Con Terra Insubre il 9 settembre a Varese “Presenze Celtiche”, convegno e mostra

presenze celtichePROGRAMMA DELLA GIORNATA

ore 10:00 apertura della mostra
ore 10:30 inizio convegno, saluti e introduzione

ore 11:00 L’ARTE DEI CELTI, UNA CONCEZIONE DEL MONDO a cura di Venceslas Kruta – Professore emerito École Pratique des Hautes Études, Parigi

ore 11:45 INSUBRI, ORIGINE E FORMAZIONE DAL XI al III SECOLO A.C. a cura di Filippo Maria Gambari – Archeologo, Direttore del Museo delle Civiltà, Roma

ore 13.00 pausa pranzo

ore 15.00 LE PIÙ ANTICHE ISCRIZIONI IN LEPONZIO a cura di Filippo Motta – Professore ordinario Dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica, Università di Pisa

ore 15.45 INSEDIAMENTI DELLA PRIMA ETÀ DEL FERRO NELL’AREA OCCIDENTALE DELLA CULTURA DI GOLASECCA E NELLA PROVINCIA DI VARESE a cura di Mauro Squarzanti – Conservatore del Civico Museo Archeologico di Sesto Calende

ore 16.30 LA CERAMICA GOLASECCHIANA TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE a cura di Diego Voltolini – Archeologo, libero professionista

ore 17.30 aperitivo celtico con interludio d’arpa a cura di Green Circle
ore 18.30 chiusura

INGRESSO LIBERO

www.terrainsubre.org

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IL CONVEGNO
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Nel lontano 1824 un ecclesiastico locale, l’abate Giovan Battista Giani (1788-1859), pubbli-cò il fondamentale testo sul sito del Monsorino di Golasecca intitolato Battaglia del Ticino tra Annibale e Scipione. Sulle morene della sponda orientale del Ticino, dove il fiume esce dal Verbano, aveva notato la presenza di una vasta necropoli e recinti di pietre attribuibili a una cultura a lui sconosciuta, in cui colse echi della battaglia del 218 a.C.

Solo più tardi, nell’ambito della nascente scienza archeologica, si giunse al corretto inquadramento di tali vestigia quale espressione della presenza di popolazioni celtiche. Di quel tempo rimase, giungendo fino a noi, la denominazione di “cultura di Golasecca”. Cultura che caratterizza, nella prima età del Ferro (secoli IX-IV a.C.), un’area che include Piemonte orientale, Lombardia occidentale, Cantone Ticino e Grigioni sud- occidentali: la Regio Insubrica storicamente intesa. Al Golasecca seguì poi un’altra facies celtica, detta di La Tène, di origine transalpina, che continuò anche dopo la definitiva sconfitta degli Insubri del 194 a.C.

Il Varesotto risulta fondamentale nell’inquadramento dell’antico popolamento celtico. Dal nostro territorio provengono, infatti, le più antiche iscrizioni redatte dalle locali popolazioni in una lingua celtica. Esso custodisce anche scoperte di grande valore, entrate nella letteratura archeologica. L’iniziativa intende indagare l’importanza di tali presenze celtiche nella cultura e nell’identità del nostro territorio.

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LA MOSTRA
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Oltre venti pannelli appositamente realizzati da diversi autori che approfondiscono aspetti del popolamento celtico nel Varesotto tra la prima e la seconda età del Ferro, mettendo in rilievo la presenza di celebri “tesori” locali – tra cui il c.d. Ripostiglio della Malpensa e le due tombe con panoplia di Sesto Calende – come pure alcune tra le più interessanti novità emerse in questi ultimi anni. L’esposizione è completata dagli itinerari di visita ai luoghi museali (dove i manufatti descritti sono conservati) e ai siti archeologici della Provincia.

Evento realizzato con il contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto ONLUS, con patrocinio di Regione Lombardia – il Consiglio, Camera di Commercio di Varese, Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le provincie di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.

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