Commercio, ristoranti e alberghi: l’assalto della mafia a Milano

di GIORGIO CALABRESI

I lavori pubblici e gli appalti, certo, ma anche il commercio, la ristorazione e la ricezione alberghiera. La mafia a Milano, insomma, e’ un po’ ovunque e, per dirla con Nando Dalla Chiesa, “e’ cresciuta negli anni indipendentemente da Expo”. Tempo di prime somme per il Comitato Antimafia voluto e istituito dal sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia, che nella sua prima relazione semestrale ha scattato una fotografia a 360 gradi puntando il dito soprattutto sulla debolezza dei controlli. “Abbiamo raccolto informazioni, viaggiato verso Torino per capire l’esperienza delle Olimpiadi, sentito testimoni e tracciato una valutazione di quello che sta accadendo a Milano”.

Ecco, allora, che si scopre un’importante “forma di aggressivita’ nei confronti del commercio e della ristorazione. Tutto il mondo del commercio – ha detto il presidente del Comitato Antimafia, Dalla Chiesa – e’ sottoposto a pressioni”, oltre alla piu’ nota aggressione nei confronti degli Enti: “i clan – ha spiegato – reagiscono contro le Istituzioni che prendono iniziative di contrasto”. Ci sarebbe, secondo la relazione, anche una ‘differenziazione funzionale’: se nei settori dei lavori pubblici e dell’edilizia “la presenza della ‘ndrangheta e’ quasi monopolistica”, Cosa nostra e Camorra si orientano di piu’ al commercio e alla ricezione alberghiera. Sul fronte Expo, Dalla Chiesa l’ha riconosciuto come momento “verso il quale puntare al massimo possibile”, invitando pero’ a relativizzare: “Non c’e’ e non c’e’ stato soltanto Expo – ha chiarito -; la mafia e’ presente ed e’ cresciuta negli anni indipendentemente da Expo”. La manifestazione pero’ ha fornito lo spunto per rimarcare l’esempio torinese dove “la mafia e’ riuscita comunque ad infiltrarsi malgrado le misure di protezione”.

“Il punto – ha quindi sottolineato Dalla Chiesa – sono i controlli che sono effettuati in maniera troppo ridotta. Questa e’ una questione assolutamente decisiva e deve riguardare anche la qualita’ delle persone che fanno i controlli e decidono. A volte mancano di affidabilita’: serve una politica di selezione particolarmente attenta”. Capitolo a se’ l’Ortomercato, storicamente terreno di infiltrazioni, dove il Comitato ha notato un “abbassamento delle difese di legalita’ man mano che le infiltrazioni diventano piu’ chiare”. Il sindaco Giuliano Pisapia ha definito “particolarmente rilevante” la relazione, proprio per il suo esaminare anche le infiltrazioni nel turismo e nella ristorazione. “Ci sono proposte interessanti – ha detto – molto stiamo gia’ facendo, lavoreremo per intensificare l’azione, soprattutto nei controlli”. Prossimo appuntamento ad ottobre, quando il Comitato di esperti, composto, oltre che dal presidente Dalla Chiesa, da Umberto Ambrosoli, Luca Beltrami Gadola, Maurizio Grigo e Giuliano Turone, consegnera’ un rapporto dettagliato sul fenomeno degli incendi.

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9 Comments

  1. ferdinando says:

    Cari Lombardi, avete visto che negli USA non vogliono più quelli che provengono dalla Campania in genere perchè si sono accorti che per la maggior parte sono camorristi e fanno solo affari e traffici loschi? Lo stesso Obama si è fatto sentire, vorrà pur dir qualcosa oppure gli americani sono imbecilli? Queste cose non sono inventate ma dette da un tg di mediaset oggi.

  2. Antonino Trunfio says:

    consiglio di leggere on line la gazzetta del sud (quotidiano di messina) di ieri 1 agosto. A Reggio hanno sequestrato 4 noccioline a un po di mafiosi, roba da 120 milioni di euro.
    I cognomi che ho letto, sono gli stessi che sentivo quando ancora studente vivevo a Reggio, dove sono nato.
    E uguali le notizie : gli arrestati erano stati consigliari e assessori comunali di reggio. L’unica cosa che è cambiata da quando ero studente è che allora si parlava di lire, oggi di euro. Perfino uguali le notizie relative a dove ritrovano i latitanti : nel bunker di casa, magari solo a 500 metri dalla questura di reggio, un palazzone a cinque piani !! AMEN

  3. salvo says:

    Vediamo se riusciamo a sfatare il mito che vuole i Siciliani omertosi….

    Sotto minaccia e senza alcuna protezione da parte dello Stato…la risposta la danno il circa 20% stimato di esercizi commerciali che pagano il pizzo a Milano.

    Denunce?

    A Milano l’esistenza della mafia viene perfino negata dalle istituzioni…come a Palermo fino a 30 anni fa.

    E’ vero che Milano finora ci ha guadagnato….ma a lungo andare le cose possono cambiare.

  4. Diego Tagliabue says:

    In una Lombardia indipendente o confederata alla Svizzera ci sarebbe l’espulsione immediata per questi porci.

  5. Giuseppe says:

    I controlli sono fondamentali, certo. Ma l’espansione criminale sta nella para-mafiosità dei partiti, tutti.

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