Come percepire la trombata dell’euro ma passare per scemi

Crisi economica, borse in calo, crisi dell'eurodi GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – Percepire. Ecco una parola usata sistematicamente a sproposito!

Leggo:

Percepire

  1. Acquistare coscienza di una realtà esterna o interna attraverso l’elaborazione organica e psichica di stimoli sensoriali: p. un odore, un suono, una diversità di tinte; p. una sottile differenza di significato tra due espressioni; p. un movimento, uno stimolo; p. un pericolo; assemblee, festival, referendum, raduni, congressi aperti a tutti, microfoni offerti a chiunque; eppure chi guarda da una certa distanza … percepisce soltanto uno stridio di politici che si becchettano tra di loro ( e ). Può essere costruito anche con la prep. di (percepii di essere in pericolo) o con che (percepimmo che stava per accadere qualcosa di brutto).
  2. Nell’uso amministrativo, riscuotere o aver diritto a riscuotere: p. uno stipendio di tot euro mensili; p. i frutti di un capitale. ◆ Il part. pres., non usato, è sostituito dalla forma latinizzante

 

La prima volta che si è  usata questa parola con il significato distorto è stato subito dopo l’ingresso dell’Italia nell’euro. Un mese dopo tale maledetto ingresso tutti gli italiani si sono accorti che si è trattato soltanto una grande bidonata perché i  prezzi  si sono praticamente raddoppiati.

Che cosa hanno inventato i sinistri , oltre alla solita colpa da affibbiare a Berlusconi? Che  gli italiani non avevano “percepito” la correttezza della decisione. Da allora il fronte della percezione è stato sfondato. Tutto ciò che non andava bene era “perché la gente non percepiva correttamente”. Ora perfino l’analisi del tempo atmosferico utilizza la “percezione”.

Si parla infatti, nelle previsioni del tempo, di temperatura percepita, diversa dalla temperatura misurata. A questi ignorantissimi bisogna cercare di far entrare nella testaccia che una temperatura non si percepisce: si misura.

Si percepisce uno stato di benessere o di malessere ambientale dovuto a tanti fattori: umidità, pressione, ventilazione, ecc. Tutti peraltro singolarmente misurabili. Hanno perfino inventato, gli ignoranti, una formula che permette di trasformare la temperatura misurata in “temperatura percepita”.

Volete una interpretazione corretta dell’uso distorto?

Eccola! Ho fatto una cavolata! Te ne sei accorto e me lo hai detto.  Non sapendo come rispondere dirò che tu hai percepito, non constatato la situazione (desumendo che è una cavolata). Sottinteso: “solo perché, a differenza mia sei buzzurro e ignorante”. Amen!

NON BISOGNA GENERALIZZARE 

Davanti ad una serie di fatti negativi, qualcuno è tentato di trarne le conclusioni. Direbbe allora, a difesa, il Signore De La Palisse: “Non bisogna generalizzare”.

Cominciamo a dire, per non cadere in errore, che nei fenomeni relativi alla natura, praticamente mai esiste il “tutto o niente”. Esiste solo la “percentuale”.

Se in una certa popolazione (in puro senso statistico) rilevo una certa percentuale di individui albini, posso concludere, in funzione del valore della percentuale di albini che quella popolazione è più o meno marcatamente albina, ma non sarà mai totalmente albina. Se voglio acquistare un buon cane da caccia, non andrò a cercarlo in un canile, ma presso allevatori qualificati avendo la garanzia che il cane che compro avrà quasi certamente caratteristiche venatorie elevate.

Quindi la frase “non bisogna generalizzare” non ha nessun valore logico e statistico.

Ricodiamo che il progresso della scienza è in prevalenza dovuto a GENERALIZZAZIONI. Newton , vedendo cadere una mela ha intuito, generalizzando, una Legge universale. Galileo, vedendo oscillare un lampadario, ha generalizzato la Legge del pendolo. Fleming, vedendo un provino andato a male ha generalizzato il concetto di antibiotico.

Non è quindi insensato il generalizzare. Per farlo occorre avere adeguati documenti e preparazione culturale. In parole povere il genio da un solo fatto intuisce e generalizza. Il cretino, da un milione di fatti, generalizza un bel niente.

A conclusione, volete vedere un bel problemino . Abbinsi davanti due scatole contenenti ognuna 100 palline verdi. La scatola A ne contiene altre 20 rosse. La scatola B ne contiene altre cinque rosse. Pescate una pallina in una scatola, a scelta, tenendo presente che nel caso peschiate una pallina rossa, pagate pegno.

In quale scatola pescate? Vi avviso: se pescate nella B siete un razzista, se pescate nella A siete uno sprovveduto.

DEMOCRATICO

nella successiva puntata

 

 

 

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