Commercio e turismo: già perse 45 mila aziende nel 2014

di REDAZIONE

«L’inflazione continua a rimanere ferma, così come rimangono drammaticamente fermi i consumi». Così Confesercenti commenta i dati dell’Istat. Tanto che, aggiunge, solo nel commercio e nel turismo, l’osservatorio dell’associazione conta 45 mila imprese che hanno chiuso, già nei primi quattro mesi dell’anno. Si tratta, spiega, di «21.619 attività del commercio al dettaglio in sede fissa, 972 alberghi, 4.872 bar, 5.334 ristoranti». E aggiunge: «Solo gli ambulanti, che presentano costi di impresa più bassi, hanno registrato un modesto aumento (+530)». Per Confesercenti «il bonus fiscale da 80 euro predisposto dal governo per i lavoratori dipendenti si tramuterà sicuramente in un impulso ai consumi, ma – sottolinea – per una vera ripresa, è necessario potenziare il provvedimento».

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2 Comments

  1. alberto andretta says:

    derivo da questo settore,l’analisi dell’articolo e’ ancora rosea,nei fatti anche i cinesi stanno scappando a gambe elevate,il settore vive gia’ dal 2002 una trasformazione incontrollabile commercialmente parlando ed un lento e inesorabile declino,gia’ nel turismo abano-montegrotto terme sono all’oblio,asiago vive di mezzi week end,cortina e’ un nome ma non fa testo,venezia resta venezia se pur trasformata in un mega supermarket di gadget settoriali (tutti prodotti in cina),macellai-fruttaroli e bar tipici dove esistevano i cicchetti ecc sono praticamente scomparsi,va altresi’ di pari passo un altro dato che non viene mai citato,anche il settore dell’entri level del lusso sta crollando,resta un dato incontestabile da quando l’euro e’ entrato in vigore la gente si trova meno soldi da spendere(dovuto ad un tasso di cambio scellerato),alberto andretta,cogollo del cengio,vicenza

  2. Albert Nextein says:

    Secondo la confesercenti occorre potenziare l’elemosina?
    Dai, che sono sulla strada giusta.
    Tutti miserabili, insieme appassionatamente.

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