Con chi il Nord ha raggiunto il fondo del barile

pontida oggi 3di Riccardo Pozzi –  Il punto politicamente più basso toccato da Partito Democratico, ex sinistra italiana, non fu una sconfitta elettorale o un qualche sfortunato passaggio parlamentare. Il fondo del barile lo toccò una scena di ”Aprile” , docufilm di Nanni Moretti che elaborava il lutto della vittoria di Berlusconi, quando il protagonista-regista, che interpretava sé stesso si mescolò al traffico che festeggiava l’esito elettorale, quella volta favorevole al centrosinistra, urlando la sua personale felicità per la nascita del figlio. Tutta la retorica palombellarossiana del “siamo uguali ma siamo diversi ma siamo uguali”, finì in un banale e imbarazzato riflusso nel privato.
Quella era precisamente la cifra della discrasia tra partito e paese reale.
Sono passati molti anni ma il punto più basso toccato dalla Lega Nord (il più antico partito in parlamento) è una cosa piuttosto simile a quello dell’ex PCI, infatti non è stato il sostanziale fallimento delle aspirazioni federalistico autonomiste di parte del paese. No. Il fondo del barile leghista è stata la proposta di Salvini a Di Maio (leader di una forza che si è presa il 73% a Torre del Greco), perché si prendesse il ruolo di premier senza rompere il governo.
La sostanziale sconfitta di Matteo Salvini è anche la sconfitta di un disorientato mondo dell’autonomismo o in alternativa di un federalismo solidale ma responsabile, che non usasse la spesa pubblica come un bancomat. Un mondo convinto che prima di fare nuovi debiti occorresse risolvere quelli vecchi.
Tutto scomparso, venduto all’asta per quattro voti al sud, pronti a voltare il cappotto se si nomina l’autonomia. Tutte le ruffianate di felpe e magliette, la retorica dei sacri confini, l’oro alla Patria, mentre il nord sembra un pugile suonato che aspetta la campanella.
Ora probabilmente sarà la Meloni a sfruttare il passo falso di Matteo, cercherà, lei sì, di diventare la vera destra nazionale e forse qualche leghista della prima ora si pentirà di aver rottamato la questione settentrionale con la disinvoltura di un tronista microcefalo, di avere percorso la strada di una destra machista che avrebbe provocato eruzioni cutanee al vecchio Miglio, di aver parlato di onore e orgoglio nazionale a chi continua ad essere derubato dallo Stato.
Perché il punto più basso di chi vive e lavora al nord, mi sa che sia proprio quello raggiunto oggi.

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