Come si promuovono gli errori di ortografia dei presidi. Chiediamolo agli esperti….

di STEFANIA PIAZZOscuola-sicura

Passi una svista, ne passino anche due, ma se l’incipit del tema d’esame per diventare preside, anzi, oggi si dice dirigente scolastico, è l’esordire con uno strabiliante “conoscienze”…. che, si badi bene, cancella il sottostante “conoscenze”, giusto perché era considerato un errore non scriverlo con la “I”… e se poi si va avanti con perle come “il dirigente che scandesce i tempi” o “lo zoccolo dei saperi”, per fare slalom a seguire tra “soprattuto” a “sopratutto” perché così non si fa torto prima o dopo alla doppia T…, e nel dubbio si provano entrambe… insomma, se l’efficienza si scrive “efficenza” perché così è se vi pare al concorso per dirigenti scolastici in Lombardia, forse qualche domanda è lecita. Forse troppi compiti da ricorreggere producono stress?

(vedi anche: http://www.lindipendenzanuova.com/speriamo-che-me-la-cavo-sucessivi-somersa-necesita-conoscienza-efficenza-i-temi-indecenti-dei-presidi-promossi-in-lombardia/)

Non stiamo a ripercorrere l’odissea di uno dei più discussi concorsi pubblici degli ultimi tempi, iniziato nel 2011 e terminato nel 2013 con una seconda correzione sui medesimi compiti scritti due anni prima, a causa di un ricorso che ha portato alla rilettura degli elaborati ma questa volta da parte di una nuova commissione d’esame.

Certo è che se il professore che ha scritto questo mirabile componimento da “zoccolo dei saperi” è stato promosso, evidentemente una ragione ci sarà. Gli errori non contano. Conta altro: il merito, naturalmente. Eppure, nel rileggere tutto d’un fiato il componimento, altre domande sorgono spontanee quando non si trovano le correlazioni tra soggetto e verbo, almeno per capire come mai un plurale si debba per forza coniugare al singolare. Misteri. Come la sfilza amletica di dubbi sulle doppie o gli svarioni dell’altro componimento campione…: “sucessivi… matera… Europera, improvisamente, somersa, necesità, posiamo, dellinate, programa, excursu storiche, scolastice, burocaticamente, finaziario, sigole, quadi, indirizo, cuturale, programazione…”.

E chiediamo allora se questo basti per raggiungere la sufficienza e dirigere un istituto scolastico, i suoi alunni, i suoi docenti…

Qualcuno ci può illuminare?

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3 Comments

  1. renato says:

    Qui (mi correggo: quì) non è possibile illuminare perché c’è la luce abbagliante del Sud, dove ‘o sole è cchiù llucente che al Nord. Ah! il valore legale di certi titoli accademici rilasciati nella Maggna Grecia è da sempre una delle ragioni dello sfacelo. C’è però da aggiungere, per dovere di obiettività, che questa situazione tragicomica ce la siamo voluta. Non ricordo di aver mai letto che un gruppo consistente di partecipanti nordici ad un concorso statale di qualsiasi genere si sia rivolto alle autorità competenti o ad un sindacato, o ultimamente abbia promosso una azione legale collettiva, per far luce sulle promozioni di certi individui che palesemente non avevano alcuna dimestichezza con le materie oggetto del concorso. Parafrasando il nostro presidente del consiglio che pare abbia usato l’espressione “chiaggne e fotte” (di chiara origine meridionale) potremmo ricordare anche il “tiene famiglia” che, assieme all’immancabile raccomandazione, aprono ogni porta nel paese del mandolino.

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