Come mai Lombardia e Veneto rifiutano di costituirsi in macroregione?

plebiscito-veneto

di SERGIO BIANCHINI – Ho ritrovato un interessante articolo di Giovanni Polli, http://www.lindipendenzanuova.com/e-se-i-piu-fedeli-alleati-del-mondialismo-fossero-proprio-i-sedicenti-sovranisti/: sul concetto di nazione molte dichiarazioni facilmente confutabili.

Ad esempio una:” Un feticcio che è anche e soprattutto un concetto fallace e mendace, inventato nell’Ottocento, quando le borghesie capitalistiche internazionali, in accordo e in alleanza con le cancellerie e gli eserciti, presero una cartina geografica e vi disegnarono sopra i confini degli Stati fantoccio che meglio si addicevano ai loro interessi economici e li battezzarono “nazioni”.

La nazione in Europa non è nata a tavolino nell’800 ma si è formata in secoli di guerre contro l’impero, contro il potere imperiale e papale nell’europa cristiana a guida Romana. Basta ripensare alla nascita della monarchia Francese tormentata oltre che dallo scontro col potere germanico da quello con la nascente potenza inglese.

Ugualmente la spagna è nata da secoli di conflitto con la presenza ed il dominio arabo. Italia e Germania sono venute quasi per ultime 150 anni fa. Anche le nazioni del nord, Danimarca, Svezia e norvegia sono nate dopo fasi di unione , contrasto, divisione. Ugualmente Irlanda e portogallo, Polonia, Ucraina, Serbia, Romania ecc.

Le nazioni Europee sono tutte figlie di poderose controversie e lotte a cui i popoli hanno partecipato a volte in maniera minore, altre con grandiosi movimenti. Anche a livello mondiale la nascita delle nazioni è ancora un fenomeno molto potente, basta ricordare l’indocina, il pakistan, il Bangladesh, l’Eritrea, la Somalia, le ex colonie portoghesi.

L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) è nata ufficialmente nell’ottobre del 1945 con la partecipazione di 50 nazioni. L’Italia aderì 10 anni dopo e la Cina attuale nel 1971. Oggi aderiscono all’organizzazione 193 stati del mondo su un totale di 206.

Certamente la dinamica della nascita di nuovi stati-nazione non è conclusa. Basta ricordare, per diluire un po’ giovialmente, il vecchio slogan Calderoliano ”Bergamo Nazione tutto il resto è meridione”.

Dico questo perché vedo nello scritto di Polli la consueta incapacità del nord di uscire da nostalgie secessioniste vaghe, concettuali ed irreali  e darsi davvero un programma d’azione concreta che lo faccia interagire attivamente con lo stato Italiano oppressivo.

Non è continuando a fare lotte vaghe per la supremazia di un concetto che veniamo fuori dai nostri pasticci. Non è forse un pasticcio un referendum sull’autonomia fatto da Veneto e Lombardia nello stesso giorno ma con due quesiti diversi? Diversi ma identici nella assoluta genericità che non fa capire nulla di ciò che verrà chiesto al governo dopo la vittoria quasi certa dello stesso. In Lombardia anzi possiamo dire vittoria certa vista la mancanza del quorum.

Per quanto mi sia sforzato non ho visto un solo scritto in cui si manifestino le richieste concrete che la Regione Lombardia farà al governo. Solo sempre vaghe dichiarazioni, ad esempio di Galli, sull’esistenza di 26 materie “CONVERGENTI” stato regione su cui si potrà andare a discutere.

Ma la Costituzione non dice che con lo stato si può solo discutere, dice che:

“Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.”

La dialettica è quindi tra principi generali e potere legislativo regionale, potere già vigente. Non ho ancora capito come la regione lombardia ed il veneto intendano misurarsi con questa dialettica, con quali obiettivi, con quali tempi, con quali passaggi.

Non ho ancora capito come mai Lombardia e Veneto rifiutino di costituirsi in macroregione acquisendo in tal modo una enorme forza contrattuale oltre che un assetto istituzionale adatto (così dicono tutti) alla propria storia e natura. Le classi dirigenti di veneto e piemonte sono come gli iceberg. La parte più grossa non si vede. E’ un po’ il vecchio stile democristiano, che a me personalmente non è mai piaciuto.

Davvero non c’è nessuno che creda nella trasparenza e nella chiarezza? Su queste due cose si che la Catalogna ci insegna molto!

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5 Comments

  1. Sergio Bianchini says:

    Non sarebbe l’obiettivo finale ma la transizione verso la macro regione nord.

  2. caterina says:

    Dato che e’ riproposto l’ argomento, faccio notare all’ autore che il Lombardo-Veneto e’ un’associazione imposta come residuo al di sotto delle Alpi dell’Impero austro-ungarico e mi e’ capitato di leggere come vedevano i Lombardi che assolutamente non coincideva con il rapporto con i Veneti, che peraltro sono stati gli ultimi a stacccarsi da Vienna dopo le vicende napoleoniche, tant’e’ che furono loro a salvarne l’onore nella vittoria di Lissa… insomma, da Vienna i Veneti hanno sempre avuto espliciti riconoscimenti e grande considerazione, anche se alla fine li dovettero abbandonare al loro destino italiano…e fu la fine di un’epoca millenaria e l’inizio di una precipitosa crisi che arriva fino ai giorni nostri per l’incuria e l’ignoranza con cui il potere centrale si e’ via via sostituito a chi era depositario della saggezza di governo di un territorio unico e fragile. Quanto all’ aspirazione di formare di nuovo il lombardo-Veneto, io che ho passato quarant’ anni della mia vita per motivi di lavoro a Milano, posso dire che mi sono sempre sentita ospite, scherzosamente sfottuta come la serenissima, e le parlate comuni milanese o veneto assolutamente due lingue diverse…e questo e’ molto signjficativo per considerare la peculiarita’ di entrambe le regioni, in futuro distinte ma sicuramente strette alleate.

  3. Paolo says:

    Il Veneto è una realtà a se stante, diversa da quello che è lombardia.

  4. giancarlo RODEGHER says:

    Egr. Sig. Bianchini, cerco di rispondere alla sua domanda in questo modo.
    Per noi VENETI ( oggi la possiamo considerare così) l’avventura con la LEGA NORD è stata un completo fallimento. Bossi ci ha messo del suo e si è uniformato prima della sua ” fine” al potere romano.
    Con il nostro Presidente ZAIA abbiamo dato credito nuovamente alla diventata LEGA la quale pur essendo al governo con il M5S si è guardata bene dal spingere sulle autonomie a causa della sua ” nazionalizzazione coatta”.
    Oggi ZAIA potrebbe godere del pieno appoggio dei VENETI se abbandonasse la LEGA ed entrasse a far parte del PARTITO DEI VENETI di recente fondazione. Ma, sembra che preferisca restare dov’è.
    Buon per lui perché moltissimi veneti, come il sottoscritto, pur avendo apprezzato il suo operato in Regione, abbiamo capito che non se la sente di lasciare la LEGA perché ciò sarebbe come lasciare la chioccia e soprattutto non se la sente di andare contro roma come dovrebbe fare se gli stasse veramente a cuore il VENETO ed i VENETI.
    Ma, tornando a noi il motivo è molto semplice. La LEGA NORD ci ha traditi più di una volta, ad iniziare dalla fagocitazione della LIGA VENTA e poi nel non portare a casa un bel nulla anche quando era al governo. Ergo è venuta a mancare la fiducia nei Lombardi ed il timore di una nuova inglobalizzazione in GRANDE NORD del PARTITO DEI VENETI.
    E’ chiaro che dobbiamo collaborare anche adesso ma è meglio restare autonomi. Un domani che certi risultati sono stati ottenuti si potrà valutare o una fusione o una collaborazione più stretta e strutturata per il bene comune delle due regioni.
    Ultimo punto ma non meno importante creare in LOMBARDIA e VENETO una classe dirigente politica che possa andare anche a Roma e far valere le nostre istanze e rivendicazioni. E’ ora che il NORD sia veramente rappresentato ed in particolare per le nostre due Regioni.
    Basta slogan che siamo egoisti, che pensiamo solo ai soldi, ed altre fregnacce meridionali…..i così chiamati anche ” terroni” , come noi ” polentoni”, devono capire che la festa è finita e bisogna arrivare ad arrangiarsi senza aspettare sempre la mamma che ti viene in aiuto.
    WSM
    WSM

  5. caterina says:

    Non riesco a capire la logica della proposta di una macroregione ipotetica Lombardia-Veneto, che trovo un nonsenso, quanto l’Italia unita…perche’ o si fa riferimento alla storia plurisecolare dei popoli che vi abitano, o consideriamoli tutti senza storia e facciamone pure un’accozzaglia uniforme, giusto per manipolarla meglio come e’ avvenuto dopo l’unita’ forzata perche’ cosi’ avevano deciso le centrali massoniche anglofrancesi con la subalterna compiacenza dei nostrani esaltati ed esterofili a tutti i costi, che magari poi sono stati istillati nei cervelli delle scolaresche come i padri della patria…. Un popolo vale se ha consapevolezza di quello che e’ stato nei secoli e ne va fiero e ne conserva la memoria e le tradizioni civiche e private, e fra queste prima di tutto la propria lingua parlata, piu’ ancora di quella colta, che a furia di imporla e’ diventata l’italiano, e fra un po’ divdntera’ l’inglese… senno’ si sara’ tagliati fuori dal mondo… e addio popoli! saremmo solo massa da manipolare a piacimento da chi avra’ interesse e potere per farlo… che brutta fine per l’umanita’!!!

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