COMUNI CHIEDONO DEROGA PER ENERGIE RINNOVABILI

di REDAZIONE

Benché i costi delle energie rinnovabili, rispetto alla loro efficienza reale, sia criticate da molti esperti, i Comuni ha chiesto una deroga al “patto di stabilità” per poter investire soldi pubblici in questo settore.

A chiederlo è stata l’associazione dei Comuni al governo, in occasione di un’audizione tenutasi alla alla Camera. Le richieste? Introdurre delle deroghe al patto di stabilità appunto, per consentire ai Comuni di accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili sul proprio territorio.

Riporta guidambiente.it: “Lo ha chiesto l’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) a margine di un’audizione presso la Commissione Ambiente della Camera. L’associazione, in particolare, chiede al governo di aggiungere alle deroghe già previste per l’applicazione di sanzioni in caso di mancato rispetto del Patto di Stabilità anche l’utilizzo di risorse finanziarie destinate allo sviluppo dell’energia rinnovabile e ad interventi di efficientamento energetico”.

Riporta il documento dell’Anci: “La deroga si ritiene tanto più urgente quanto in linea agli impegni cogenti imposti ai diversi Stati membri dalla nuova direttiva comunitaria 2009/28/CE e agli obiettivi stabiliti di sostegno alle azioni di sviluppo nazionali e regionali, di scambio di migliori prassi tra iniziative di sviluppo locali e regionali in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili, di stimolo alla produzione decentrata e al ricorso di fondi strutturali”.

Sino ad oggi, né con Tremonti né con Monti, il patto di stabilità è stato derogato, nemmeno per garantire ai Comuni più risorse per servizi essenziali.

 

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One Comment

  1. Pier Luigi Caffese says:

    Energia troppi sprechi,piani e tecnologie sbagliate,incentivi
    che danno risultati ridicoli.
    I Comuni chiedono deroghe per rinnovabili ma non sanno stoccarle,non sanno come si levano le discariche con il plasma e si affidano agli inceneritori che moltiplicano per matematica le discariche,non esiste una politica antismog(nemmeno a Milano).Un caos che costa 40-50% in piu’ della media europea e poi credono che il gas sia la soluzione,mentre è un moltiplicatore di smog(si veda Milano che gassificando ha piu’ smog).
    Le utilities pero’ guai a toccarle oggi danno 10 miliardi di ricavi e sono superindebitate(a2a 4 miliardi) e pagano 30.000 consiglieri a scaldar sedie per 200.000 dipendenti.
    Ecco cosa risanare:aggregare 7.000 utilities in una che ha 5 miliardi all’anno da investire in energia,plasma rifiuti
    e che passerebbe dagli attuali 15 miliardi di ricavi a 100 miliardi,chiamando a lavorare 50.000 giovani in piu’.Ma i Comuni vogliono spendere 5 miliardi per emolumenti che non servono o far massa per investire ed assumere?

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