Con Api si vola. Rutelli trascina Casini, Calderoli e i Berluscones

di DANIELE VITTORIO COMERO
 

Giornata storica al Senato ieri, martedì 6 novembre, sulla legge elettorale. C’è stata una riedizione delle mitiche “convergenze parallele” tra: pezzi della ex-sinistra, i democristiani di Casini, le disorientate truppe leghiste di Calderoli e le residue armate berlusconiane in fase di sbaracco.

Il luogo del “misfatto” è la commissione Affari Costituzionali, che ha approvato un emendamento presentato da Rutelli alla legge elettorale per le politiche, che introduce un livello minimo per conquistare il premio di maggioranza per una coalizione/partito, al 42,5%.

Francesco Rutelli, ora del gruppo misto-componente API, ha avuto la sua giornata di gloria, visto che è riuscito nell’impresa di far passare una sua proposta mettendo insieme la Lega, l’UDC, il Mpa e il PDL, con il voto contrario del PD e dell’IDV.

Questa è la seconda volta, dalla ripresa estiva, che si assiste ad una rimpatriata della vecchia maggioranza di centrodestra, quella che vinse le elezioni nel 2001 e ha governato fino al 2006, anche se in questo caso c’è la presenza aggiuntiva di Rutelli, leader che allora capeggiava la coalizione opposta, di centro sinistra (niente a che vedere  con il Depretis e il trasformismo).

Il senso del provvedimento, per lui, è evidente: “Evitare che Grillo prenda il premio di maggioranza”. Rutelli sostiene che: “Una soglia significativa è la condizione base per evitare avventure. In Sicilia il primo partito è stato quello di Grillo e la prima coalizione quella di centrosinistra. Occorre una soglia alta per avere un premio di maggioranza per governare altrimenti il rischio è che il primo partito che ottiene il premio è Grillo. Ed è un rischio molto alto. Qui si tratta – aggiunge – di mettere a punto un sistema che consenta a una coalizione di governare, altrimenti diventa una legge truffa. O c’è una maggioranza coerente e adeguata che ottiene il premio per il governo oppure è bene ridistribuire il premio in modo che sia il parlamento a formare la coalizione che sceglie il premier anziché affidare il tutto a un terno al lotto”.

Un modo di procedere lecito, che non nasconde l’intento punitivo, cioè di essere contro qualcuno, in questo caso anti-Grillo, che di solito nella storia elettorale italiana porta molto male, al proponente.

La capogruppo del PD, Finocchiaro, drammatizza: “I lavori della commissione sono compromessi, ora si va in Aula. Noi presenteremo un emendamento per l’Aula che fisserà una soglia al 40%. Vogliono consegnare il Paese ad una situazione dove nessuno vince e nessuno perde. Noi del Pd, invece, vogliamo una legge che dia stabilità al Paese. Purtroppo si sono avverate le previsioni di Bersani”.

Ancor più duro il commento del segretario democratico:“Sia chiaro che se ci si ferma ad oggi noi non ci stiamo non per noi ma per l’Italia, questo impianto va profondamente aggiustato, evidentemente c’è qualcuno che per paura che governiamo noi vuole impedire la governabilità del Paese. Ma sul punto della governabilità noi non cederemo in nessun modo”.

Il PD si era riunito prima per oltre un’ora, alla Camera, per fare il punto sulla riforma della legge elettorale prima della seduta in commissione. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i capigruppo e l’ex presidente Luciano Violante. La linea emersa dalla riunione pare sia stata quella di trattare per riformare l’attuale legge per evitare che i democratici passino come quelli che vogliono mantenere il Porcellum. Però, dietro le quinte, si mormora che il problema per il Pd, non è tanto la soglia per il premio di maggioranza alla coalizione (42,5%) quanto l’inserimento di una appendice che i democratici vorrebbero in questo modo: se nessuno conquista il premio di coalizione scatta il premio del 10% al primo partito (il PD ha fatto intendere che presenterà un proprio emendamento ad hoc non in Commissione, bensì in Aula).

Calderoli della Lega, dopo l’approvazione della soglia “Rutelli”, in TV ai TG della sera esulta, secondo lui si avvicina la fine del governo Monti, evita però di spiegarne le ragioni tecniche e politiche. Anche Casini trova modo di esultare: “Stanno maturando le condizioni per un accordo sulla legge elettorale”

Per il leader dei democristiani il testo è migliorabile, perchè è “un work in progress. La norma è perfezionabile in Aula, si troverà un’intesa. Nel  PD lo sanno benissimo che alla fine un accordo si trova. Bisognava trovare un punto, altrimenti non se ne usciva”.

Il voto contrario del PD sarebbe solo di facciata, perché: “Ci sono reazioni di facciata e altre di sostanza. A me interessano le seconde – prosegue su Twitter – Basta sceneggiate sulla legge elettorale. Siamo disponibili a ogni ragionevole modifica”.

Gaetano Quagliariello vice capogruppo del PDL ha dato una sua spiegazione: ”La settimana scorsa ho chiesto una pausa per cercare degli accordi, oggi sono arrivato qui e non ho trovato novità; se ci fosse stata unanimità non ci saremmo tirati indietro su un’ulteriore proroga .

Abbiamo votato la soglia ma questo non implica che questo testo non possa essere allargato e specificato. Non abbiamo ancora stabilito cosa accade se non si arriva alla soglia e se si misura con seggi o voti. Diciamo al Pd di scendere dalla torre d’avorio dalla quale ci giudicano per cercare una soluzione per contemperare stabilità e rappresentatività. Per quello che ci riguarda – ha aggiunto Quagliariello – non c’è stata una rottura. C’è l’Aula ma ci sono anche le proposte dei relatori che possono essere ancora fatte in commissione”.

Intanto, il premier Monti dal Laos rilascia una dichiarazione sulla disponibilità del Governo ad intervenire sulla legge elettorale con un apposito decreto legge.

Come si dice a Roma, sono parole pesanti, mai sentite prima, che suonano d’avvertimento per i giocatori seduti al tavolo del Senato .

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7 Comments

  1. Adriano says:

    I cittadini italiani non hanno ancora capito a cosa vanno
    icontro votando questa classe politica,e si che sono 50 anni che li prendono per i fondelli.
    Ultimamente poi, con un capo dello stato massone,
    che vuole cedere la sovranità alla BCE.
    Nonostante i nostri rappresentanti PD,PDL,UDC,Lega, ecc…abbiano dimostrato di essere degli icapaci,corrotti,
    attaccati alle poltrone e ai soldi,i cittadini italiani cosa fanno?,li rivotano
    A noi italiani piace davvero essere derubati,bastonati e inchiappettati,siamo diventato un popolo di ignoranti senza dignità.
    Meglio morire in una Nazione libera e sovrana piuttosto che vivere schiavi d’europa

  2. dante santacroce says:

    RUTELLI deve andare con il suo amico LUSI e trascorrere il resto della sua esistenza in convento. Non ha alternative.

  3. salvo Pennaforte says:

    Rutelli ? faccia d’angelo….poi di quale angelo trattasi è da vedere !
    Rutelli…Rutelli…Rutelli, mi ricorda tanto di un certo FIORITO….!!!

  4. cristian says:

    Quando leggo di manovre per limitare il M5S mi carico sempre di più. Quando poi verifico che questi non hanno ancora capito una mazza di come opera il MoVimento, le dinamiche al suo interno e i progetti programmatici che ha, sono di una contentezza unica. Non hanno idea di cosa significherà avere 60- 80- 100- 140… quelli che saranno, parlamentari all’interno dell’emiciclo. Non capiscono che non è importante quanti portavoce in parlamento (parlamentari) piazzeremo, il giochino sporco di miliardi di euro sarà rotto e svelato agli italiani. siete finiti!!!!

  5. ingenuo39 says:

    Prevedo che sarà molto dura mandare a casa questa gentaglia. Consiglierei un buon risottino con i funghi di quelli “buoni” per tutti. Come idea non sarebbe male neh?

    • Flit says:

      Questi personaggi da topicida sopravvivono, si ingrassano e si arricchiscono alle nostre spalle perché raccolgono il consenso ed i voti dei nostri concittadini !

      Per risolvere i nostri problemi servirebbero tante tonnellate di funghi….”buoni”…per gli elettori !

      Costano troppo !

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