Con gli Stati generali la Lega chiude la sua storia indipendentista

di FABRIZIO DAL COL

La Lega Nord ormai non è più una forza politica autonomista e indipendentista  e da oggi non potrà più, alla luce del dibattito svoltosi agli Stati generali del Nord, difendere ciò che ancora  resta  del suo patrimonio politico autonomista e indipendentista, accumulato nel corso della sua storia politica. Nel 1995, a Jesolo, in un suo comizio  Bossi disse : “Arriverà il momento in cui io non potrò più essere il Segretario federale della Lega, perché la Lega avrà esaurito il suo corso”. Quel  momento  si  è consumato all’indomani delle sue dimissioni e la Lega, con il consenso del  Senatur,  ha scelto di eleggere alla guida della segreteria  federale  il fido Maroni. Come sappiamo l’ex ministro dell’Interno non ha esitato, pur di costruire  una nuova fase politica leghista,  ad agire subito  di “ramazza” e, non potendo fare altrimenti a causa delle elezioni amministrative che incombevano, ha preferito accelerare  le tempistiche per costruire  la sua Lega 2.0. Con la nuova linea politica, lanciata ancor prima della convocazione degli Stati generali del Nord, e adesso i ufficialmente confermata, Maroni ha anche fatto una scelta di campo e rinunciato  definitivamente a sventolare le bandiere dell’indipendentismo e  dell’autonomismo. Questo perché, rimanendo invece fedele al solo progetto federalista, oggi ben visto anche dalla maggioranza delle forze politiche presenti in Parlamento, la Lega, unica “portatrice sana” del progetto federalista, può portare ora  come “dote politica” tale progetto e aprire alla possibilità di una alleanza con altri partiti in vista delle elezioni politiche. Per compiere però definitivamente  questa scelta deve gioco forza liberarsi del suo passato politico autonomista e indipendentista e mettere a disposizione dei suoi futuri alleati tutte le conoscenze e la dote federaliste per assicurarsi gli elementi necessari a concorrere alle elezioni ed evitare il rischio di finire per sempre fuori dal Parlamento. Tuttavia, complici le elezioni politiche e il rischio di non superare lo sbarramento previsto dalla legge elettorale la Lega 2.0, con la nuova linea politica ufficializzata nel dibattito degli Stati generali è a mio giudizio finita però  in un “cul de sac”, compromettendo definitivamente e seriamente l’ottenimento di quei voti un tempo ben rappresentati dal suo  progetto politico originale.

La causa di tutto ciò è stato il potere politico che non si è potuto o voluto  esercitare quando, con il governo saldamente in mano, si è preferito appiattirsi esclusivamente in difesa dell’ex alleato PDL, piuttosto che mettere in campo le azioni politiche necessarie per concretizzare i suoi obbiettivi. Questa è la scelta che ha fatto la Lega e il timore di porre la parola fine alla presenza  in parlamento dell’ unica forza politica che fino a ieri rappresentava le volontà autonomiste –indipendentiste, sembra ora  poter essere scongiurato per aver preferito l’odiata Roma al progetto originale dell’Indipendenza della Padania. A parer mio è stato un errore politico macroscopico in quanto il rilancio del progetto macroregionale è servito solo ad accontentare i futuri alleati.  L’idea di costituire una macro regione a Costituzione invariata, avanzata ormai da più parti politiche, non può che essere un “compromesso” sbagliato, volto a configurare un nuovo progetto politico che sarebbe però finalizzato a conseguire l’obbiettivo di una Europa dei popoli e delle Regioni. Pensare all’idea di governare la Lombardia per ottenere l’intero potere derivato dai tre presidenti delle Regioni maggiori al fine di costituire la macroregione attraverso la forza della presenza e dei numeri in Parlamento fa letteralmente a  pugni  con il diritto di autodeterminazione. Infatti, da un lato sappiamo già oggi come non sia necessario un percorso del genere in quanto tale diritto è facilmente perseguibile se a rivendicarlo sono le singole Regioni in sede internazionale e dall’altro sia invece impraticabile per le logiche resistenze parlamentari che né deriverebbero.  In sostanza, rivendicare il diritto di costituire una macroregione  a costituzione invariata, per altro senza aver prima interpellato democraticamente con un referendum i  Cittadini interessati, non muterebbe l’ordinamento giuridico dell’Italia e non otterrebbe quei poteri legislativi ed impostivi necessari ad amministrare un territorio ancora più vasto, essendo gli stessi poteri concorrenti con la legislazione dello Stato.

Concludendo, solo i popoli, oggi forse più di ieri, sono in grado di rivendicare, perché liberi dai soggetti politici, le proprie sovranità perdute in quanto nessun partito o coalizione potrebbe oggi comprendere le loro origini  e i loro desideri.

 

 

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41 Comments

  1. Franco says:

    Leggo che resta ancora qualche “ILLUSO” a credere ancora alla lega(che non è MAI stata nord).Già dalla prima uscita di Maroni con la ramazza in mano era chiaro che Roma è la capitale di Maroni e di conseguenza la lega uno,due o quarantatre.E’ ormai chiaro che la strada verso l’indipendenza e l’autodeterminazione ha una direzione completamente opposta a quella dei Padani-Romani Bossi-Maroni,e da sempre,Bossi si è prostrato dinnanzi alla “lupa capitolina”,ma ogni tanto faceva finta di non esserlo,Maroni invece ha gettato la maschera e pubblicamente lo ha reso palese.Il paragone con il partito repubblicano calza alla perfezione,e anche le percentuali saranno in linea con quelle di quel partito.Resta UNA SOLA POSSIBILITA’,senza la lega(che non è MAI stata nord),sarà meno difficile raggiungere l’indipendenza,perchè negli ultimi VENTI ANNI è stata “L’OPPIO DEL NORD” .

    • giuseppe says:

      E quale sarebbe la strada verso l’indipendenza e l’autodeterminazione?
      Hai qualche proposta seria che non sia di qualche partitino dalle percentuali centesimali o l’unica cosa che sai fare è demonizzare e cercare di demolire la Lega?
      Dubito molto che tu sia un nordista.

    • Culitto Salvatore says:

      ciascuno ottiene quel che merita…

  2. giuseppe says:

    Il disfattismo nel club dei “quattro gatti indipendentisti” regna sovrano. Commenti da puro teatro dell’assurdo di Ionesco.
    Accusano i maroniani di preoccuparsi solo di superare lo sbarramento alle elezioni (per conseguire le agognate poltrone) ma non dicono con quali forze e quali consensi farebbero loro la secessione.
    Quattro gatti pacifici e paciosi che ovviamente non hanno i coglioni per fare come l’ETA o l’IRA. State zitti che fate più bella figura.
    Per ottenere l’indipendenza pacificamente, cari gatti paciosi, bisogna almeno avere un partito “per il nord” (modello bavarese o catalano) che sia maggioritario e quindi governi le regioni del nord senza la necessità allearsi con i partiti nazionali, M5S compreso.
    L’obiettivo è coalizzare tutti quelli che sono per il Nord e avere così la forza per reclamare tutti i nostri diritti, compreso quello all’autodeterminazione.
    Senza il consenso popolare, tutti i ragionamenti giuridici sull’ammissibilità dell’autodeterminazione sono vane chiacchere salottiere.
    E’ come mettere il carro davanti ai buoi e starci seduti sfogliando il libro dei sogni.

    • Culitto Salvatore says:

      in base a cosa si può definire un cittadino “del nord”? in base alla residenza? se è così mi sembra difficile che si possa ottenere un consenso per l’indipendenza i cosiddetti settentrionali o che tali si definiscono tra l’altro non sono altro che dei frustrati che non sono ancora cresciuti e vogliono dare la colpa della loro inettitudine, della loro incapacità e dei loro fallimenti ad altri, non si raggiungerà mai un indipendenza del veneto della lombardia o del piemonte, perchè chi ci vive neppure ci pensa a simili sciocchezze, è solo la balla inventata da qualche politicante e da qualche imprenditore mafioso che per non pagare tasse e per avere maggior libertà di rubare vorrebbero il loro piccolo stato

      • giuseppe says:

        Il mio commento non era certo rivolto a quelli che la pensano come te.

        • Culitto Salvatore says:

          mi sembra evidente che non era per “quelli che la pensano come me”, perchè intanto è semplice guardare solo da un parte (quella che fa comodo) dall’altra non si può accettare chi non ha uniformità di pensiero (il proprio ovviamente), se il veneto fa un referendum per “l’indipendenza” (cosa che mi auguro tra l’altro) se si ottiene un 50 e 50 che si fa? indipendenza? si lancia una monetina? si mantiene lo status quo,si fa informazione (o disinformazione dipende dai gusti) e si prova a rifare il referendum, ma considerando che: un referendum indipendentista è “sponsorizzato” solo da chi vuole l’indipendenza,
          che si è fatta una campagna mediatica in tal senso,
          che un referendum non è certo la forma più sicura del volere popolare (sa cosa vale un referendum? niente…ringraziando pannella)
          che la parte “avversa” non ha fatto campagne mediatiche e che se le fa muoverà nuovamente l’ago della bilancia (se ha interessi..)
          se si vuole fare un referendum indipendentista si deve avere quasi la certezza di ottenere una maggioranza schiacciante e non il 50% (o come in catalogna il 55%) tale certezza è pressocchè impossibile da ottenere e inoltre pur ottenendola, pur riuscendo a vincere un referendum con una maggioranza schiacciante il problema dei politici corrotti, degli evasori fiscali, dei falsi invalidi o di quant’altro ci sia attualmente in italia permane, perchè il veneto o il nord in genere non sono esenti da questi problemi, ne sono la causa (ovviamente con tutto il resto d’italia, chi più chi meno ma siamo tutti la)
          e per concludere, e questo è un quesito al quale non riesco a rispondermi:
          il veneto vuole l’indipendenza, bene appurato concordo pure (è un diritto chiederla, inoltre mi piace pure il veneto), per ottenerla chiede però al nord (lombardia, piemonte, trentino, friuli) di unirsi…
          sinceramente non capisco uniamoci per dividerci? che senso ha? sembra quasi un discorso di G.W.Bush quando diceva “andiamo in guerra per portare la pace” (in iraq)…(si potrebbe fare una puntata di mistero)

  3. Lucky says:

    che cazzo di commenti, certo che la lega sta morendo ma non ne nascerà un’altra, la stagione indipendentista è finita e i leguhisti sono i veri indipendendentisti, gli altri sono dei fuoriusciti che bramavano un cadrega puer non avendone le capacità, mi ricorda che la liga veneta fu battezzata con una fuga con la cassa.

  4. Luca Podestà says:

    Lega Nord forza di lotta e di governo…per 20 anni S-E-R-V-I di ROMA… C-A-N-T-A-S-T-O-R-I-E in Padania…questa la sintesi finale della vostra parabola politica. Avete recitato la commedia fino all’ ultimo atto.
    V-E-R-G-O-G-N-A-T-E-V-I.

  5. danese mauro says:

    …Gli italianleghisti son diventati il nuovo PRI .. interessati piu’ ad esserci nella geometria variabile delle alleanze che agli ideali iniziali….per fortuna che si e”seminato nel territorio Veneto sentimenti veri di Indipendenza… Ci vorra’ tempo ma ci sara’ un gran raccolto. Nella chiarezza ora presente si possono scardinare varie situazioni….. Buon Lavoro a tutti. WSM

    la DC ed il Pentapartito fu cancellato…. fa conto con 2maron,,,,,,,,,,,,,,,i Zaia ultima chiamata! per il resto intanto rispetto anuovo fumo ” me ciamo fora” e vado verso IL veneto stato ……http://www.youtube.com/watch?v=sDHl_qtWEes

  6. ben says:

    La lega ha terminato con molto anticipo il processo che la vedeva promotrice “teorica” dell’ autonomia e pure del pseudo federalismo quando uscì già dal primo governo berlusca…con dichiarazioni del capò bossi che non era possibile fare niente e tanto meno il federalismo…da li si è capito che bossi utilizzava la lega per i suoi scopi e ambizioni personali ma non VOLEVA ASSOLUTAMENTE darsi da fare per realizzare quanto promesso agli elettori leghisti…da quel momento solo FUTILI proclami, battute stereotipate e ricorrenti senza mai arrivare a niente…questo è sempre stato voluto da bossi fin dal ’95/96..forse anche prima…NON SI DEVE VOTARE LEGA PER NESSIUN MOTIVO…

  7. sciadurel says:

    la lega nord indipendentista non s’è mai stata

    era solo un mezzo per arrivare alle amate poltrone

  8. con grande esultanza dell’autore di > UMBERTO MAGNO < ………..

  9. Giacomo says:

    Cari signori che, anche su queste pagine, blaterate di federalismo italiano (e contrattualismo suona anche più erudito):

    quello svizzero, che citate a puro casaccio, è un federalismo di gatti con gatti, topini con topini, cani con cani. Non un federalismo di cani con zecche. Sono cagnolini che abbaiano in modo diverso, ma sono tutti cagnolini, e tutti uniti da pochi principi fondamentali. Se ghe voeur a capila?

    Prima l’indipendenza, poi un assetto federale all’interno di territori omogenei per vocazione: la vocazione di non voler vivere alle spalle degli altri. Oggi, e per decenni a venire, questa vocazione la penisola non ce l’ha, e anche se ce l’avesse non ce la farebbe lo stesso per limiti oggettivi, dunque dovrebbe ricominciare a succhiare sangue minacciando strali a chi mettesse in dubbio la SACRA UNITÀ NAZZIUNALA (articolo 5).

    Credere che un “federalismo solidale” italiano possa risolvere i problemi è ostinata follia, e ci porterà dritti fino al martirio, perché purtroppo i pazienti affetti da delusional disorder abbondano anche qui da noi.

    • Veritas says:

      Ormai è una questione di sopravvivenza. Mi pare che si faccia fatica a rendersi conto che se il nord non si organizza in fretta, finiremo tutti sul lastrico.

      • Culitto Salvatore says:

        i governi hanno ormai dimenticato che non è il popolo ad dover avere paura dello stato ma che è esattamente il contrario

  10. Articolo molto interessante e largamente condivisibile.

  11. gio says:

    E’ finita. Chi sta col Marone è un traditore della Padania e del padanismo tanto e più di chi sta col Bosso.

  12. Maurilio canton says:

    Buongiorno tristezza

  13. Pavarutti says:

    Storia indipendentista della lega?? Non è mai neanche iniziata, e sarebbe anche ora di non usare la parole autonomia e indipendenza come fossero sinonimi.
    In Catalunya ci sono partiti autonomisti e indipendentisti appunto perchè sono cose che stanno molto distanti, solo in idallia si poteva avere un partito unico che racchiudesse cani e porci. Pazzesco.
    BASTA ITALIA LOMBARDIA STATO INDIPENDENTE

  14. DOLFINI BRUNO says:

    Pare anche a me che “le cose” vadano nel senso che
    io stesso avevo ipotizzato : — MARONI FALLIRA’ —
    La Lega Nord,se non fa un passo intelligente indietro
    nei suoi simboli ed ideali,non superera’ mai e poi mai
    lo sbarramento percentuale che sara’ stabilito anche
    se sara’ del 3%. Mi pare evidente.La Lega Nord di
    Maroni potra’,tuttalpiu’,contare su un 15% dei votanti
    per essa del passato appena trascorso. Occorre un
    rilancio “leghista” forte,autorevole ed idealista
    concreto.L’essere umano si identifica ed identifica
    i suoi ideali nei simboli : tutte le generazioni dei popoli
    avanzati e non della storia umana confermano questo.
    Tutte le Religioni confermano il simbolismo. La Lega
    Nord senza simboli e colore non puo’ piu’ esistere.
    Meditate uomini e donne , meditate,meditate !!!
    Grazie. Saluti.

  15. gigi ragagnin says:

    ho ancora contatti con la mia vecchia sezione cittadina e conosco tutti quelli che sono rimasti : dello zoccolo duro, molti sono invecchiati (o peggio), sono sempre bossiani (malgrado tutto) e hanno un comprendonio assai ristretto.
    le new entries sono fascistelli e carrieristi.
    la ex-base non potrà essere d’aiuto agli indipendentisti, se non in un eventuale referendum.

  16. Mauro Cella says:

    La Lega autonomista è ufficialmente morta nel 1996 quando Bossi a Venezia pronunciò il famoso discorso “del pompiere”, che chiamo così perché spense gli entusiasmi di chi aveva partecipato al lungo fine settimana sulle rive del Po.
    Ovviamente nei mesi ed anni seguenti ci venne promesso che la rinuncia all’autonomismo non era una cattiva cosa ma il migliore affare che si potesse fare. Non ricordo chi fu a pronunciare da un palco “Colla secessione non si va da nessuna parte” ma sono abbastanza sicuro che sieda ancora in Parlamento. L’affare che ci veniva proposto era la rinuncia all’autonomismo in cambio della “devolution alla scozzese” (ricordate?), poi mutata in un più nostrano “federalismo”.
    Ci venne giurato e spergiurato che con un alleato come Berlusconi era cosa fatta: si trattava solo di mettere il tutto per iscritto. Questione di qualche mese al più.
    Come è andata a finire è sotto gli occhi di tutti. Le tasse “locali” sono aumentate, come è aumentato il peso politico dei “governatori” (termine molto “americano” che piace a destra come a sinistra) ma alla fine siamo sempre il solito paese centralista in cui l’elettore conta come la carta del punteggio del ramino.
    Come dice un mio parente cambia solo che ora oltre a prendere ordini da Roma e Brusselles li prendiamo anche da Milano e da Brescia. In sintesi il federalismo che la Lega ha fatto vedere fin qui non significa trasferimento dei poteri ma solo più oppressione. Ma era ovvio: con tanta gente a cui dare una fettina di potere non poteva che finire così.

    Maroni può rassicurare quanto vuole sulle sue buone intenzioni ma il danno lo ha già fatto. Lo ha fatto approvando per quindici anni tutto quanto veniva deciso a Gemonio e ad Arcore (ovviamente colla benedizione di Roma) silenziosamente e fedelmente. Lui come tutti i rappresentanti della “Lega 2.0”.
    Se proprio Maroni volesse rassicurarci del cambiamento con un bel gesto inizierebbe portando in Parlamento una misura per dare all’elettore maggiore controllo sulla politica locale tramite una maggiore frequenza delle elezioni, un più efficace strumento referendario, la possibilità di “sfiduciare” la junta in carica e così via.
    Ma no. E’ troppo occupato ad assicurarsi che la “Lega 2.0” il prossimo anno passi lo sbarramento alle elezioni. Evidentemente gli elettori vengono dopo il cadreghino.

    • Culitto Salvatore says:

      la lega autonomista non è mai esistita, chi li ha votati ci credeva ma la lega era ed è una corsa alle poltrone di monteicitorio (come tutti gli altri infondo)

      • Veritas says:

        Cella e Culitto si dimenticano l’invasione di Via Bellerio all’indomani della giornata del Po, e la conseguente persecuzione…….

  17. gengis says:

    Hanno massacrato la lega con l’aiuto dei finti indipendentisti e ora questi indipendentisti sperano che i voti della lega arrivino a loro, mettetevi il cuore in apce, avete contribuito a didtruggere l’unico movimento realmente indipendentista e ora morirete con la lega,

    auguri

  18. Il Lucumone says:

    Dio è morto.

    Miglio è morto.

    Anch’io non mi sento tanto bene !

    Si dispensano i leghisti dalle visite .

    • rebelot says:

      Lucumone, dio vievente, tu ci hai aperto la mente, tu ci hai illuminato…ma sto sito vuol chiudere i commenti…

      • Dai rebelot a me il commento di Lucumone mi pare apprezzabile perlomeno per l’ironia e la citazione colta – di Woody Allen se non sbaglio. L’originale credo suoni così: “Dio è morto, Marx è morto, e io mi sento poco bene”….

  19. Il federalismo come progetto dall’alto non ha maggiori prospettive nella prosima legislatura di quanto ne avesse con il primo governo Berlusconi che aveva comunque rappresentato una rottura o quando Calderoli elaborava i suoi pasticcci . Monti bis o una nuova formula di centro-sinistra non vedo spazio per una vera riforma federalista.
    L’indipendentismo dal basso come reazione al tracollo dello stato ladro e come istinto di autoconservazione di territori e strati sociali è l’unica strada. Il potere centralista sfoggia la GDF ma è un gigante dai piedi d’argilla. Togli un po’ di entrate fiscali e la macchina di fallitaglia si inceppa e non hanno più nemmeno il carburante per mandarci i carriarmati (anche se come dicevano su in germania quelli itagliani hanno solo le marce indietro)

  20. Maurizio says:

    Federalista ?
    La Lega Nord ?
    Quando mai ?
    Ma scherziamo ?
    Il Federalismo questi signori nemmeno lo conoscono e Miglio se ci fosse lo testimonierebbe a voce alta !!!!
    Anzi è proprio chi è federalista che ha subito il danno dalla Lega Nord e trova ora più difficoltà a parlarne, senza contare che Il Federalismo riconosce le diversità e lascia margini ampi alle federazioni,
    Quindi potrebbe essere una strada percorribile, se non ci si spaccasse su questioni che “il contrattualismo”, risolverebbe con facilità, permettendo ai Veneti di sentirsi veneti, ai Lombardi di sentirsi Lombardi.
    :Come avviene nei 26 cantoni della confederazione elvetica, nessun padrone solo sovrani di sé stessi !

  21. danese mauro says:

    …Gli italianleghisti son diventati il nuovo PRI .. intetessato piu’ ad esserci nella geometria variabile delle alleanze che agli ideali iniziali….per fortuna che si e”seminato nel territorio Veneto sentimenti veri di Indipendenza… Ci vorra’ tempo ma ci sara’ un gran raccolto. Nella chiarezza ora presente si possono scardinare varie situazioni….. Buon Lavoro a tutti. WSM la DC ed il Pentapartito fu cancellato fa conto con 2maroni Zaia ultuma chiamata

  22. Britoa says:

    Almeno ora è tutto più chiaro, ora stà alla base “ruspante” decidere se restare o aderire a quelle forze Indipendetiste che non si vergognano della propria bandiera nei congressi…
    certo non sono dei sprovveduti era l’unica mossa da fare per superare lo sbarramento del 5% e le careghe potrebbero essere salve.

    ieri mancava solo il tricolore e tutto sarebbe stato perfetto!

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