Con il governo del tutti dentro rispunta il ponte sullo Stretto

di GIORGIO CALABRESI

Eccolo, come l’araba fenice, rispunta il Ponte sullo Stretto di Messina. Dopo che il Governo Monti ha chiuso per legge il capitolo, l’amministratore unico di Anas Pietro Ciucci torna a parlare dell’opera, facendo notare che in realta’ e’ ”necessaria” per realizzare il corridoio europeo Helsinky-La Valletta. E l’ipotesi che il dossier venga riaperto non e’ poi cosi’ irreale, vista la presenza nel nuovo Governo del Pdl che con Silvio Berlusconi ha fatto di quest’opera uno dei propri cavalli di battaglia. ”Appare poco plausibile il corridoio 5 Helsinky-La Valletta senza un collegamento stradale da Napoli in poi. La proposta della Commissione Europea individua quali sezioni predefinite del corridoio la ferrovia Napoli-Reggio Calabria e Messina-Palermo e via mare Palermo-Valletta. Non viene specificato come collegare la Calabria alla Sicilia e rimane quindi la necessita’ di un ponte sullo Stretto: ferroviario, ma anche stradale”, ha detto Ciucci intervenendo al congresso nazionale della Fit-Cisl a Cagliari sul tema delle reti TEN-T. Un tema attuale, visto che entro giugno e’ prevista l’approvazione della nuova rete TEN-T da parte delle Istituzioni Comunitarie, mentre entro fine 2013 e’ prevista l’approvazione del nuovo strumento finanziario denominato CEF (Connecting Europe Facility).

”Poiche’ il Piano economico e finanziario dell’opera non ha mai previsto, in via prudenziale, alcun contributo europeo a fondo perduto, l’eventuale approvazione della nuova proposta di sviluppo della TEN-T non implicherebbe una riduzione di risorse per il Ponte”, ha spiegato Ciucci, evidenziando che nella proposta della Commissione Ue il Fehmarn Belt (tra Danimarca e Germania), un ”progetto assimilabile per certi aspetti al Ponte sullo Stretto di Messina”, e’ stato confermato quale progetto prioritario nell’ambito del Corridoio 5. Le parole di Ciucci fanno pero’ insorgere il leader di Sel Nichi Vendola, che chiede a Letta di pronunciarsi sulla questione: ”Pensavamo che fosse chiaro a tutti che il progetto era insostenibile e irrealizzabile. Pensavamo e pensiamo che il Ponte sullo Stretto sia un’opera strategica, per le mafie: piu’ che ad unire due coste, serve ad unire due cosche”. Anche il nuovo presidente della Commissione trasporti alla Camera Michele Meta sottolinea che il progetto ”e’ stato superato nei fatti dalla mancanza di risorse e dalla necessita’ di concentrare gli sforzi per garantire la continuita’ territoriale del Mezzogiorno con il resto del Paese”. A favore dell’opera, invece, il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti che evidenzia ”l’importanza strategica delle infrastrutture, utili per lo sviluppo economico di tutto il Paese e non solo di una determinata zona”. Intanto, con un decreto firmato dall’ex presidente del consiglio Monti e’ stata avviata la liquidazione, con la nomina del commissario liquidatore, della societa’ Stretto di Messina. Il provvedimento era atteso in base alle decisioni prese dal precedente Governo, che il 2 novembre scorso ha chiesto alla concessionaria Stretto di Messina e al contraente generale Eurolink di firmare un atto aggiuntivo entro il 1 marzo: scadenza che non e’ stata rispettata, con conseguente decadimento del contratto siglato nel 2006.

”C’e’ un limite imposto dalla decenza, la farsa del Ponte sullo Stretto di Messina deve finire. Non si possono sprecare, tanto piu’ visto il momento difficile, risorse pubbliche per un’opera dall’utilita’ estremamente dubbia”. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera rispondendo alle affermazioni dell’Ad di Anas Ciucci. ”Il Ponte sullo Stretto non e’ mai stata una priorita’ del Paese, ne’ tantomeno un’opera per lo sviluppo del Mezzogiorno, che ancora soffre di una drammatica e cronica mancanza di infrastrutture basilari come strade e ferrovie e non ha certo bisogno di faraoniche e dispendiose megastrutture. Fortunatamente, come certo Ciucci ricordera’ – prosegue Realacci – lo scorso febbraio il governo Monti aveva gia’ optato per mettere la parola fine su questa vicenda decidendo di non concedere a Stretto di Messina SpA e al General Contractor Eurolink una proroga per presentare l’atto aggiuntivo al contratto allora vigente, sospeso con il decreto sviluppo-bis n. 17”.

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4 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Ma ciucci non era un generale delle forze armate?
    Quanto al ponte io lo lascerei fare ai privati, se proprio lo si vuole costruire.
    E lo strutturerei come un prolungamento dell’autostrada privata.
    Il pedaggio lo si paga, e lo stato non spende.

  2. druides says:

    Se se lo pagano loro, con i loro soldi…….

  3. maurizio_ferrini says:

    Queste sono cose che non si possono dire, ma ci sono decine di milioni di miliardi di persone che vogliono andare da Helsinki a La Valletta tutti i weekend. Questi qui attraversano l’Europa, arrivano fino a Reggio Calabria e si bloccano li’. Perche’ non c’e’ il ponte, capito? Questo te lo dice anche il ragionamento stesso. L’anno scorso la slitta di Babbo Natale e’ arrivata fin li’ da Helsinki e ha dovuto fermarsi li’, in mezzo a quei chiamiamoli terroni per non offenderli. Le renne non erano abituate alla puzza, sono schiattate, poverine. In 24 ore quei calabresi si sono rubati tutto quello che c’era nella slitta, milioni di miliardi di bambini nel mondo rimasti senza regali l’anno scorso. Ma alla Cesenautica abbiamo gia’ pronta la soluzione. Andiamo a costruire milioni di silos giganteschi a reggiocalabria, pieni di pedalo’, da affittare a chi vuole attraversare. Con lo stesso costo di un ponte possiamo dare cento pedalo’ a ciascun abitante della terra….

  4. giuseppe calvagno says:

    Se Pietro Ciucci vuole farsi il “ponte”, lo chieda ai Separatisti Siciliani dopo che la Sicilia sarà una Nazione Libera Indipendente e Neutrale. In ogni caso si potrà scordare di papparsi il pedaggio.
    Pietro Ciucci si vada a fare i ponti dove vuole, tranne che in Sicilia. Elemento indesiderato, pensi piuttosto a rendere più sicure le strade e le autostrade italiane e si dimentichi della Sicilia.

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