Con sorprendente tempismo l’Ue vuole eliminare Schengen. Dopo che l’islam ha già eliminato mezza Europa

pugno moschedi BENEDETTA BAIOCCHI – Leggiamo basiti che la Commissione dell’Unione europea propone una modifica mirata al codice Schengen per rendere obbligatori i controlli sistematici sui cittadini Ue in entrata e in uscita alle frontiere esterne. Adesso?

Peccato che l’11 settembre sia accaduto nel 2001. E che gli attentati di Londra o Madrid non siano troppo in là da quella data. Con sorprendente tempismo la modifica è stata chiesta dal Consiglio dei ministri dell’Interno nel quadro della lotta contro il terrorismo e la minaccia dei foreign fighters di ritorno dalla Siria. Sia chiaro, solo per la Siria.

E leggiamo pure che la Commissione propone un’ Agenzia di guardacoste e guardie di confine da creare sulle ceneri di Frontex. Il punto controverso del piano – al vaglio di Consiglio e Parlamento – è l’intervento alle frontiere esterne di Paesi anche contro la loro volontà. Decisione da prendere nel caso in cui la vulnerabilità del confine metta a rischio Schengen. Capirai. Sono già ovunque gli elementi impazziti del terrore islamico.

Ma chi si ricorda questa trovata straordinaria di un’Europa terra di nessuno?

Ripasso…

Con l’accordo di Schengen, firmato il 14 giugno 1985, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi hanno deciso di eliminare progressivamente i controlli alle frontiere interne e di introdurre la libertà di circolazione per tutti i cittadini dei paesi firmatari, di altri paesi dell’Unione europea (UE) e di alcuni paesi terzi.

La convenzione di Schengen completa l’accordo e definisce le condizioni e le garanzie inerenti all’istituzione di uno spazio di libera circolazione. Firmata il 19 giugno 1990 dagli stessi cinque paesi, è entrata in vigore nel 1995. L’accordo e la convenzione, nonché gli accordi e le regole connessi, formano insieme l’«acquis di Schengen», che è stato integrato nel quadro dell’Unione europea nel 1999 ed è diventato legislazione dell’UE.

Lo spazio di Schengen comprende 22 dei 28 paesi dell’UE. Bulgaria, Croazia, Cipro e Romania vi aderiranno successivamente. Irlanda e Regno Unito hanno aderito parzialmente e mantengono i propri controlli alle frontiere.

 

E adesso? Fatto il disastro, chiudono la porta con i muri demoliti.

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