai ha avuto la maggioranza assoluta e senza quella in democrazia non si va da nessuna parte, si possono fare solo tentativi spesso sterili se non schizofrenici dettati dall’impotenza come spesso è accaduto in questi ultimi due anni.

    mi chiedo invece come certi commentatori, il cui unico scopo non è il commento all’articolo come dovrebbe essere ma una inutile e fastidiosa sequela di offese gratuite, pretendinoro pure che i veneti possano seguirli in qualche maniera. sono certo che i partitini o i seguaci di certi partitini probabilmente sono ben peggio di coloro che in questo momento denigrano, ne è lampante il fatto che continuano a barufare tra di loro in modo continuativo e pernicioso che impedisce loro di dare una benchè minima impronta di serietà e di intelligenza politica.

    cari Signori il vs nemico non è la lega, ma i partiti filo romani, se non capite questo concetto è meglio che lasciate le cose serie alla gente seria.

    pros pros

  9. Hidalgo says:

    io sono fortemente favorevole al federalismo.
    Ma altrettanto fortemente contrario a quel partito di emeriti ladri qual è la Lega.

    • Johann G says:

      Vincerà Tosi perchè appoggiato dal PDL, ricettacolo degli ex PSI e Dorotei vari.
      Tosi è il personaggio del NUOVO DOROTEISMO a cavallo tra Affari, Politica e con un occhio di riguardo agli interessi delle Curie.
      Tosi, farà a livello Regionale quello che Maroni ha perpetrato al livello nazionale: fiaccare dall’interno e rendere minoritaria, con l’appoggio esterno, quella parte della Lega che rivendica autonomia e indipendenza da Roma, omologando di fatto la Lega al PDL di Berlusconi.
      Naturalmente manterrà la recita di facciata con la retorica dell’indipendenza dal Centralismo romano, ma sarà solo spettacolo a uso e consumo illusorio degli elettori.
      La Lega di Tosi e Maroni non sarà mai un partito indipendentista sul modello della SVP alto-atesina.
      Sarà solo un partito-facciata sponsorizzato e dipendente dal PDL

      • Rodolfo Piva says:

        La SVP è un partito indipendentista. Ma quando mai?

      • Miki says:

        Un libro stampato. Quanto a Luca Zaia che non indice referendum secessionisti insulsi (sbaglio o bisogna avere il 51%) non mi stupisce: sa benissimo che un referendum indipendentista in Veneto se venisse bocciato sancirebbe la morte di qualsiasi rivendicazione. Già mi immagino i commenti “ma dove volete andare che in veneto solo il 49,99 ha votato per separarsi dall’itaglia,visto siamo tutti fratelli tricoloruti”. Salvo dimenticarsi che i Veneti in Veneto sono minoranza… Meglio lo sciopero fiscale piuttosto per mettere in ginocchio il centralismo romano.

        • Bortolo Manin says:

          Adoro quelli che scrivono per sgroppare i tasti.

          • Miki says:

            Ci illumini lei allora…

            • Bortolo Manin says:

              Lungi da me simile velleità.

              Lei ha scritto palesi inesattezze, alcune risibili, come quella che i veri Veneti siano minoranza sulla loro terra, o che un referendum con esito negativo (impossibile, persino i sondaggi 100% italioni danno per certo il risultato favorevole all’indipendenza, e non di poco, mi creda) che mi spinge a consigliarle bonariamente di approfondire l’argomento prima di sviscerarlo pubblicamente.
              Il Veneto non è la Lombardia, e tantomeno il Piemonte, aree queste, che hanno subito flussi migratori di ben altra composizione, entità e impatto finale sul territorio. Non confonda le realtà, e, se può, smetta di portare l’acqua con le orecchie a quella masnada di traditori che ci hanno ingannati tutti per vent’anni. Li guardi finalmente in faccia, coltivi il dubbio, opponga richieste, esiga risposte. Il premio in palio è la sua felicità futura.

              • Bortolo Manin says:

                Copincolla fallito, chiedo venia.
                La frase monca è: “Che un referendum con esito negativo […] sia la pietra tombale sul cammino indpendentista. Tutt’altro. Quebec docet.”

              • Miki says:

                Invece “pretare l’acqua con le orecchie” alle liste patacca è vero autonomismo? Capirei (interpretando il pensiero di un vero leghista deluso) cercare di rafforzare la la Liga Veneta,ma battersi strenuamente per il “fronteautonomistasecessionistaVenetoincazzatinerianchesesemorossiepperònoncipiaceilverdepicciboia” suona alquanto strano.
                P.s. un Veneto che non è per la secessione “l’altroieri” per me rimane un terrone,che magari imita bene l’accento come galan. E però,come dire, abbondano i voltagabbana (o gli autolesionisti) visto che i Cacciari e gli zanonato non governano certo città Venete.

    • Albert says:

      Lei hidalgo (hidalgo di che?) è un quaquaraqua non un federalista. Che nella Lega non siano tutte mammole è evidente, ma se si confronta con gli altri partiti….
      E’ la solita storia, è tutta una questione di percentuali. In Svezia ci sono delinquenti, ma se paragonata all’Italia vivono in paradiso e così per quanto riguarda i partiti. O i ladri della Lega sono più ladri di quelli…che so…del pd?

    • Orso Mannaro says:

      Lei che insulta da dietro ad una tastiera si prepari e risparmi : presto riceverà una meritata querela dal Movimento Lega Nord per L’Indipendenza della Padania. Si vergogni di se stesso e non aspiri a nulla di diverso dell’italia che le hanno cucito addosso contando sulla sua collaborazione. Italiano.

  10. marco says:

    per quale strada andrà il Veneto? finitela di scrivere cose irreali

  11. Bortolo Manin says:

    Non cambierà idea.
    Saranno travolti dalla storia con tutta la baracca, salvo poi tentare di saltare sul carretto ai primi rombi lontani dell’onda anomala.

    E’ vicino quel santissimo giorno in cui in laguna galleggerà una montagna di “rovinassi” freghisti: 20 anni di manifesti beceri e menzogneri, montagne di gazebi ribaltati e un oceano di corna rotte.
    Sono il passato. Un passato mesto e con un finale amarissimo, che, da cittadino della nuova imminente Repubblica Veneta, voglio dimenticare al più presto

    Mi chiedo solo come abbiano fatto a degradarsi in questo modo senza tentare ripetutamente il suicidio per intima vergogna.

    Indulgenza verso i nemici sconfitti, ferocia coi traditori.

    • caterina says:

      mi associo! Tosi e compagni vadano dove vogliono, se non si ravvedono in tempo, raminghi senza patria su e giù per lo stivale…

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