Comunismo e nazismo uguali sono. L’eroe polacco censurato dai totalitarismi europei

di Anna Wawrzyniak Maoloni*polonia

Giovedì 30 luglio il paese più piccolo d’Abruzzo, Vicoli, renderà omaggio a uno dei più grandi eroi della libertà: Witold Pilecki (1901-1948).

Al ‘volontario ad Auschwitz’ verrà infatti intitolato il giardino comunale in una cerimonia solenne alla quale parteciperà l’ambasciatore della Polonia in Italia, Tomasz Orłowski.
Sarà la prima volta che Witold Pilecki verrà ricordato in questa maniera fuori dai confini della Polonia.

Il capitano di cavalleria Witold Pilecki è un personaggio totalmente sconosciuto fuori dal nostro paese. Egli si fece volontariamente arrestare dalla Gestapo per farsi imprigionare nel campo di concentramento nazista di Auschwitz con lo scopo di organizzarvi la rete di resistenza e inviare i rapporti sulla situazione nel campo.

Il suo rapporto fu il primo documento dai campi di sterminio che arrivò agli Alleati, anche se nella fase iniziale Auschwitz non era propriamente un campo di sterminio.

Dopo essere riuscito incredibilmente a scappare da Auschwitz, Pilecki continuò a combattere partecipando attivamente alla lotta contro i nazisti e prendendo parte all’insurrezione di Varsavia.

Alla fine della guerra, giunto in Italia, si offrì nuovamente volontario per tornare in Polonia e cercare di sottrarla allo stalinismo.

La crudeltà della storia personale di Pilecki può essere ritenuta il simbolo della tragica storia della Polonia. Dopo la guerra le autorità comuniste lo considerarono traditore e nemico del popolo. Condannato a morte, giustiziato con un colpo alla nuca il 25 maggio 1948, rimane vittima di un’ingiusta damnatio memoriae. Fino alla caduta del regime comunista nel 1989 le informazioni riguardanti le sue attività furono infatti censurate.

Nel 2011 Pescara fu la prima città a rendere omaggio a Pilecki dedicando proprio a lui il Giorno della Memoria durante una cerimonia organizzata con il contributo dell’Istituto della Memoria Nazionale polacco (IPN)

(il servizio http://m.youtube.com/watch?v=iuRLBWp04GQ)

La storia di Pilecki è stata invece raccontata per la prima volta in occidente da Marco Patricelli ne Il volontario (Laterza), tradotto in diverse lingue. Nel suo libro lo storico pescarese riporta alla luce questo personaggio sconosciuto non solo in Occidente, ma, a causa del lungo oblìo, anche in patria.

Sarà Patricelli, nel corso della cerimonia a Vicoli, a tracciare assieme all’ambasciatore Orłowski un ritratto di Pilecki, uomo che con grande eroismo ha combattuto i due totalitarismi del ‘900.

*Addetto Stampa

Ambasciata della Repubblica di Polonia

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One Comment

  1. caterina says:

    Complimenti a Vicoli per l’omaggio alla verità e alla memoria… ne tragga per primo esempio…non era Regno Due Sicilie prima di essere schiavo di Roma?

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