Competitività: Italia scende al 44° posto. Avevate dubbi?

tagli spesa“La competitività dell’Italia è migliorata ma più lentamente degli altri”, e così il Paese “scivola di un posto ed è 44esimo” scalzato dalla Russia. A dirlo è il Forum economico mondiale nel suo rapporto annuale sulla competitività, che vede nella crisi delle banche il principale tallone d’Achille italiano: le riforme hanno migliorato la situazione, ma pesano la burocrazia, la fuga dei talenti e i tempi lunghi necessari perché funzioni il jobs act.

Calo dell’apertura delle economie mondiali, stimoli monetari “non sufficienti” a rilanciare la crescita senza una forte competitività: sono i principali problemi sollevati dal Global Competitiveness Report 2016-17 del Forum Economico Mondiale che mantiene Svizzera, Singapore e Usa sul podio mondiale. “Il calo dell’apertura economica sta danneggiando la competitività e rende più difficile spingere una crescita sostenibile e inclusiva”, dice Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del Wef.

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2 Comments

  1. Fil de fer says:

    In effetti una terza guerra mondiale è già iniziata da tempo e non mi riferisco a quella che ci hanno dichiarato i signori dell’ISIS, ma a quella bancario-commerciale.
    Dopo che scientemente, ma irresponsabilmente, i politici del mondo hanno ceduto il potere del Popolo alle banche, mi riferisco al diritto di un Popolo a stampare la propria moneta, le banche private….private lo ripeto hanno attuato lo sfacelo che tutti abbiamo sotto gli occhi e ancora e poi ancora i politici lasciano loro mano libera. E’ uno spettacolo inverecondo e se non sapessimo che è la realtà che ci circonda ,potrebbe persino sembrare un brutto sogno ma poi l’essere svegli ci rende consapevoli che ciò è accaduto e tornare indietro e come dover scatenare una guerra civile tra i Popoli tutti contro questi signori della guerra monetaria.
    Eppure così non può continuare. Staremo a vedere come andrà a finire tra gli USA e le due banche tedesche, ma lo scenario si sta facendo molto crudo e le conseguenza non tarderanno a farsi sentire.
    Arriveremo che ogni banca vorrà indietro qualsiasi investimento o denaro che hanno altre banche ed il sistema finalmente dovrebbe saltare. un nuovo ordine mondiale di impone, ma più che ordine dovrei parlare di responsabilità. Un nuovo ordine mondiale fondato sulla responsabilità e la stabilità bancaria e senza più fraintendimenti di sorta. Le banche dovranno essere anche private, ma società di rischio.
    Società per azioni sul mercato controllate direttamente dagli stati tramite non più banche centrali, ormai inutili e costosissime, ma direttamente da un ministero dei beni comuni. Per beni comuni si intende il denaro di tutti e non più di pochi.
    Il sistema mondiale bancario, privato, è sull’orlo di una crisi di nervi perché ha spinto troppo sul pedale dell’acceleratore e frenare ora è come voler sbandare fuori strada. La Deutsche Bank dice che vuole mandare a casa 10.000 impiegati (!?) e le altre banche ancora “nascoste” ma che hanno gli stessi problemi? Insomma ne vedremo delle belle, ma state sicuri che saranno sempre brutte per…noi poveri mortali. Come sempre da che mondo è mondo !!
    WSM

  2. giancarlo says:

    E……non sarà finita qui .
    Dopo che per decenni i politici italioti hanno trascurato quasi tutto e tassato tutto tranne l’ossigeno che respiriamo…tutte queste manovrine insulse non porteranno a nulla.
    Anzi,( e prego la direzione del giornale di archiviare in evidenza questo mio scritto, così a tempo debito qualcuno lo potrà tirar fuori e rileggerselo,) raddoppio la mia critica nel senso che non solo non siamo fuori dalla crisi, ma una peggiore si sta preparando e nessuno la vede. Poiché i buchi economici delle maggiori banche mondiali, come ho già scritto in passato, ammontano a 9 volte il PIL MONDIALE, vedi adesso le due grandi banche tedesche e altre ne verranno, l’italia sarà sbattuta come un fuscello dentro un marasma bancario e non da far rabbrividire i più temerari ottimisti.
    Io sono sempre stato realista, né ottimista né pessimista, ma pragmatico sì e dico che arrivati a questo punto tifo affinché l’Europa salti e con essa anche l’italia così finalmente i Veneti avranno la loro libertà e potranno fare ciò che va fatto per rimettersi in piedi e sviluppare la nostra di economia.
    Il Popolo ne capisce più dei luminari economisti e banchieri dato che vive sulla propria pelle la realtà quotidiana di come vanno le cose. Vedi i poveri soci delle varie banche italiane andate a gambe all’aria.
    Adesso si parla di infrastrutture pubbliche di grande impatto economico. Adesso ???? Lo si doveva fare ancora 20 anni or sono come minimo, adesso è tardi, adesso siamo alla fine di un percorso turbolento che proseguirà ancor più virulento e foriero di grandi cambiamenti politici e sociali di portata mondiale.
    Ma, forse una terza guerra mondiale su vasta scala potrebbe essere nelle menti bacate di taluni leader mondiali per risolvere tutto con un gran botto e ricominciare di nuovo tutto.
    Auguriamoci che ciò non avvenga, anche se ci sono segnali in tal senso e prepariamoci tutti a sostenere anni difficilissimi e di grande preoccupazione per non dire di disperazione.
    WSM

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