Come Roma fregò l’autonomia all’Ossola. Le Alpi costrette a essere Mediterraneo

ossoladi GIANCARLO PAGLIARINI – Nel 1975 Alvaro Corradini aveva fondato il Mac, Movimento autonomista confederale. I tempi non erano ancora maturi e nella circostanza le forze dell’ordine avevano trattato Corradini come un pericoloso sovversivo, al punto che una mattina fecero addirittura irruzione nella sua abitazione alla ricerca di chissà quale materiale compromettente. Anche a quei tempi, come oggi, in Italia era pericoloso desiderare vera libertà e vera autonomia.

Due anni dopo, il 17 novembre 1977, nel corso di un’affollatissima assemblea tenuta nel cinema Corso di Domodossola, era stata costituita l’Uopa, Unione ossolana per l’autonomia, i cui dirigenti il giorno successivo si erano riuniti all’hotel Corona e avevano approvato lo statuto dell’Uopa, dichiarandola ossolana e apartitica. Pensate che quello statuto prevedeva la rotazione ogni trimestre del presidente, perché tutti potessero avere le stesse opportunità e gli stessi obblighi. Alla faccia della tipica cultura italiana degli “adoratori
della poltrona”.

Sono nomi da non dimenticare: oltre a Corradini c’erano Cattani, Cofano, Gandolfi, Lincio, Zammaretti e altri. Le loro sono idee che è giusto ricordare, magari per tornare a metterle ai primi posti dell’agenda. Sul numero 32 dei Quaderni padani della Libera Compagnia Padana c’è un articolo di Donata Legnani Maggi che ci racconta quella bella storia.
L’articolo è intitolato “Uopa- Nascita e declino di un movimento autonomista” e comincia così: «Nel Dicembre 1977 nasceva a Domodossola un movimento di opinione apartitico, che ebbe il dono di saper riportare alla luce il desiderio di autonomia da sempre latente nel cuore degli Ossolani, e la soddisfazione di mandare in fibrillazione tutte le segreterie politiche della provincia».

Vediamo, tra i tanti, due punti di quella storia. Il 15 ottobre 1978 un gruppo di 15 persone, guidato da un Corradini emozionantissimo
che, conoscendo quello che succede a Roma e dintorni, si era assicurato al polso con un paio di manette una valigia con dentro
55.000 firme raccolte dall’Uopa, arriva al Palazzo di Giustizia di Roma per presentare alla Corte Suprema di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare che chiedeva lo Statuto speciale.

Scrive Donata Legnani: «Quello che nonostante tutto non riesco a mandare giù è la fine ingloriosa di quelle 55.000 firme lasciate a marcire in qualche scantinato romano. (…) in quattro anni la procedura accelerata prevista dalla Costituzione avrebbe dovuto avere il suo iter, cosa non avvenuta (…). Come di consueto la volontà del popolo sovrano è stata calpestata 55.000 volte e proprio da quelli che di populismo e di democrazia si riempiono la bocca continuamente

Il 30 maggio 1982 a Domodossola si è tenuto un congresso, promosso dall’Uopa e da altri, per fondare la “Federazione alpino-padana dei movimenti autonomisti, etnici e federalisti” e per approvarne lo statuto. Corradini era il Presidente del
congresso e Umberto Bossi, che rappresentava la Lega autonomista lombarda (Lal) era il segretario di quel congresso.
Lo statuto approvato prevedeva «…l’autodeterminazione dei popoli con scelta democratica del proprio presente e del proprio futuro, Federalismo integrale dei popoli europei, autonomia quale sintesi di Giustizia e Libertà, primato e salvaguardia dei valori culturali delle singole comunità, riservando a ognuna pari dignità e diritto di espressione… » .

La Federazione, nella ferma convinzione che una gestione autonoma dei territori costituisse la forma più avanzata di democrazia, cercò innanzitutto di contrastare la progressiva mediterraneizzazione dell’area padano-alpina che stava compromettendone irreparabilmente l’identità storica, opponendo a questa una filosofia più europeista, basata su quattro pilastri fondamentali: cristianesimo, liberalismo, socialismo e antifascismo.

«(…) Questa politica assume dal cristianesimo la tolleranza, dal liberalismo la difesa e la promozione dell’iniziativa privata, dal socialismo l’esigenza di difesa del lavoro e di giustizia sociale, e infine dall’antifascismo il rigetto di ogni e qualsiasi dittatura. Meta di questa carica ideale sarà il raggiungimento delle autonomie nei Comuni come nelle Provincie e nelle Regioni (..)». Sono parole dell’articolo di fondo di Vento del Nord, il periodico informativo della federazione. Sono obiettivi ancora molto attuali e rispettabili! Sono principi da non dimenticare, anche perché io sono convinto che nel «Federalismo integrale dei popoli europei» c’è la soluzione di molti problemi, incluso quello della mancanza di competitività di molte aziende padane che invece di investire e innovare sono obbligate a seguire leggi contro natura e a mantenere uno Stato enorme, inefficiente e costosissimo.

Print Friendly

Articoli Recenti

4 Commenti

  1. Giancarlo says:

    Caro Luigi Bandiera, come non esser d’accordo sui nostri sogni come Veneti e non vedere ancora l’alba della libertà e dell’indipendenza.
    A Treviso però le nostra bandiere Marciane hanno sventolato più di una volta.
    Senza voler fare pubblicità a PLEBISCITO.EU, ma sono giocoforza obbligato a menzionarlo questo movimento indipendentista, oltre a sognare sta facendo veramente cose che nessuno aveva mai fatto PRIMA se non tante promesse come la Lega, e poi tradire i Veneti o fermarsi al guado di interessi personali.
    A dicembre 2015 i con il ricorso all’Alta Corte Europea dei diritti dell’uomo denunciamo l’italia per molti motivi ma anche e principalmente perché nega un referendum regionale. Non importa tanto a noi che lo abbiamo già fatto e vinto ma importa per una questione di principio giuridico internazionale che non può essere né ignorato né dimenticato né negato come ha fatto la consulta italiota.
    Ecco adesso il CRIPTO-STATO-VENETO alla ribalta….. puoi vedere tutto sul sito appunto del movimento.
    Il nostro motto è: VENETO E’ CHI IN VENETO FA !!!!
    Cioè demose da far par l’indipendensa e manco ciacole e pì fatti !!
    WSM

    • luigi bandiera says:

      Caro Giancarlo,
      io mi riferivo alle tre bandiere che dovrebbero essere esposte sopra l’ingresso della prefettura: beh, ne manca sempre una, quella appunto marciana.
      Cosa bisogna fare?
      Aspettano che scoppi qualcosa per esporla..?
      Comunque io e un “drappello”, un pugno, di uomini e donne facemmo l’alza bandiera li’ in piazza davanti appunto alla prefettura con le forze dell’ordine che ci controllavano a distanza…
      Mi ricordo che si era sempre in pochi a fare… in molti a chiacchierare… Vero..?
      Adesso che sto per raggiungere gli 80… e invalido, devo correre..? Ancora..?
      Vedi mai che un vecchietto li’ curvo e poggiante sul bastone libera il popolo veneto cosi’ addormentato se non sottomesso..??
      Mi sa che sei credente e per questo credi, appunto, ai miracoli.
      Mi sembra un voler un po’ troppo da gente come me e ne conosco diversi… ma siamo davvero stanchi.
      Vedi, attendiamo che si muovano i giovani che possono correre veramente, ma li vedo tanto addestrati al trikolore.
      Da parte mia si, sarei stanco, il perche’ sta nel fatto che sono tantissimi anni che lotto…
      Gia’, vero, non mi sono messo tanto in mostra o nessuno voleva vedermi; ho visto che i veneti purosangue scappavano invece di darmi una mano quando era il momento. Almeno di fare gruppo. Al resto ci avrei pensato io…
      Dici che devo insistere a combattere con le mie ultime ed esili forze..?
      Meglio pregare San Marco… e sperare davvero ad un MIRACOLO..!
      Par tera, par mar e par cel: WSM.

  2. Giancarlo says:

    Tutto vero, ma quando gli italioti si accorgeranno che viviamo in un paese dove non esiste la democrazia vera?
    Le varie Leghe, nate e poi morte o resuscitate dal Bossi e poi degradate a partito nazional-populista da coloro che ne hanno preso il posto dopo gli scandali del cerchio magico (!?) sembrano oggi scomparse.
    Forse quando erano nate molte di loro erano solo delle diramazioni dello stato centrale create ad hoc per distogliere o confondere coloro che vedevano nella libertà il solo mezzo per affrancarsi da uno stato cialtrone e di regime delle classi dirigenti statali e politiche.
    I partiti come la politica che emanano, puzza di regime oligarchico o peggio di regime autoritario o dittatoriale.
    Ci lasciano , solo negli ultimi anni, la libertà di pensare, parlare e scrivere quello che si pensa solo perché non lo possono più proibire, ma sono pronti armi in pugno a violare la tua abitazione sperando di trovare armi o quant’altro per poterti arrestare come sovversivo. Penso che siamo a livello di America Latina o giù di lì, nonostante molti giornalisti o politici e quant’altro a sentire cose come quelle da me scritte…griderebbero allo scandalo, all’insulto, al fascismo non loro ma nostro e giù disquisizioni raffinate per demolire qualsiasi protesta o critica.
    La Lega Nord ha tradito non solo i ” PADANI” ma in particolare noi Veneti.
    Per anni ci ha dato da bere il calice avvelenato di una speranza mai portata avanti ma solo sbandierata come si fa con la carota per l’asino…….e poi a Venezia il Bossi ci veniva a dire che gli dispiace ma l’indipendenza……non si può ottenre. Forse il Bossi ha dimenticato cosa diceva nei suoi precedenti discorsi o comizi ?! No !! Sapeva benissimo quello che faceva ed era in malafede questo è sicuro ed acclarato dai fatti accaduti.
    Il VENETO avrà la sua indipendenza stiamo lavorando per essa e saranno le istituzioni internazionali a concedercela dopo che avranno preso atto di cosa ha fatto l’italia, o non ha fatto contro noi VENETI.
    L’art. 5 è superato dal fatto che l’ex ministro Fassino ha firmato la cessione della zona B alla SLOVENIA DEFINITIVAMENTE contravvenendo allo stesso art.5, ma tanto era sempre territorio Veneto quello l’ e quindi non contava nulla per loro. Per noi è esattamente tutto il contrario, guarda un po’ !!
    WSM

  3. luigi bandiera says:

    Caro Paglia tu non mi conosci ma io si e il tuo articolo sembra uno stralcio dei miei ininterrotti interventi nella lunga attivita’ di lighista (perche’ veneto) prima e adesso senza nessuna tessera. Si, una, non voglio mentire, quella della Pro_loco e un’altra quella del TSN.
    Evidenzia un fatto pero’: noi ce le cantiamo dalla mattina alla sera e come si notera’ sono tante belle parole e tanti sogni, musica per le nostre orecchie, pero’ siamo anche consapevoli di essere nel giusto ma fuori posto perche’ non notiamo “movimento” vero in quel senso dato dai nostri sogni.
    Almeno io non vedo un voler fare da parte dei tanti movimenti che vogliono o l’indipendenza o l’autonomia o il federalismo.
    Il nostro tanto discorrere (ripetendo sempre le stesse ed identiche cose e proprio ieri sentivo GF Miglio in RPL e sono cose che tutti condividiamo e sono quelle che ci fecero partire… per avere la liberta’ che i patrioti o partigiani tricoloriti e tanto “democratici” non ci vogliono dare) ci porta alla assuefazione.
    Non nego che va bene parlarci per vedere almeno in quanti siamo a pensarla tutti allo stesso (+ o -) modo ma credo che se non succede qualcosa di brutto non avremmo mai la soddisfazione di aver seminato per poi raccogliere qui tra non molto.
    Vediamo sull’invasione quante idee per non risolvere la questione.
    In quanti si adoperano per imporcela.
    E sui gay, si guarda agli USA come esempio ma sulla legittima difesa no. Non si guarda nemmeno verso la piu’ vicina Svizzera.
    E tutti, specie i SX e i CNTrini, hanno la verita’. Tutti gli altri no e per questo devono sottostare.
    Anch’io come tutti ormai, ho detto e ripetuto, fino alla nausea, e questo e quello.
    Penso che come tutti anche tu provi a cambiare metafore per vedere se trovi consensi nel tuo modo di vedere e ma poi siamo a punto ed a capo.
    La massa, diciamo padana, non ha il DNA politico che per esempio hanno quelli del resto d’italia. Sara’ per questo che la battaglia e’ persa..?
    Pensa che trovare un prefetto che si chiama lega e che va messo nella citta’ abbastanza leghista… la dice lunga su come si ragiona in certi ambienti.
    E’ logico che in Piazza dei Signori li’ a Treviso non sventolera’ mai e poi mai la bandiera dei veneti..!
    Siamo o no sotto occupazione..?
    Le regole sono quelle: come fecero gli europei quando conquistarono l’America del Nord. Ad ogni passo in piu’ spostavano la loro bandiera scansando quelle dei padroni di casa, i noti indiani o pellirosse che dir si voglia.
    Per il resto sappiamo come la gira… e dalla gabbia o pèrexon italia ti saluto e ti auguro di svegliarti un di’ libero ed indipendente: il mio sogno.
    Grazie e ciao.
    Ah, dimenticavo: o disincanto di massa o continueremo a soccombere e andra’ sempre peggio per noi sognatori.

Lascia un Commento