Come Schettino. Da “Torni a bordo, cazzo” a “Scenda da bordo, cazzo”

CONCORDIA 2

di Stefania Piazzo – C’è una scena iconica, una immagine che è diventata storia del naufragio italiano. E’ il paese degli inchini. Certo, ci si può inchinare a seconda delle idee e dei gusti o delle opportunità, a qualsiasi cosa. Anche a qualsiasi debolezza. La peggiore tra tutte, è la troppa sicurezza, la boria, l’euforia del successo, la droga dell’infallibilità, l’essere in un certo senso pavidi verso i propri limiti, cioè non ammetterli. Schettino si era distratto… Salvini, pure. Non ha saputo far di conto, ha dimenticato che i numeri di una maggioranza diversa c’erano. Ostentare il fascino della divisa a volte è abuso. Serve il senso delle istituzioni e avere soprattutto rispetto per il ruolo che si ricopre. Governare la nave Italia non è una crociera.

Forse anche per questo ieri sera spopolava quell’immagine del senatore Gregorio De Falco, che durante il discorso del vicepremier Matteo Salvini, non ha trovato niente di meglio da fare che invitarlo col cenno della mano ad andare a casa. “Buffone, vai a casa”, ha detto.

Non si può non pensare a quel gennaio del 2012 quando la sua voce registrata risvegliò l’orgoglio degli onesti e di chi in silenzio fa solo il proprio dovere senza baciare mani o Madonne. “Torni a bordo, cazzo”.

I social, nemesi inevitabile, pensando al ministro che annuncia le dimissioni e non se ne va, che fa su e giù dalle scialuppe parlamentari, non hanno perso la cinica occasione. “Scenda da bordo, cazzo”.

Schermata 2019-08-20 alle 22.43.02

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Questa è l’Italia unita.
    Non si va mai da nessuna parte e purtroppo il debito pubblico continua la sua corsa verso il disastro.
    Mi piace molto l’immagine della nave che sembra stanca di tutto e si appoggia alle rocce per rimanere a galla.
    Purtroppo se continua così e chi vuole rappresentare il Nord ne combina di tutti i colori saranno sempre i sudisti a comandare e fare a loro piacimento portandoci verso la fine.
    Berlusconi prima, poi Bossi e adesso Salvini sembra una maledizione che non si riesca mai noi del Nord ad arrivare alle mete necessarie per salvare il Paese. Siamo pieni di persone dal nome uguale ” Schettino”.
    Si scende dalla nave per non affrontare la manovra economica e si lasciano gli avversari nella palude di loro stessi. Mah ! Abbiamo una probabilità su 100 che questa volta possa andare nel verso giusto, ma è come immaginarsi di scalare una montagna a piedi nudi e senza alcun indumenti addosso……
    WSM

  2. Marco Green says:

    Altro personaggio squallido, sempre alla ricerca di un palcoscenico, guadagnatosi il parlamento cavalcando l’onda grillina dopo essere stato candidato per il solo “merito” di aver animato quel vergognoso scambio di battute con Schettino sullo sfondo di una tragedia “nazionale” come quella della Costa Concordia.
    Solo in Italia poteva accadere.

Leave a Comment