Come cambiare pacificamente l’attuale forma di governo?

di PAOLO BONACCHI

Invito gli amici a diffondere quanto sotto riportato, nella certezza che interesserà a ben pochi e che  il destino, purtroppo, continuerà a guidare chi vuole lasciarsi guidare e a trascinare chi non vuole, indipendentemente dalla sua colpevolezza e dalla sua innocenza. Se ne avessi la possibilità, istituirei un premio di 1.000.000 di euro per chi fornisse una risposta sensata su COME CAMBIARE PACIFICAMENTE L’ATTUALE FORMA DI GOVERNO per vivere felici.

Si potrebbe pensare, come alcuni credono, che uscendo dall’Europa e avendo la possibilità di stampare moneta, il nostro paese uscirebbe dai guai in cui si è cacciato. Ma riflettendo sul fatto che i problemi attuali li avevamo anche prima che si formasse il mega-stato voluto dai burocrati-parassiti di ogni comunità dell’Occidente e che i difetti strutturali e morali del sistema politico ed economico sono pressappoco gli stessi del passato, credo proprio che seguendo questa strada non si farebbe altro che allungarne di poco i tempi del fallimento e che sarebbero le nuove generazioni innocenti a pagare per i nostri errori con nuova povertà, atrocità, violenza, e guerre.

Da parte mia sono convinto che chi volesse vincere il premio dovrebbe ragionare sulla base di concetti estranei al modo attuale di pensare il governo della comunità locale e nazionale e dovrebbe concentrare la sua attenzione sulle seguenti parole: STATO, GOVERNO, CONVENZIONE e CONTRATTO.

Senza un’accurata e condivisa definizione di questi quattro termini, infatti, ritengo impossibile dare la risposta richiesta per il premio e credo che colpevoli e innocenti dovrebbero subire lo stesso destino: una rivoluzione sanguinosa e violenta che ogni persona sensata dovrebbe rifiutare, perché la storia ha dimostrato che non avrebbe altra conseguenza che quella di ripristinare il vecchio regime sotto nuove apparenze di forma, ma non di sostanza.

La sfida è aperta. Io spero che persone di buona volontà e libere dagli intrighi dei poteri costituiti la raccolgano e che possano finalmente trovare una terra consacrata sulla quale tendersi una mano leale e parlare in nome di uno spirito comune, che è quello della spontaneità del diritto e della cooperazione con i propri simili in vista del reciproco interesse.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

17 Comments

  1. roberto mihel says:

    Uscire dall’Europa, da un’istante all’altro??? Non mi convince (come idea)!!! Piuttosto bisognerebbe farlo con un altro Governo -molto più solido ed onesto da quello attuale-. Intanto i deputati ed i senatori dovrebbero rinunciare a tutti i generi di rimborso spese ed abbassarsi, in contemporanea, gli stipendi! 35.000 euro e non di più! Dovremmo ristabilire una quota monetaria diversa ecc. Sapete che sacrificio costerebbe a “lor signori” (e qui inquadro tutti i politici!) Per lo più bisognerebbe espellere gli “ultimi arrivati” perché realtà di tipologia similar mafiosa… Sì, si potrebbe fare: ma è volontà di tutti???

  2. giancarlo pagliarini says:

    Bravo Paolo. Scrivi: “Si potrebbe pensare, come alcuni credono, che uscendo dall’Europa e avendo la possibilità di stampare moneta, il nostro paese uscirebbe dai guai in cui si è cacciato. Ma riflettendo sul fatto che i problemi attuali li avevamo anche prima …” Verissimo!!! Ciao

  3. Toscano Redini says:

    o credo che prima di ogni altra cosa, prima di ogni altra priorità, vi sia quella di uscire dall’Italia, a ogni costo… Comunque vada sarà sempre meglio che tirare avanti penosamente in questa schiavitù ben mimetizzata da criminale buonismo democristosocialcomunista.

    Ceterum censeo Italiam delendam est!

    P.S. Un sentito grazie a Giovanni Birindelli. Grazie.

  4. luigi bandiera says:

    L’italia e’ paragonabile alla ex URSS.

    Ha fatto come ha fatto il komunismo sovietiko: ha imposto la kultura di cui la lingua su tutti gli stati occupati. Almeno dove pote’ farlo.

    Cosi’ fu qua con l’italia stato komunista che ha imposto la “SUA KUULTURA” su tutto il territorio politiko.

    Per questo negli inkontri piu’ o meno culturali e o politici si pecca di trikoglionismo.

    Anche nel volere l’ AUTODETERMINAZIONE o l’ INDIPENDENZA l’accento e’ trikoglionante.

    Bisogna abiurare la kuultura italiana che e’ imposta da poco tempo dato che prima non esistendo l’italia non poteva esistere.

    Qui le CULTURE erano e sono altre, non certo trikolori.

    Diciamo che dobbiamo perdere la pelliccia trikolorita e indossare quella nostra ORIGINALE vecchia di millenni..!

    Questo non vuol dire che dobbiamo tornare al passato, ma appropriarci della nostra vera CARTA DI IDENTITA’..!

    Se non faremo questo rimarremo sempre come l’italia ci ha voluti: con pelliccia, di cui la carta di identita’, TRIKOLORE..!

    continua

  5. Castagno12 says:

    A MALGHER.

    Lei ha scritto: “Ci si salva salvaguardando la nostra identità di popolo padano”

    1) Ma il popolo padano, eterogeneo, mescolato, incrociato e invaso, da chi sarebbe costituito ora ?
    E questo ipotetico popolo che dovrebbe salvaguardare (ADESSO ?) la sua identità, in questi ultimi 20 anni si è fatto rappresentare dalla coppia Berlusconi / Bossi.
    Una scelta bizzarra per la salvaguardia suddetta.

    2) Abbiamo un avversario potente, il Governo Mondiale ricco, spregiudicato, aiutato ed assecondato dai “politici” approvati e finanziati anche dai “padani”..
    Ed ora dovremmo liquidare questa potenza salvaguardando la nostra identità ?

    La sua proposta equivale a quella di curare il cancro con l’aspirina.

    3) A parte dette difficoltà oggettive, lei, in concreto, cosa propone di fare ?

    In altre parole, domani mattina, appena alzato, cosa dovrò fare per dare il mio contributo per la salvezza della nostra identità ?

    Al riguardo, io da tanti anni faccio più cose, ma potrei aggiungerne volentieri della altre al mio menu.

    4) Riguardo al Piano Kalergi non so nulla.
    Ma visti ora i problemi trattati, riguardo a quello specifico dell’immigrazione, viene confermata la validità di quanto ha denunciato il libro che ho più volte segnalato: “Il vero volto dell’immigrazione – La grande congiura contro l’Europa” – di Giuli Valli – Editrice Civiltà – Brescia.

    5) Lei termina dicendo “Riflettete”.
    Veramente, più che riflettere, sarebbe ora di agire.
    Ma, realisticamente, forse ha ragione lei.
    Non si può chiedere troppo ai padani residui, smarriti e seguaci fanatici del primo “cascia ball” che li fa sognare..

    Io stesso ho più volte scritto che, con la mente, il popolo padano si trova in SONNO PROFONDO !

  6. Castagno12 says:

    Il quesito posto da Paolo Bonacchi “Come cambiare l’attuale forma di governo” non è proponibile.

    I fatti hanno dimostrato che l’italia “unita” non è riformabile nè governabile. Non si tratta di “una mia verità”.
    E una ipotetica consultazione popolare non darebbe risultato favorevole alla divisione in quanto più della metà degli italiani (i mantenuti + gli ostinati), vuole mantenere l’attuale situazione di facciata.

    Se per assurdo, dalla divisione, si dovessero realizzare nuove Entità territoriali, autonomia, gestione e indipendenza di queste costituirebbero un punto interrogativo.

    Per quanto riguarda la Padania, l’attuale sottomissione al Governo Mondiale, la popolazione culturalmente eterogenea e inaffidabile, la presenza di stranieri che aumenta ogni giorno, sono realtà che impediscono di poter programmare: “Da domani, Nuova Gestione, si riparte da zero”.

    Le premesse per un decisivo cambiamento della situazione possono solo derivare da azioni del popolo.
    Ma questo non intende agire in quanto NON è un popolo: è solo una massa di persone presenti, in quantità eccessiva, su un territorio chiamato Padania.
    E anche i NON mantenuti sostengono e finanziano quelli che procurano loro danni e relative lagnanze.

    “Uscire dall’Ue e avere la possibilità di stampare moneta” certo non cambierebbe nulla, se l’emissione di valuta continuasse a restare nelle mani di PRIVATI.

    “I problemi li avevamo anche prima” della imposizione dell’Ue in quanto, ANCHE PRIMA, Bankitalia era in mano a PRIVATI che gestivano l’emissione di valuta.

    Siamo immersi in problemi gravi, complicati e non risolvibili a causa di una popolazione fatiscente alla quale, Lorsignori, fanno agevolmente la festa.

    Però la speranza di salvezza è l’ultima a morire, a patto che si forniscano ai residenti poche indicazioni, ma precise, incontestabili, che diano la dritta e che stimolino all’azione.

    Purtroppo l’articolista ha dato il suo contributo per aumentare la confusione in tante menti disinformate e fragili.

    L’appello finale non supera i limiti di una pur volonterosa Dama di San Vincenzo.

  7. Malgher says:

    Ci si salva salvaguardando la nostra identità di popolo padano.

    L’IDENTITA’ consiste nel modo d’essere di un popolo, ovvero nel prodotto delle sue tradizioni, dei suoi costumi, della sua storia, della sua religione, della sua cultura.
    L’identità si impronta a vari livelli: dalla famiglia, al comune, alla regione, alla nazione, fino all’ambito della propria civiltà.

    Ogni identità ha davanti a sé tre strade: rinunciare a sé stessa, trasformarsi in integralismo, restare sé stessa.

    Seguendo le prime due strade trascende nella ideologia, seguendo l’ultima si preserva.

  8. Malgher says:

    Il concetto di “nazione”, in senso lato, è superato e, a maggior ragione, non è una lingua o una religione che lo determinano. Ciononostante negli ultimi 220 anni questa misera Europa su questo ha fondato la sua esistenza sia politica sia economica. Unica variante la vicina Svizzera dove le regole di consultazione diretta permettono di tenere sotto controllo, pur anche loro con difficoltà, la nascita di figure politiche (in particolare partiti) che, di fatto, si sono sostituiti ai “principi medioevali”.
    La stessa nazione “italia” nasce, quindi, per instaurare un percorso storico-culturale adatto ad aggregare massimamente più popoli sotto un unico ordinamento statuale ed assoggettarli; permettendo ai nuovi “signorotti” di realizzare i loro progetti culminati oggi con la cosiddetta “europa unita”.
    Europa unita che si inserisce in un piano di controllo mondiale: il cosiddetto nuovo ordine mondiale tanto caro a quelli che si credono gli “eletti”.
    A tal proposito vi inviterei, tutti quanti, a documentarvi su cosa sia il “piano Kalergi”.
    Leggetevi questo passaggio esemplificativo!
    L’ESSENZA DEL PIANO KALERGI
    Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’elite al potere.
    «L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità. [2]
    Ecco come Gerd Honsik descrive l’essenza del Piano Kalergi
    Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente,l’eliminazione delle nazioni per mezzo dell’immigrazione allogena di massa. Affinchè l’Europa sia dominabile dall‘elite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. A questi meticci egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell‘elite.
    Eliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimoattraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Abolendo il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscirà a reprimere la massa.
    I politici del suo tempo diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano e le banche, la stampa e i servizi segreti americani finanziarono i suoi progetti. I capi della politica europea sanno bene che è lui l’autore di questa Europa che si dirige a Bruxelles e a Maastricht. Kalergi, sconosciuto all’opinione pubblica, nelle classi di storia e tra i deputati è considerato come il padre di Maastricht e del multiculturalismo.
    La novità del suo piano non è che accetta il genocidio come mezzo per raggiungere il potere, ma che pretende creare dei subumani, i quali grazie alle loro caratteristiche negative come l’incapacità e l’instabilità, garantiscano la tolleranza e l’accettazione di quella “razza nobile”.

    RIFLETTETE GENTE RIFLETTETE ! !

    • emilia2 says:

      Appunto, il piano Kalergi vuole eliminare gli Stati nazionali o anche bi-trinazionali ma tradizionali come la Svizzera, e gli indipendentisti che vorrebbero frantumare l’Italia in tanti staterelli collaborano a tale piano.

  9. bacca says:

    PAOLO BONACCHI o voi redazione, se riuscite a contattami via mail, sto lavorando proprio su questi concetti a qualcosa di nuovo.
    Vorrei girare a Paolo alcuni appunti, la mia mail dovrebbe essere visibile per voi.
    Grazie

  10. luigi bandiera says:

    Alla domanda: come cambiare pacificamente l’attuale forma di governo?

    R: IMPOSSIBILE!

    Per cambiare questo governo di questo stato ci vuole o la FAME o una gran baruffa.

    Pensare ad altre alternative e’ TEMPO PERSO.

    Perche’ affermo cio’..?

    Perche’ cambiare legge elettorale o cambiare partiti o cambiare uomini a capo dei partiti di cui il governo, e’ veramente INUTILE..!

    TUTTO TEMPO PERSO..!

    Perche’ dico cio’..?

    Perche’ l’italia non e’ MAI STATA UNA E INDIVISIBILE..!!

    NON E’ UNITA, e volete che sia una e indivisibile..??

    Forse sul calcio diventa unita, ma poi sulla legge da rispettare, sulle tasse da pagare o non pagare e via discorrendo, non e’ ne un popolo e ne una nazione di cui lo starnazzare inutile dell’unita’.
    Non siamo tutti kompagni sebbene abbiamo leggi komuniste che ci dovrebbere porre davanti alla legge tutti KOMPAGNI.

    Osservando bene la vera unita’ c’e’ l’abbiamo solo sulle DISGRAZIE..!

    BISOGNA RIVOLTARE COME UN CALZINO QUESTO STATO..!!

    Dopo si il governo tornerebbe a fare il governo come si deve. Sarebbe anche possibile cambiarlo a piacimento.

    Oggi voti tizio e va a comandare caio.

    Bella no, sta kax di demoniokrazia.

    continua

  11. pippogigi says:

    Premesso che noi non siamo italiani, quindi di cosa accadrà in italia non deve importarci nulla, penso che il quesito sia mal posto.
    Comunque la risposta, che vale sia per la futura confederazione padana che per chi vuole (ahimé) restare sotto l’occupazione italiana e vedere distruggere la nostra cultura, lingua e storia è una sola: basta copiare un modello di successo.
    Un modello di successo vicino vicino, facilmente analizzabile da chiunque è quello Svizzero.
    Quindi la risposta è: occorre adottare la Costituzione svizzera (quindi il veneto, il piemontese, il francese, ecc sarebbero lingue ufficiali ed uniche nei territori di spettanza (perciò nessun falso bilinguismo come in Vald’aosta che poi diventa monolinguismo), adottare il codice penale, civile, tributario, stradale svizzero.
    Adottare il sistema tributario svizzero comporterebbe un immediata riduzione della pressione fiscale con beneficio di tutti.
    Tutto questo ha due condizioni: l’uscita dall’euro e l’adozione di una moneta con rapporto di cambio di 1 a 1 con il franco svizzero, annullamento del debito pubblico (la nostra struttura di spesa pubblica deve ricalcare quella svizzera). Da notare che il sistema svizzero prevede la democrazia diretta, non ci sono trasferimenti da cantone a cantone ma solo all’interno dei cantoni (quindi in magnagrecia finirebbero le false pensioni d’invalidità o i falsi posti di lavoro pubblici nonché la rapina metodica dei risparmi e dei guadagni dei padani).

    • Enzino53 says:

      Anche il modello svizzero in mano a dei cialtroni come i nostri politici finirebbe in un disastro. Non è il modello che conta, sono le persone che lo utilizzano a fare la differenza. Se fossimo tutti onesti immacolati basterebbe l’autogestione. Le leggi servono per far rispettare le regole e mettere sanzioni a chi non le rispetta. Se non capite questo assolvete la marmaglia di parassiti che “per colpa di un cattivo impianto governativo” non riescono a governare bene. Balle. Sono i parassiti dello stato e i piagnoni del sud che hanno devastato l’Italia. Vi ricordate i camion bruciati al sud per protesta contro gli inceneritori? E dov’erano quando centinaia di camion al giorno sversavano in mezzo ai campi rifiuti di ogni genere e non parliamo dei rifiuti urbani ma adirittura di scorie nucleari. PRIMA DI PENSARE AL MODELLO DI GOVERNO CHE NON C’ENTRA UN TUBO, pensiamo a chi ricoprirà le cariche. Io sono Veneto e non italiano tanto per sgombrare il campo da equivoci, ma anche la nostra Serenissima se leggete la storia è stata piena di intrighi, assassinii e colpi di stato all’ordine del giorno. Allora? Torniamo al punto di partenza. Responsabilità individuali e pene certe e severe sarebbe già un bel passo avanti con qualsiasi forma di governo. W il Veneto indipendente.

      • pippogigi says:

        Per le cariche temo che la storia sia uguale dappertutto, conosco un tedesco, figlio di tedeschi che ha sposato la figlia di un amico di mio padre ed è entrato in politica in Germania solo perché è il modo per diventare ricco in fretta, per carità magari nessuna disonestà in vista, ma visti gli emolumenti….
        Io invece penso che qualunque modello adottato sia destinato ad avere delle pecche.
        Se si adotta un sistema già collaudato ed esistente allora diventa più difficile fare dei danni. Esempi: se in Svizzera ci sono tot dipendenti pubblici perché in Padania dovrebbero essere di più? Se i parlamentari in Svizzera guadagnano una certa cifra perché da noi dovrebbero guadagnare di più? Ed infine se in Svizzera con le leggi uguali alle nostre ed una fiscalità come la nostra il risultato di bilancio è stato positivo ed in Padania negativo è evidente che chi ha governato è un incapace e va rimosso.

  12. Albert Nextein says:

    Ci penso da un bel po’.
    Una protesta fiscale diffusa e protratta mi pare l’unica strada.
    Ma non solo per cambiare il governo, beninteso.
    Per cambiare tutto, dalla costituzione all’ultimo dipendente pubblico.
    Cambiare il governo soltanto non basta.

  13. Riccardo Pozzi says:

    Mi sa caro Paolo che, come dice il bravo Mauro Gargaglione, pacificamente non si cambi nulla e che quella parte di popolazione che vive di sostanziale parassitismo non lascerà andare tanto facilmente l’altra per la propria strada. Convengo che buttare la croce dei nostri disastri economici sulle regole europee sia un po’ come nascondere l’immondizia sotto il tappeto. Non resta che passare da una protesta fiscale dura, ma temo che ci sia ancora troppo da perdere. Avanti col declino e vedremo…

Leave a Comment