Compro-oro, su 20mila negozi solo 350 registrati. Ma lo stato ci perseguita su1.000 euro di contante

 

oro lingottiLa CICALA-Una stima fatta circa 4 anni fa, censiva in circa 28.000 i compro oro in Italia per un giro d’affari tra i 7 e i 12 miliardi di euro, a distanza di anni su 20.000 attività censite – si legge nel rapporto del Ministero dell’Economia al Parlamento – meno di 350 sono registrate nell’apposito elenco vigilato dalla Banca d’Italia.

Ingannevole è – prosegue il rapporto – il fatto che i compro oro e gioiellerie utilizzano la stessa categoria merceologica e gli inquirenti incontrano molte difficoltà anche per il fatto che molte gioiellerie si sono convertite in compro-oro. Nel solo biennio 2013/2014 dalle indagini di polizia ben il 60 % delle attività controllate ha portato all’emersione che la criminalità organizzata si è infiltrata per riciclare proventi illeciti.
In Senato ci sono dei disegni di legge che porterebbero ad una istituzione del “borsino” dell’oro usato, della tracciabilità dell’oro e misure di promozione nel settore orafo a livello nazionale. Vedremo se e quando la politica interverrà per mettere un po’ di ordine nel settore. Molto bene sta facendo la formazione per il personale di Banche e Poste che di anno in anno convergono a UIF di Bankitalia moltissime segnalazioni di operazioni sospette dei propri clienti.
Il muro delle 70.000 segnalazioni nel 2014 è stato abbattuto e ben 59.000 solo da banche e poste. Risultati importanti per combattere realmente i soldi che la criminalità organizzata ma anche chi commette evasione fiscale tenta di introdurre nel sistema economico legale italiano tramite le Banche o la Posta. Sinceramente penso che il limite di 1000 euro come limite per il passaggio tra persone diverse sia da alzare, perché sono troppe le sanzioni che i cittadini si trovano a pagare.
Alcuni esempi : se vendo l’auto e chi me la compra mi paga in contanti oltre i mille euro commette una violazione e pertanto chi compra e chi vende sono sanzionati con almeno il 2 % del totale non registrato, chi porta all’incasso un assegno pari o superiore ai 1000 euro senza il termine “non trasferibile” è sanzionato sempre con almeno il 2%, chi versa tramite il bancomat banconote di taglio da 500 o 200 euro sopra i 2500 euro e dichiara alla banca, quando successivamente gli viene chiesta la provenienza del denaro, che è la restituzione di un prestito famigliare, o la vendita di un bene mobile, sarà segnalato e pagherà sempre una bella sanzione di almeno il 2 %.
Insomma, prima il decreto Monti che dal 6 dicembre 2011 ha abbassato da 2500 euro a 1000 euro la soglia poi dal 1 gennaio 2014 Bankitalia obbliga tutte le banche e le poste a registrare e segnalare all’agenzia delle entrate tutti coloro che hanno …sbagliato alla fine è sempre lo Stato che ci guadagna e non poco.
Naturalmente se la banca viene pizzicata perché non ha denunciato il cliente la sanzione minima è di 3.000 euro e ….indovinate a chi la banca poi chiede di pagare la sanzione ??? Al dipendente poco attento che entro i 30 giorni non ha inviato la segnalazione !!!! E i sindacati dove sono? Di questo e altro che investe come un uragano le sigle sindacali dei Bancari mi occuperò a breve.
La Cicala

 

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3 Comments

  1. ARInazigrammar says:

    Di nulla, era solo un po’ d’ironia, coraggio. Comunque “CONTRO” oro è rimasto (nel sottotitolo della notizia in 1° pagina). Se vi serve un correttore di bozze so che pagate bene 😉

  2. nazigrammar says:

    “COPRO” oro nel titolo e “CONTRO” oro nel sottotitolo…
    Se è vero che il denaro è lo sterco del diavolo ci chiediamo: saranno errori voluti o solo lapsus freudiani?

    Correggere.

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