Commissariamento Lega: solo il commissario Montalbano può risolvere il caso

di DISCANTABAUCHIpadanismo

Non ci si capisce più niente. Per alcuni Flavio Tosi è già “piallato”, cioè politicamente morto. Dice “Sono un uomo libero, non vado a cercar casa altrove – ha dichiarato in una telefonata ad Antenna Tre Nordest – visto che sono in Lega da 25 anni”.

Poi però i suoi uomini in Parlamento già si dicono pronti a lasciare la Lega: si fa la conta di otto tra deputati e senatori, al punto da mettere in forse il gruppo alla Camera, anche se con una deroga il gruppo resisterebbe.

Insomma, mentre Tosi allunga il brodo e Salvini incontra Berlusconi per il Veneto e tenere in piedi la Lombardia, con l’appoggio di Forza Italia a Zaia, di fatto Tosi e le sue possibili scissioni rischiano di far secedere dalla scena politica solo lui e i suoi.

“Sia ben chiaro: parlo da esponente politico della Lega, poi vengono gli affetti personali. Quello che stanno provando a fare alla Liga Veneta ed al suo segretario è inaccettabile – dice la senatrice tregiviana Patrizia Bisinella – Al punto che alcuni di noi in Parlamento stanno valutando ogni mossa possibile”.

E via quindi al toto uscite.  “Milano ha posto delle condizioni che non sono accettabili – dice la Bisinella – Vediamo una prevaricazione con la volontà di dare un ultimatum”. “Non ci siamo mai posti il problema della doppia appartenenza perché era una cosa abbastanza chiara visto che siamo partiti due anni fa, legittimati anche dall’allora segretario Maroni. Mi sembra che Salvini in passato abbia detto che la fondazione potesse dare una mano a “Noi con Salvini. Se serviva chiarezza, bastava dare regole. Sembra una pensata punitiva con intenti politici. La fondazione – si infervora – non è un movimento politico, è un’associazione che chiede le primarie di centrodestra”.

Poi arriva anche il presidente della Provincia di Treviso, Muraro.  “Noi andiamo avanti per la nostra strada, secondo statuto, e abbiamo convocato per sabato prossimo 14 marzo il consiglio nazionale per l’esame delle liste dei candidati alla prossime regionali che verranno presentati dai segretari provinciali”. Ma su Zaia nessuna preclusione.

Intanto i bizantinismi crescono. Il giallo s’infittisce e forse occorre scomodare la genialità del commissario Montalbano per venire a capo delle beghe lombardovenete.

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