Comuni confinanti sul piede di guerra: pronta richiesta di secessione in massa

di REDAZIONE

«Se il governo non darà una risposta concreta ai bisogni dei nostri Comuni, sono pronte le richieste di secessione e di cambiamento dei confini regionali di tutte le realtà che confinano con le autonomie regionali e provinciali».

L’Associazione dei Comuni confinanti è sul piede di guerra: il suo presidente, il bresciano Marco Scalvini, annuncia lotta dura «in nome di due milioni e mezzo di abitanti  e 454 sindaci». Si comincia con una lettera aperta al ministro per gli Affari regionali, Piero Gnudi, nella quale si contesta al governo il taglio dei fondi di solidarietà per le popolazioni disagiate: «È inammissibile una politica esclusivamente basata sui numeri e non sulle persone. Dietro ogni taglio economico ci sono esseri umani che vedono disconoscere il concetto di solidarietà».

Scalvini precisa che il suo non è un attacco alle autonomie speciali, «ma una richiesta di equiparazione sociale delle comunità dell’arco alpino che vedono morire, poco a poco, la propria identità: chiediamo di essere pari ai nostri vicini confinanti, per equiparare un’ingiustizia dovuta solo alla mancanza di intelligenza di una vecchia classe politica che non ci può più rappresentare».

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5 Comments

  1. Rinaldo C. says:

    siamo ancora alle solite, tutti i comuni itaglioti hanno dovuto subile il patto di stabilità promosso il 29 Febbario 2012 , poi ora i sindaci di tutti i comuni itaglioti dovranno fare i gabellieri deilo stato itagliota. Ora i sindaci devono
    capire e mettere in atto la propria proteta nei confronti dello stato, non devono aver paura si devono ribellare tutti di ogno colore politico, altrimenti sono dei quaqquarraqua, devono capire che devono spiegare ai propri cittadini che così non possono andare avanti e non devono seguire il loro credo politico ma credere nei propri cittadini che sicuramente al qusito proposto il cittadino se non è ignorante asseconda il proprio sinaco alla ribellione delle tasse messe dallo stato itagliota.
    Noi cittadini dovremmo scrivere a tutti i nostri sindaci che siamo con lui e se ce ne bisogno impugneremo anche i forconi per difenderlo. Se tutti i sindaci portassero avanti
    questa protesta , lo stato non ha a disposizione, tanto commissari che non si sa da dove provengono.
    Per cui sindaci dei comuni itaglioti cominciate a a ribellarvi.sicuramente i vostri cittadini sono con voi.

    Rinaldo Comett

  2. Andrea di Sorrento says:

    Ora sono comuni confinanti, poi toccherà ai comuni confinanti con i cofinanti e così via………… tra qualche anno toccherà persino a napoli diventare confinante…………….

  3. mv1297 says:

    Fatela questa lotta!
    Sarà anche la nostra!
    Via dall’Itaglia!
    In minuscolo!

    • Salvo says:

      Non vogliono andare via dall’Italia, vogliono solo cambiare provincia e/o regione (speciale)!

      • michela.verdi says:

        Appunto! Almeno questo, che è previsto anche dalla Costituzione!!!… Possibile che perfino per le cose che si possono fare (ridisegnare le regioni), nelle terre padano-alpine ci sia il timore di agire?
        E’ una cosa incredibile.
        Lotta dura e a oltranza. Senza paura!

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