Come i cittadini possono fare a meno di questi partiti

salvini2

di ENZO TRENITN –  «La dove i cittadini si manifestano in generale incapaci di affermare la loro personalità, i governanti li dirigono a modo loro come fossero marionette o li considerano come strumenti a loro disposizione.» lo sosteneva 115 anni fa Moisei Ostrogorski, [http://www.librerialafenice.it/libro/3813-La-democrazia-e-i-partiti-politici.html ] (Paris, 1903; the English edition, London, 1903) in “La democrazia ed i partiti politici”, Cap XII, par. VIII.

 

In sostituzione della forma-partito tradizionale, avrebbe auspicato la nascita di «organizzazioni single issue» (per singola questione), in grado di riunire i propri aderenti su obiettivi specifici e destinate a sciogliersi una volta raggiunto lo scopo prefisso. Gli iscritti, secondo Ostrogorski, sarebbero così stati affrancati dall’esigenza di assicurare una fedeltà irrazionale ed eterna; sarebbe venuta meno l’oppressione di una struttura organizzativa votata alla conquista del potere, innanzitutto attraverso il ricorso alla corruzione ed al clientelismo.

Per anni abbiamo scritto cercando di rilanciare quest’idea (sicuramente dagli anni di Tangentopoli), ma la cultura politica degli antagonisti al potere costituito, in UE e in Italia, sembra non ne abbia mai tenuto conto. E così dopo la scarsa o nessuna incidenza nel trasformare lo status quo da parte di molti, tra i quali il Partito Radicale, la Lega Nord, l’Italia dei Valori, di una pletora di partiti e movimenti politici sedicenti autonomisti, federalisti e oggi indipendentisti, per finire con il Movimento cinque Stelle, continuano ad allontanare il cittadino dalla politica, e dalle urne dove sempre più spesso si reca meno del 50% degli aventi diritto.

Eppure un’organizzazione «single issue»: Initiative für mehr Demokratie (Iniziativa per più democrazia), è presente da oltre vent’anni in provincia di Bolzano (o come preferiscono gli autoctoni: in Sud Tirolo), che il 25 luglio scorso ha visto crollare anche in quelle latitudini un muro. «La porta ora è aperta!» Scrivono in un loro comunicato [https://www.dirdemdi.org/images/it/pdf/Einladung_13102018_24_aoMitgliederversammlungmRoR_it.pdf ]

«Per che cosa? Perché diventi possibile tutto ciò che finora sembrava impossibile e non accada più quanto una maggioranza della popolazione non vuole. Questo finora era impossibile per via del quorum di partecipazione del 40% e perché mancava lo strumento del vero referendum sulle leggi provinciali, quello confermativo. Con la nuova legge noi cittadini ora possiamo portare davanti al popolo (come dicono gli Svizzeri) molte delle questioni che riteniamo importanti. Il quorum rimanente del 25% non è una soglia da temere, e con l’opuscolo referendario previsto è garantito che tutti gli aventi diritto al voto siano informati in modo oggettivo sul quesito referendario e in modo equiparato sulle argomentazione dei sostenitori e degli avversari.»

Naturalmente non tutto è stato ottenuto, e per questo proseguono: «Noi abbiamo da sistemare ancora alcune cose importanti: i nostri temi di base! In primo luogo va riformata la nostra democrazia parlamentare locale, nella quale non è realizzato nemmeno integralmente il principio di divisione del potere e che ci costringe a votare partiti e non persone. Essa va ridisegnata in modo totalmente nuovo mettendo al centro l’interesse dei cittadini. Il passaggio dall’attuale forma di democrazia di concorrenza, con la quale non si riesce ad andare alla radice dei veri problemi e che si dimostra improduttiva ed elitaria, ad una democrazia di concordanza tesa alla collaborazione dell’intera società sarebbe fattibile in tempo per le elezioni del 2023. La nuova legge sulla democrazia diretta purtroppo non è ancora una vera buona legge, ma è un apri porta che va utilizzato per migliorarla […] Oltre a ciò, la normativa va in ogni modo sviluppata ulteriormente. […] Ci portiamo poi dietro da tempo anche l’idea di una costituente per l’Alto Adige, un’assemblea di persone nominate dai cittadini che, con l’apporto di esperti e in stretta collaborazione con la cittadinanza, elaborino una costituzione per la nostra provincia che farà da base per il suo futuro in un’Europa post-nazionale. Anche questo ora può essere realizzato attraverso un’iniziativa legislativa popolare! Un intero pacchetto per la democrazia, dunque? E perché no?»

E per comprendere appieno la proposta di Initiative für mehr Demokratie [https://www.dirdemdi.org/it/?jjj=1537691436835 ], si pensi alla speculazione intellettuale di W. Sultan, che in particolare, dà una interpretazione originale della tesi ostrogorskiana sostenendo che l’autore russo presenti il moderno partito politico come macchina centralizzata al servizio del leader, e della quale il leader non avrebbe potuto fare a meno per raggiungere i suoi scopi. Umberto Bossi docet. Non bastasse anche Noam Chomsky afferma: «Penso che la vera democrazia sarebbe molto più efficace senza quelli che chiamiamo partiti politici, che funzionano solo come macchine per la produzione di candidati. […] La gente si radunerebbe pubblicamente e deciderebbe quale politica preferisce e direbbe ai candidati: “Questa è la politica che desideriamo; se sei in grado di portarla avanti bene, altrimenti vai a casa”. Questa sarebbe una democrazia effettiva.» E questo ci riporta alla constatazione dei risultati elettorali, che non superano mai il 3%, dei numerosi sedicenti partiti e movimenti indipendentisti veneti.

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

Leave a Comment