Come hanno demolito la scuola italiana 3/ La folle morte delle scuole magistrali

Scuola, Esami di Maturità
di SERGIO BIANCHINI –  Lo smantellamento delle scuole magistrali venne attuato mediante l’innalzamento del titolo di studio di base per l’aspirante maestro. Dal diploma si passò alla richiesta della laurea. Richiesta presentata come necessaria e rispettosa della grande importanza della funzione del maestro. Da allora tutti i maestri non laureati si sentirono ignoranti, retrogradi ed inadeguati anche se la realtà scodellava sotto gli occhi di tutti la crescente inadeguatezza didattica e gestionale dei nuovi maestri. Ho verificato di persona questa realtà in 7 anni di direzione elementare nel corso dei quali le maestre solo diplomate gradualmente andarono malinconicamente in pensione, sostituite dalle nuove maestre laureate, sensibilissime alle sollecitazioni dei media ma spessissimo incapaci di gestire sia le classi che le problematiche dei singoli alunni e delle famiglie.

Questo smantellamento è durato alcuni decenni ( nel ’98 cessò la valenza del diploma magistrale come abilitante all’insegnamento) ed ha ancora degli strascichi (15) ma complessivamente è avvenuto senza clamore mediatico e teorico.

Le amarezze delle maestre tradizionali non sono state supportate da nessuno. L’impeto del ’68, dell’anticlericalismo, del modernismo, del liberalismo, del nuovo cattolicesimo, non hanno lasciato scampo.

Ma proprio a funerali ormai fatti scopriamo che la vita nelle classi elementari è  divenuta sempre più aspra e stressante. Scopriamo che già in prima elementare il buon clima ed il buon governo della classe sono ormai eccezioni, aprezzatissime dai genitori e dai bimbi come un miracolo. Più spesso sono un sogno.

 

LA FEBBRE NELLA SECONDARIA SUPERIORE

 

La febbre tempopienista negli anni ‘90 si estese anche alle scuole medie superiori proprio nel corso del procedimento rompicapo per eliminare l’anomalia magistrale. Infatti il diploma magistrale si otteneva in 4 anni dopo la media a differenza dei cinque anni necessari per gli altri diplomi. Scattò il sacro principio dell’uniformità.(16)

Si sarebbe potuto anche equiparare sui 4 anni il percorso di tutte le scuole superiori dando così anche all’Italia i tempi dei diplomi europei. Ma questa idea, sollevata per due volte dai ministri Berlinguer e Moratti nel ‘96 e nel 2001 fu osteggiata furiosamente, ovviamente in nome della suprema qualità dell’istruzione, in realtà per difendere l’organico pletorico.

La qualità della scuola però ha continuato a diminuire in tutti gli ordini di scuola.

Il processo di uniformazione a 5 anni ( con 32 ore settimanali medie) delle scuole secondarie è durato 40 anni e si è concluso con la riforma Gelmini nel 2010(17), a regime da questo anno, che ha rappresentato anche la fine di tutte le sperimentazioni secondarie e degli istituti professionali di stato triennali.

Nelle sperimentazioni l’enfasi era sempre ‘metodologica’  e “culturale” tuttavia dietro le quinte avanzava, sempre, inesorabile per gli studenti e per la spesa pubblica ma appetibile per tutti gli …ismi,  l’aumento quantitativo de curricolo.

Nelle sperimentazioni Brocca si raggiunse, negli anni ’90, l’acme del furore tempopienista che vide modelli di  34-35 ore settimanali.(18)

In quegli anni l’idea che tutto si risolvesse aumentando il tempo scuola a tutti,salvo i docenti ai quali anzi nelle elementari l’orario era passato da 24 a 22 ore settimanali, era diventata in Italia un dogma furioso .

 

CONCLUSIONE

Viste dall’angolazione che ho cercato di prospettare le  “riforme” degli ultimi decenni  furono, sulle spalle degli studenti, riorganizzazioni funzionali principalmente all’aumento del personale, protetto e garantito dal vero gestore della scuola, il sindacato. I risultati, sia sul terreno dell’apprendimento che su quello formativo sono disastrosi ed il clima delle scuole è ormai disarmante.

Bisognerà meditare molto e con sincerità sulle macerie che abbiamo creato per trovare la forza di fare almeno una riforma vera.

(3-FINE)

 

 

 

NOTE

 

   (15)   Il diploma di scuola o istituto magistrale è titolo a tutti gli effetti abilitante

21.05.2014

Categoria: Personale precarioReclutamento e Precariato 

Giovedì scorso, 15 maggio, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 il decreto del Presidente della Repubblica (dPR) 25.3.2014, con il quale è stato recepito il parere della seconda sezione del Consiglio di Stato espresso nell’adunanza del 5.6.2013 a seguito di ricorso straordinario riguardante il valore abilitante dei diplomi di scuola e istituto magistrale conseguiti entro l’anno scolastico 2001/02.

Il parere in questione, accolto nella sua interezza dal dPR, riconosce il diritto dei diplomati della scuola dell’infanzia e primaria all’inserimento nella II fascia delle graduatorie d’istituto.

 

*See more at: http://www.cislscuola.it/index.php?id=3023&tx_ttnews%5Btt_news%5D=25390&cHash=494d4eb07b4e19fc93ab545a583141c2#sthash.VfUjkfat.dpuf

 

(16)

……..Successivamente, con la legge n. 919/1969  (Legge Sullo) si stabilì che fino all’attuazione della riforma universitaria che fu poi varata molto tempo dopo  con la L. 341/1990,  potevano iscriversi a qualsiasi corso di laurea non solo  i diplomati degli istituti secondari di secondo grado di durata quinquennale, ma  anche i diplomati  degli istituti magistrali e dei licei artistici che avessero però frequentato con esito positivo un corso annuale integrativo. I corsi annuali integrativi, destinati agli alunni in possesso di maturità magistrale, furono istituiti al Regina Margherita di Salerno nell’a.s. 1969/70. Tali corsi comprendevano due indirizzi (giuridico e scientifico) che prevedevano per entrambi  l’italiano, la matematica e la storia  come materie fondamentali, e le scienze o il diritto per l’uno o l’altro indirizzo.

Con il Decreto Interministeriale del 10 Marzo 1997 si dette finalmente  attuazione alla  L. 341/ 90 che   prevedeva  l’istituzione di uno specifico corso di laurea, articolato in due indirizzi, per la formazione degli insegnanti della scuola materna e della scuola elementare. L’articolo n. 1 del predetto decreto  prevedeva anche, dall’a.s.1998/99, la soppressione dei corsi di studio ordinari (triennali e quadriennali) rispettivamente della scuola magistrale e dell’istituto magistrale e la soppressione,   dall’a.s. 2002/2003, dei corsi annuali integrativi che si svolgevano negli istituti magistrali. Nello stesso articolo si precisava anche che sino all’introduzione del nuovo corso di studi in via ordinamentale,  nella scuola magistrale e nell’istituto magistrale potevano  continuare a funzionare fino ad esaurimento i corsi sperimentali quinquennali  (autonomi e/o riferiti al Progetto Brocca), istituiti a norma dell’articolo 278 del  D.Lgs. n. 297 del 1994. Il primo Indirizzo del Progetto Brocca  istituito al “Regina Margherita” fu  quello linguistico al quale si aggiunsero, successivamente, gli indirizzi socio-psico-pedagogico  e scientifico-tecnologico, indirizzi che hanno funzionato  con esiti positivi per parecchio tempo…….

 

Il Progetto della Commissione Brocca

La Commissione “ Brocca”, così chiamata in quanto presieduta dal sottosegretario on. Beniamino Brocca, ebbe l’incarico nel 1988 di rivedere i programmi e gli ordinamenti  del biennio e, in vista della successiva riforma, anche i programmi e gli ordinamenti del triennio della scuola secondaria superiore. I lavori della Commissione terminarono nel 1991 e i risultati del lavoro svolto  hanno costituito  gli indirizzi di studio sperimentali che la maggior parte delle scuole secondarie hanno adottato.

Il progetto Brocca costituiva un concreto passo in avanti verso il rinnovamento, sia strutturale che programmatico, che da molti anni si auspicava per la scuola secondaria superiore in vista della libera circolazione in Europa dei titoli di studio e delle competenze previste dalla CEE già a partire dal 1993. Poiché alla data del 1991 non erano state ancora ritenute valide ai fini normativi  le numerose proposte sperimentali offerte dalla scuole e/o promosse su larga scala dalla stessa Amministrazione, il Ministero offrì a tutte le scuole, sia statali che non statali, l’opportunità di accostarsi al progetto Brocca per  valutarlo e  sperimentarlo gradualmente al fine di verificarne la coerenza con  la domanda formativa. La  sperimentazione prese dunque il via nel 1991/92  ad opera del Ministero su di un campione nazionale rappresentativo dei vari  indirizzi e delle diverse realtà territoriali. In tale sperimentazione furono  coinvolte, ai sensi del DPR 419/74,  sia scuole in cui era già in atto  una sperimentazione, sia scuole non sperimentali.(la sottoscritta ha partecipato ai lavori della Commissione Brocca  nel Gruppo disciplinare della Biologia),……

 

*ISTITUTI MAGISTRALI: STORIA, RIFORME, SITUAZIONE ATTUALE

 

di  Anna Marra Barone

 

 

(17) Tempo scuola oggi in vigore dopo la riforma Gelmini (Tabella dell’autore)

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Nel 1977 si pose fine al decennale dibattito sul latino, decidendo di eliminarlo completamente dalla scuola media. Contestualmente, “educazione tecnica” ed “educazione musicale” divennero insegnamenti stabili nell’intero triennio e l’orario settimanale fu portato a 30 ore.

A parte qualche sperimentazione e la seconda lingua straniera, il quadro orario settimanale emanato nel 1979 non subirà più mutamenti significativi.

 

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Sperimentazioni Liceali degli anni 90 (dal 1989- al 1999)

Contesto storico

I corsi sperimentali più diffusi nacquero nel 1989 sperimentazioni liceali autonome 5 anni , e nel 1990 si delineò il progetto di laurea per l’insegnamento nei nidi d’infanzia, nella scuola d’infanzia e nella scuola primaria. Nel 1991  sono soppressi i licei autonomi e attivati i licei (progetto Brocca) di 5 anni della circolare ministeriale, tra gli altri il Liceo psico- socio-pedagogico(1992/2010)  e il Liceo delle scienze sociali (1998-2010) questi permettevano l’insegnamento (fino al 2002) dopodiché solo l’accesso all’università qualunque facoltà qualunque corso di Laurea, insieme alle scuole magistrali 3 anni per insegnare alle scuole materne fino al 1998 e agli Istituti magistrali 4 anni per insegnare alle scuole elementari fino al 1998 e dal 1996 corso di laurea quadriennale i scienze della formazione primaria per gli insegnanti di scuola materna e scuola elementare.

Cronologia

1989 nuovi orientamenti scuola materna

1990 L. 148 del 1990 ristrutturazione della scuola elementare e nuovi orientamenti materna; 1991- 1998 in questi anni a fianco alle scuole magistrali triennali e agli istituti magistrali quadriennali i licei sperimentali quinquennali; 1992-1994 seconda repubblica;

 

 

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Sperimentazione Brocca socio-psico-pedagogica

1995 Terza repubblica;

1995 trasformazione da Facoltà di Magistero in Facoltà di Scienze della Formazione;

1996  Facoltà di Scienze della Formazione corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria 4 anni (insegnamento sia scuole materne sia scuola elementare)si accede dopo qualunque liceo 5 anni;
1997/98 soppressione scuola Magistrale di 3 anni per insegnare nella scuola materna;

1997/98 soppressione Istituti Magistrali di 4 anni per insegnare nella scuola elementare;

1998/1999 da quest’ anno funzionano solo i Licei sperimentali e progetto Brocca anche se l’abilitazione all’insegnamento per i diplomati rimarrà fino al 2002;

 

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One Comment

  1. lombardi-cerri says:

    UCAS Ufficio Complicazione Affari Semplici!

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