Come nella Prima Guerra Mondiale: Salvini, Bossi, Grande Nord. Vittoria o Caporetto, dipende dai colonnelli, non dai fanti

guerratempo di guerradi STEFANIA PIAZZO – Salvini in Sicilia è già andato a sbattere contro il muro. Fuori dalla giunta e per di più il suo consigliere regionale, Rizzotto, l’indomani del voto è indagato per questioni legate ad un ente che presiedeva. Salvini ha poi la grana Bossi che un giorno sì e l’altro pure tira la corda dandogli del fascista,  senza autista per andare a Roma. Il nodo della sua candidatura e del senatur che la spara grossa per alzare il prezzo, tiene banco nella cronaca politica. Anche se il Senatur l’altro giorno a Chignolo Po ha detto che lui non lascerà mai la Lega. Altrimenti la Lega “fascista” (lo ha detto lui di Salvini) si sfascia. Ma la Lega o è fascista o non lo è, e se lo è, è già sfasciata. In questa contraddizione bossiana, la Lega di Bossi, in ogni caso, non c’è più. Lo sa anche lui. A questo punto la presenza del padre fondatore  va spiegata o in termini affettivi, l’ho fatta e io ci resto, oppure nella lettura più cinica della politica, ovvero del non poter fare a meno di avere un ruolo di potere all’interno della Lega.  E quindi qualsiasi cosa succeda, che ci sia il Nord, che il Nord non ci sia, lui resta lì fino alla fine, ma con una carica.

C’è insomma una competizione al vertice, Salvini va avanti con una nuova classe dirigente, a trazione nazionale e non più settentrionale, e laddove lo è ancora, settentrionale, non sembra avere al momento quelle teste d’uovo di spicco che aveva almeno la Lega bossiana dei tempi migliori. Salvini interpreta se stesso e la Lega allo stesso tempo, è la Lega e i suoi dirigenti. Volti anonimi sconosciuti ai più. Tranne l’eminenza Giorgetti. Bossi invece era se stesso più i suoi uomini in grado si sfangarsela bene come ministri, sottosegretari, come sindaci.

Bossi a sua volta interpreta se stesso in questo film che di leghista ha ben poco. Il Nord è sparito, il voto dell’ultradestra è anzi gradito, ma Bossi persegue con tenacia la conquista di una candidatura nella Lega svanita nel nulla. Detesta il populismo ma chiede un posto nel partito populista. Denuncia la deriva fascista ma ci vuole restare. Ha avuto tutto e quello che nessun altro leader potrà mai avere dalla Lega. Ha scritto la storia. Salvini al massimo scrive su Facebook.

Cosa sarebbe meglio per il padre di un partito che ha segnato la fine della prima repubblica? Un posto in prima fila per assistere alla mutazione genetica della sua creatura o avere la forza di mandare a quel paese la Lega transgenica?

In tutto questo, Grande Nord, che Bossi guarda con rispetto e affetto, affermando più volte che un vuoto politico prima o poi viene occupato, ebbene, questo movimento ha l’ambizione di raccogliere e proseguire il cammino abbandonato dalla Lega di Salvini. La sfida è titanica, ma in politica  avolte basta essere nel posto giusto, al momento giusto, nella congiuntura favorevole….

Grande Nord ha appena lasciato al loro destino i primi amici di cordata, quelli di Indipendenza Noi Veneto. Onesti personaggi, stimati professionisti che però avevano come dato l’impressione di essere più preoccupati di non dar dispiacere a Zaia  (un loro amico siede in Corecom, nomina della Regione a guida leghista, forse questo doveva far riflettere da subito)  che non, piuttosto, a costruire una alternativa alla Lega. Inutile qui ricordare i ripetuti attacchi mediatici al nostro quotidiano, reo di criticare i due governatori leghisti, in particolare quello veneto, assenti a eventi culturali come il salone del libro di Francoforte. O reo di sollevare interrogativi sull’opportunità di scontare funerali o viaggi in cambio del voto referendario. Non è neanche poi mancato l’affondo della stampa sulla spa per soli uomini in Austria convenzionata con l’impresa di uno dei compagni di cordata del neonatomovimento, con un  trascorso anche in “Salviamo l’Italia”. Non era uno scherzo figurare terzo tra i fondatori dopo Colomban e Artom. Ora è,  nel nuovo aggiornamento, tra i portavoce di Salviamo l’Italia. Grande Nord, che prima pensa al Nord e poi al resto, lo sapeva? “Salviamo l’Italia” è una creatura di Massimo Colomban, geniale imprenditore che fu assessore 5Stelle a Roma, e che nel 2014 nel suo castello (sì, castello!), riunì tutte le anime indipendentiste e autonomiste. Insomma, una nebulosa dentro il sistema, antisistema ma fino a quanto davvero antisistema? Noi, un’idea, ce la siamo fatta. E ce l’eravamo fatta da tempo. salviamo italia

Fatto sta che Grande Nord, con l’ingresso recente di altre anime venete, Prima il Veneto e Veneto Stato, ha rivisto il proprio asset. Riazzerato il contachilometri, per non perdere tempo con quelli mandati da… che ora rientrano nell’orbita leghista e del salvataggio dell’Italia. Ma arrivare al voto e al consenso non è semplice. Servono, sia a Salvini, che a Grande Nord, bravi colonnelli. Hanno entrambe la fanteria, come l’aveva l’esercito che affrontò Caporetto. Nella prima guerra mondiale, i fanti hanno fatto il loro dovere. Avevano motivazione ideale, in parte, e in parte non avevano alternativa. Sono mancati i colonnelli. Salvini ha la rabbia di un Paese impoverito, Grande Nord ha la rabbia silente di un Nord svuotato. Ma lo sfruttamento dell’onda lunga, alla fine, si esaurisce. Vedano un po’ loro cosa gli manca per andare oltre la congiuntura dello scazzo collettivo.

 

 

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7 Comments

  1. giancarlo says:

    Per creare un’alternativa alla Lega servono tre cose:
    1) Soldi
    2) Colonnelli settentrionali
    3) tempo
    Stiamo assistendo anche in campo nazionale al sorgere di nuovi piccoli partiti dopo le beghe interne al PD e non solo, vedi AP di Alfano e non è detto che questi piccoli nuovi partiti riescano ad entrare in parlamento.
    Ho potuto assistere personalmente al fallimento di un tentativo di presentazione delle liste alle votazioni regionali Venete e anche al fallimento di un altro movimento indipendentista, vedi Indipendenza Veneta che dopo le elezioni regionali si è vista attribuire un misero 2.5%.
    L’improvvisazione o se vogliamo la fretta di fare a tutti i costi non pagherà mai.
    Gli elettori sono diventati molto esigenti oggi e piuttosto di buttar via il loro voto in torrentelli preferiscono dare il voto al M5S , che sappiamo tutti potrebbe o potrà diventare dirompente, se riuscirà a diventare il primo partito in italia, magari con una maggioranza sufficiente a poter governare o sgovernare.
    Il peggio è sempre in agguato e mi riferisco anche al PD, F.I. e LEGA a livello Salviniano.
    Se notiamo i risultati dei referendum consultivi per l’autonomia di VENETO e LOMBARDIA notiamo che sia i Veneti in primis e poi in misura più contenuta i Lombardi, quando gli si prospetta una soluzione intelligente la votano a piene mani e con la testa e non più con i sentimenti o l’ideologia o qualsiasi altro motivo.
    Dunque , se GRANDE NORD con i suoi promotori ha le carte in regola per poter competere ben venga, ma se invece è all’inizio di un cammino che necessariamente prevedo lungo e non breve per diventare il partito più importante nel Nord d’italia, ma manca di almeno uno dei tre punti sopra citati, senza che nessuno me ne voglia, suggerisco di provarci, senza tante illusioni, ma poi di strutturarsi come si deve e soprattutto di trovare i colonnelli necessari e non di meno i soldi da spendere nelle prossime campagne elettorali sia esse comunali, regionali o nazionali.
    Personalmente da indipendentista non mi suona bene entrare nelle istituzioni italiane per cercare di fare il Don Chisciotte contro uno stato sordo , indifferente alle istanze dei cittadini e soprattutto inefficiente sotto molti punti di vista e che ha degradato la costituzione a mero pezzo di carta da usare a suo piacimento.
    Vediamo il caso Dellutri che ha dell’incredibile. Non si garantiscono pene certe ai delinquenti, si cerca di riabilitarli magari lasciandoli evadere dopo licenze premio e si uccidono in carcere persone veramente malate. Questa volta è Dellutri…ma direi le stesse cose anche per altri che magari essendo di sinistra hanno avuto trattamenti umani e non criminali. Uno stato come questo è insopportabile !!!!
    Ritengo che i veri responsabili siano i politici i quali legiferano talvolta leggi assurde se non barbare o incomprensibili dal punto di vista della logica o del buon senso.
    La legge sulla legittima difesa è un esempio di come vengono considerati i cittadini poveri mentecatti che non sanno quello che vogliono e quindi se ne stiano buoni.
    Pertanto anche azioni innocue, se pur deprecabili , come quelle di FN o disordini sociali saranno da attribuire a questa classe politica la quale invece di essere trainante e incisiva a livello politico è assolutamente priva di qualsiasi visione del futuro e quindi inutile ai cittadini. E’ solo capace di agire sulle emergenze ed il più delle volte anche male, malissimo, vedi i terremotati, le alluvioni, etc..etc..etc..
    WSM

  2. Riccardo Pozzi says:

    Vorrei tanto condividere il residuo d’entusiasmo di Caterina ma temo sia tardi per ripartenze politiche da nuovi movimenti. Spero di sbagliarmi.

  3. Giuseppe modenesi says:

    Bossi è stato umiliato da salvini.se è un uomo vero deve andare da grande nord e combattere altrimenti è un pagliaccio attaccato ai soldi

  4. Ric says:

    “La rabbia di un nord svuotato” suona come ossimoro ;
    se è svuotato , anche la “rabbia” ne risente e prende sembianze conseguenti che potrebbero avere svariati aspetti che definirei “reattivi” , implicitamente disequilibrati , pretestuosi e pretenziosi , illusi cacciatori di glorie altrui ( vedi come esempio il poltronificio Grasso associati ) .
    Vedo più calzante il principio , mettiamola così, delle proprietà della materia , per cui dove c’e un corpo non ce ne può essere un altro .
    È appunto il corpo che catalizza la centralità degli interessi , l’unico che necessita di cogenza improrogabile.
    È la visione mediata per cui il volano energetico , cioè il POTERE , ha connotazioni apparentemente ideali e o metafisiche diciamo intangibili , ma la centralità di capitalizzazione è sempre tangibilmente materiale.
    In attesa di convinzioni antitetiche in grado di abbozzare un simulacro di convincimento .
    Quando muore Tito in Jugoslavia , salta il collante arcaico e arriva il conto da pagare delle questioni vere ;
    Bossi vivente , ha evitato il processo deteriore della nemesi che crudelmente si occupa soltanto di punirti per i fallimenti ed omette di proposito i tanti meriti ; l’ha “svangata “, perché quello che ha tirato in ballo era “merce di valore” (PADANIA) ed i meriti superiori ai demeriti .
    Se adesso , per mal riposta concezione di orgoglio e di parallelismo col (Gastone) Silvio , sente il vigore delle spinte popolari che rinvigoriscono motivazioni ed animus pugnandi , non modifica realisticamente la subentrata e stizzosa foga umorale uterina , per mettere ordine, e fine , a costruzioni dell’impossibile visto il calendario che nol consente a Kronos deroghe per causa forza maggiore ,
    dicevamo , tutte le varie tribù , e dico con rispetto forse troppo ossequioso , organizzano zingaresche iniziative , napoletanate folkroristiche destinate a MANDARE TUTTO A RAMENGO , MA PROPRIO TUTTO .
    Altro che spazio lasciato libero !
    Cosa vuol dire , con tutto rispetto GRANDE NORD ?
    Caso mai , prima facciamolo grande , poi lo attaccheremo alla parola nord , oppure lo fará qualcun altro , non importa !
    I furbacchioni del cambio casacca , opportunisti nella società lavorativa e quindi anche in politica trovano il modo per sistemarsi il culo e l’interesse di cui sopra menzionato ;
    Ergo , il giovane Salvini , che come caratterizzazione di virtú personale , abbonda di intuizione medianica , “sente” in anticipo ciò che agli altri arriva col ritardo del ragionamento .
    La base di partenza era un bel 3.5% tendente al ribasso con previsione dissoluzione da partito prima repubblica ; ha lavorato sodo e (SOLO ) ( “viva TRUMP , viva Putin , Le Pen , basta fascismo che non c’è più ,a me interessano i problemi della gente e del lavoro “ )
    Svuota le speculazioni dei comunistelli camuffati che invece , al contrario del fascismo , ci sono ancora , col pugno alzato , che per loro non è fuorilegge , nella melma dei media , degli sputtanamenti terroni della mafia di stato , del rancoroso mondo faresaico del catto comunismo d’elite , delle banche dell’Europa di complici inetti , pragmaticamente ha focalizzato il vero core business attualizzato rendendo fattibile una proposta politica non completamente avulsa dal progetto primordiale , o meglio ha voluto salvaguardare la genesi imprimatur della dignitá di polpoli laboriosi , identitá , e valore umano che accomuna : LIBERTÁ in casa propria .
    Piaccia o no ha presentato , agli ancora intronati dirigenti leghisti , una strada difficile ma percorribile , però con autonomia con riserva del 15% , bastante per riconquistata dignitá di trattativa ai tavoli pretenziosi dei rampanti del Berlusconesimo .
    Come fai a non sparire se ti comporti da autonomista d’osteria , da carbonaro , da fobico ?
    Dove vai a cambiar le stemmino , le storytelling , che puzzi d’incomprensione e semini incertezze ?
    Il voto ti fa sparire o il non voto nell’irrilevanza più assoluta perché tutto il mondo non ti capisce o non può seguirti , il che è anche peggio .
    Quel che non vuol intimizzare nel ragionamento il “purista” dell’indipendentismo variegato mondo , è che tale lavoro pragmatico ( quello di Salvini) ha reso possibile legittimazione implicita di popolo , ora declinabile nel proseguo di entitá con almeno minimo potere contrattuale , al cospetto delle non politiche partitiche delle caste e del sistema oppressivo che si apprestano , con le prossime elezioni , a metterci di nuovo nel sacco !
    Salvini propone come idea il Popolo centrale , dignità rappresentativa , questioni aperte vere , soluzioni da lavorarci con base di ragionamento e DNA abbastanza definiti e D.O.C.

  5. Riccardo Pozzi says:

    La domanda importante è sempre quella: quanto lascerà sul campo del norditalia la lega nazional-destrorsa di Salvini ?
    Perché se lascia la Lega 1 milione di elettori si apre uno scenario, ma se la lasciano in pochi o addirittura guadagna qualche voto, allora abbiamo poco da sbraitare sul salvinismo.
    Vuol dire che la partita è chiusa per sempre e invece di morire democristiani ci tocca soccombere da patrioti.

    • Stefania says:

      La partita è chiusa, Riccardo. Mi pare chiaro che il leghista dubbioso, se Bossi resta, vota ancora Lega turandosi il naso. Quindi Salvini, lo candiderà. Se poi dovesse uscire la questione dell’incandidabilità… ma è un altro discorso. Creare una alternativa politica al Nord è una impresa. E non è solo questione di risorse ma di colonnelli.

  6. caterina says:

    nel desolante panorama, leghista e forse anche degli altri partiti, per fortuna c’è qualcuno che fuori dalla mischia sta lavorando sodo nel silenzio assoluto della stampa e della mischia nostrana… appunto, lo si può seguire solo andando sul sito apposito o alle riunioni pubbliche che lì ci sono comunicate… l’ultima a Valeggio sul Mincio, la prossima mi dicono a Mestre… perciò a me più vicina e conto di esserci.
    Se non si esce da questo marasma non c’è salvezza… altro che Caporetto!

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