CoLoR44: fuoco amico sulla Lega e non si capisce chi comanda

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Cosa sta succedendo a Color 44? Bella domanda, francamente non ho una risposta precisa ma è evidente che qualcosa non va, anche l’osservatore più distratto potrebbe accorgersene. Infatti qualche giorno fa il contatore delle firme ha raggiunto quota 5.000, non è certo un traguardo definitivo, ma è comunque un bella cifra tonda che andava festeggiata, come si era fatto in precedenza prima con quota 1.000 e poi con quota 3.000, però chi come me è iscritto alla mailing list non ha visto giungere nessuna mail e sulle pagine dell’Indipendenza non è comparso alcun comunicato come era accaduto nelle precedenti occasioni. Evidentemente in Color 44 vi sono al momento altre priorità e altre problematiche da affrontare.

Gli osservatori più attenti avranno notato anche che la raccolta delle firme ha subito una brusca frenata specie dopo il boom estivo, così quota 5.000 è stata raggiunta con una certa lentezza, per lo più grazie alle sole firme on line. Eppure quota 5.000 non è certo un traguardo difficile da raggiungere, si pensi che la petizione on line per l’annessione della Lombardia alla Svizzera è giunta a 30.000 firme raccolte solo via internet, inoltre ai primi di settembre la Lega ha finalmente rotto gli indugi e Salvini ha pubblicamente dichiarato di volere sostenere l’iniziativa. Con un comunicato ufficiale Color 44 non solo ha ringraziato per l’appoggio ricevuto, ma si è spinta oltre auspicando anche l’accantonamento di un progetto macroregionale, mai delineato nei suoi contorni reali e lontano dalla sensibilità politica dei cittadini lombardi e qui sono iniziati i primi problemi.

Premetto che sono io il primo a chiamare la macroregione con lo spregiativo termine de “la cosa”, ma preciso che lo faccio a titolo personale, ben diverso è il caso di un’organizzazione che si dichiara apartitica e apolitica. È facile immaginare la reazione di Salvini e più in generale della Lega, si saranno detti “nel momento in cui ti appoggiamo, rispondi così? Allora arrangiati, raccogli le firme da solo”. Francamente io che normalmente sparo a zero sui dirigenti leghisti, non saprei questa volta come dargli torto, pur confermando il mio personale giudizio negativo sulla macrocosa.

In realtà questa presa di posizione di Color 44 non ha certo danneggiato la Lega o i suoi dirigenti, anzi è stata un bell’assist per il dirigente medio cui basta gestire un tranquillo tran tran, contento che la sua unica preoccupazione sia spolverare la scagna su cui comodamente siede, invece di arrischiarsi in avventure indipendentiste come chiederebbe l’articolo 1 dello statuto. Se qualcuno della base dovesse ancora proporre di sostenere Color 44 il dirigente medio avrebbero buon gioco a rispondere: “Quelli che ci hanno criticato non appena li abbiamo appoggiati?”

In realtà questa presa di posizione ha danneggiato solo i semplici leghisti, la parte sana della Lega, militanti e sostenitori che senza indicazioni dall’alto si erano comunque dati da fare spontaneamente, firmando o raccogliendo firme, rompendo le scatole nelle sezioni, mettendoci la faccia. Perché credete che Salvini abbia deciso di appoggiare l’iniziativa? Perché nei mesi estivi i semplici leghisti ad ogni festa in cui si presentava lo rincorrevano con un modulo dicendogli di firmare, lo braccavano e gli chiedevano perché la Lega non avesse ancora appoggiato l’iniziativa. Insomma gli hanno letteralmente spaccato le palle per mesi, così tanto che Salvini potrebbe a buon diritto denunciare la base per molestie (stalking è una cazzutissima parola di cui non so che farmene e che la metà delle vittime di molestie neppure capisce).

La conseguenza è che tutti coloro che raccolgono firme per Color 44 e che al contempo sono in qualche modo vicini alla Lega sono rimasti vittime del “fuoco amico” di Color 44 ed ora sono di fatto “dormienti”, cioè hanno smesso di raccogliere firme in attesa di capire cosa vuole fare Color 44 e in attesa di capire per chi stanno raccogliendo le firme: ecco perché il contatore ha vistosamente rallentato. Qualcuno potrebbe dire che si tratta solo di un piccolo “danno collaterale”, con la stessa logica talvolta sento dire che la Lega deve scomparire sennò non si potrà riprendere una battaglia indipendentista seria, io invece sostengo che la Lega, nonostante la pietosa condizione in cui è stata ridotta, disponga ancora di un enorme potenziale in fatto di uomini e che non sia affatto da distruggere, bensì da riconquistare: occupy Lega! L’esempio di Color ne è una lampante prova, perchè tra i primi 5 raccoglitori di firme, ben 3 sono vicini alla Lega e da soli hanno raccolto più di 860 firme, altro che piccolo danno collaterale! Più in generale se pensiamo che la Lega ha 2500 tesserati nella sola provincia di Bergamo, ci rendiamo facilmente conto di quale sia il suo potenziale, pertanto più che distruggere un simile esercito sarebbe ben più utile riprenderne il controllo e lanciarlo alla conquista degli enormi spazi indipendentisti che si trovano attorno a noi.

I problemi però in Color sono anche altri. Chi dirige? Chi comanda? Quale è lo statuto? Come avviene il reclutamento? Boh, francamente non lo so e non sono certo l’ultimo arrivato dato che con 201 firme raccolte sono il settimo nella classifica dei ciapa-firme. Credo che esista un direttivo, ma non ne conosco i nomi, non sono pubblici, infatti sul sito non c’è nulla, come non sono riportati statuto e regole. Inoltre nonostante il mio contributo non mi è mai stato comunicato come e quando votare per il direttivo e men che meno mi è stato detto se volevo farne parte.

Inoltre su internet si trovano gli sfoghi di persone espulse, mi domando in base a quali regole e da chi, c’è chi ha abbandonato spontaneamente, c’è chi reclama la restituzione dei soldi che avrebbe versato per l’iniziativa, circolano petizioni per stabilire regole chiare: spero di sbagliarmi ma sembra che il tipico male padano, la litigiosità, si stia manifestando anche in questo caso. Non entro nel merito delle questioni di Color, piccole o grandi che siano spero si risolvano, noto solo che non c’è nulla di nuovo sotto il sole. I padani sono afflitti da un cronico tafazzismo, siamo come i capponi di Renzo e la situazione sta assumendo dimensioni preoccupanti, perché sembra che i lombardi siano persino peggio dei pur litigiosissimi fratelli veneti. È noto che in Veneto ogni 4 indipendentisti esistono 6 partitini diversi, ma per lo meno le firme sono riusciti a raccoglierle e le hanno anche presentate in Regione, in Lombardia rischiamo di fermarci prima.

Io credo che Color rimanga un’ottima opportunità per la nostra gente e la nostra terra, credo che questa battuta d’arresto possa essere superata per ripartire verso traguardi importanti, però è necessario risolvere subito certi problemi, facendo chiarezza e premiando chi ha dei meriti. Servono regole semplici, chiare e pubbliche che favoriscano chi dà un contributo effettivo e concreto, le chiacchiere non servono a nulla, al contrario affinchè l’iniziativa funzioni servono tre categorie di persone: i lavoratori, coloro che raccolgono le firme, i finanziatori, ovvero chi eroga contributi, e gli ambasciatori, quanti sanno intessere relazioni con tutti ed ottenere consensi ed appoggio trasversale. Gli altri a casa.

Infine una precisazione: sento dire da più parti che la serata indipendentista di Cologno al Serio sarebbe stata organizzata da Color, sia chiaro che non è così, la serata è stata organizzata a titolo personale da Luca Sonzogni con l’aiuto di alcuni amici, tra cui il sottoscritto. Punto.

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33 Comments

  1. Allmore says:

    Personalmente cari amici, da persona apartitica, nel senso che non ho tessere politiche in tasca, neppure Indipendentiste, anche se sono visceralmente Indipendentista con la (i) maiuscola, non credo che la lega sia la nostra peggior nemica.
    Ho portato decine d’amici e parenti, dall’oblio partitico tradizionale, alle realizzazioni autodeterminative, con garanzia del loro voto d’appoggio.

    Anche i leghisti, specie in via Bellerio, bramano i loro privilegi, ma sicuramente, specie alla loro base, una Lombardia, o un Veneto indipendenti piacerebbe moltissimo.
    Qualcuno forse chiama queste due entità regionali Padania e, anche se non lo condivido, rispetto la sua opinione.

    Io peraltro ritengo, che dovremmo lasciar perdere le ” scornate ” verso la lega, mentre dovremmo affilare accuratamente l’unione delle nostre reciproche potenzialità, contro un unico obiettivo :
    IL CENTRALISMO ROMANOCENTRICO !

    Credo che il centralismo ci tema molto più di quanto sospettiamo, attacchi veementi, oppure frasi sibilline di esponenti di governo, o presidenza, sembrano sottolinearlo.

    Da troppo tempo, personaggi strani, ambigui, opportunisti, si insinuano nelle nostre schiere popolari, che richiedono l’autodeterminazione dei nostri territori dal sistema, ne prendono il controllo e dopo pochissimi anni, a volte solamente mesi, riescono a tessere una trama subdola, infingarda, cospiratoria, disconoscendo gli originali vertici idealisti, voluti all’unanimità dall’originaria struttura sociale e ribaltando queste cariche, con manovre delegittimanti, inserendo al loro posto, degli ” utili idioti ” alla sommità della nuova struttura.

    Personaggi, che sembrano addirittura barattare la propria professione di facciata, pur d’inseguire, a scapito di una miriade consenziente di boccaloni, i propri obiettivi di perenne spaccatura di movimenti e realtà politiche indipendentiste.

    Temo che questa sottile strategia sia formulata, al fine di negare la possibilità di ampia diffusione popolare e di consensi elettorali, favorevole a questi movimenti e alle loro persone di spicco e geniali.

    Fantapolitica ? Forse.
    Ma intanto riflettiamo su questo spunto argomentativo e valutiamo, alla luce dei pregressi, se questa tesi risulti infondata, oppure ragionevole e dimostrabile.

    • pixel says:

      i leghisti devono decidere se essere indipendentisti o no.se lo sono devono dire ai loro rappresentanti di togliersi dagli scranni romani e smettere di difendere gli interessi del “paese”. vedi il nuovo che avanza FLAVIO TOSI.se invece decidono che l’indipendenza non si avra’ mai e si accontentano di vivacchiare in parlamento lavorando alacremente per la macroregionenordaalpinamittleuropea,allora dicano ai loro capi di modificare l’art.1 dello statuto del loro partito cosi non ci si sbaglia piu’.
      come dice il mitico oneto ,il loro paese non e’ il nostro..

  2. marco says:

    Divide et impera … e i polli padani, da oltre 2000 anni, continuano a cascarci. E gli italici a godere ….

  3. stefano says:

    Il problema di questa come di altre iniziative indipendentiste è che nascono morte proprio per la loro più o meno voluta vicinanza alla Lega. Una iniziativa indipendentista o autonomista seria dovrebbe distanziarsi il più possibile dalla Lega, fare in modo di non essere mai associata a nomi come quelli di Salvini, Cattaneo, Cecchetti o Bastoni, se necessario rifiutare l’aiuto (interessato) da parte di leghisti a caccia di preferenze. Le istanze autonomiste e indipendentiste ritroveranno cittadinanza solo quando si svilupperanno a distanza di sicurezza dalla Lega e dai leghisti, dirigenti o sempici militanti che siano (chi rinnoverà la tessera nel 2014 al movimento o alle liste civiche annesse o ha qualche problema o qualche interesse). In quest’ottica il non raggiungimento della soglia del 4% da parte della Lega alle prossime europee diventa un obbiettivo per gli indipendentisti padani che solo così libereranno il campo dall’unico concreto ostacolo alla riproposizione di tematiche autonomiste. Io non voto.

    • Gianfrancesco says:

      le parole stanno a zero, anche le tue, i fatti sono che senza i semplici leghisti che si sono fatti il sedere a raccogliere le firme alla faccia della loro dirigenza, Color avrebbe meno della metà delle attuali firme. fattene una ragione, ma è così il resto sono palle.

      un conto è la dirigenza, un conto è la militanza, è evidente a tutti tranne a chi non vuol vedere e i problemi di color sono ben altri che la vicinanza alla lega che nè color vuole, nè la lega chieda, ma che esiste solo nella tua testa.

  4. AUVERNO says:

    E’ un fatto che i due progetti sono alternativi.
    Se poi si ritiene di dover fare i paraculi facendo finta di niente…

  5. pixel says:

    dai commenti che leggo pare che i leghisti si sentano i depositari della verita’ e i padroni del territorio indipendentista ,come i peggiori papponi chi invade il loro presunto territorio viene denigrato e mandato a calci da un’altra parte.non conoscevo color44,ma grazie alla vostra pubblicita’ faro’ firmare tutti quelli che conosco(non sono leghisti)

  6. A titolo di contributo personale, vorrei fornire un dato di fatto che parla a sfavore dell’idea di “macroregione” e anche di quella di “Padania”. Trattasi del risultato del referendum sulla devolution del 2006.

    Eccolo:

    http://it.wikipedia.org/wiki/File:Referndum2006.png

    Lombardia indipendente. Veneto indipendente.

    Gli altri si arrangino: si convertiranno quando le bollette della Magna Grecia arriveranno tutte a casa loro. Quel giorno bermudas e camicia Hawaiana, sedia sdraio e Daiquiri per godermi i travasi di bile dei patrioti italiani del Piemonte, della Liguria e dell’Emilia Romagna.

    • non bastassero gli sventolatori di tricolori di Veneto e Lombardia…

    • Gianfrancesco says:

      Andrebbe fatta un’analisi più dettagliata perchè ad esempio in friuli i no hanno vinto di un soffio 50,8 e quindi ben diverso è il discorso rispetto all’emilia con i no al 66,5 inoltre va ricordato anche il no di chi le bollette della magna grecia non le paga più da decenni, visto che a Bolzano i no sono arrivati al 76,4, peggio di loro solo la basilicata e la calabria. è un dato su cui riflettere.

      In ogni caso se color va avanti così mi sa che tu pagherai ancora a lungo le bollette provenienti dalla magna grecia tanto quanto faranno e già fanno gli altri, altro che bermuda, hawaiana e sdraio, bene che ti va ti mandano due gendarmi mediterranei e ti fanno riprendere subito a lavorare, a calci nel sedere. Non te lo auguro affatto, ma temo che andrà così.

  7. Allmore says:

    Reputo anch’io molto interessante lo spunto offertoci da Ruggeri e rivolgo ai presenti una piccola riflessione sull’insieme di questi episodi di contrasti tra diverse anime indipendentiste.

    E’ da qualche anno, che frequento per pura passione orientata alla libertà e autodeterminazione dei popoli, questi ambienti e ho notato una cosa che m’induce a riflettere da tempo, sul perchè accadano queste repentine illogiche scissioni.

    Mi pare infatti piuttosto strano, che ogni qualvolta un partito indipendentista arrivi a ricevere interessanti consensi d’area, arrivi qualche personaggio di recente introduzione autodeterminativa, ( in genere ex democristiani ) a scindere quel partito, o quel movimento.

    Motivazioni realistiche non ne esistono, tutto sembra procedere al meglio, quel partito o movimento, trascina per la prima volta migliaia di sostenitori referendari in piazza, ma dopo poco tempo, inspiegabilmente e con grave disorientamento per la massa militante e sostenitrice, improvvisamente la metà della vecchia dirigenza non va più bene, i grandi amici di un tempo divengono improvvisamente ” fratelli coltelli “, nel web si comincia ad assistere a una serie di ignobili veleni, conditi da vere e proprie diffamazioni ingiuriose, che epilogano con l’esclusione coattiva delle antiche menti pensanti di quel partito-movimento.

    Il mio quesito è il seguente :
    Questo teorema è frutto di un caso ripetuto, ma fortuito e involontario, oppure esiste una reale strategia sommersa da parte di menti raffinate ( tanto per utilizzare un termine caro al duo Falcone-Borsellino ), che hanno tutto l’interesse nel momento della massima espansione delle aggregazioni indipendentiste, farle rientrare nell’oblio politico, provocandone veleni, spaccature, divisioni e mille rivoli indipendentisti insignificanti ?

    Dicono che il fulmine naturale non cada mai, due volte nello stesso punto !
    Ma nel mondo indipendentista, sembra cadere sempre nello stesso punto.

    • L'incensurato says:

      Pienamente daccordo con la tua analisi: da Curcio ad arrivare al duo Grillo-Joey Ramone il metodo (massonico?) è sempre lo stesso: dossieraggi/dissidi/teste calde che invitano all’azione violenta (armata,con omicidi mirati, o il “solito” black block spaccavetrine). Ma credo che sia un problema sovranazionale: in Brasile un tranquillissimo ma nutrito sciopero di pericolosissimi insegnanti di scuola è finito male per l’intervento dei soliti b.b. arrivati da chissadove e soprattutto mandati da chissachi. E’ tutto “temporrizzatto”:basta avere pazienza..

      • Gianfrancesco says:

        va anche detto che il fenomeno ha radici più antiche già le tribù celtiche si sono fatte impallinare dai romani che hanno avuto vita facile nel metterle una contro l’altra. I nostri comuni si sono messi assieme una volta e le hanno date all’imperatore, ma poi hanno ripreso a farsi la guerra tra loro, le signorie padane idem, eppure una diversa soluzione era percorribile, l’hanno ideata e messa in pratica sul prato di grutli nel 1291, il primo di agosto.

        ciò non toglie che su di una indole già di suo litigiosa, qualcuno ci marci facilmente.

  8. Maximilien Parisian says:

    Ah, quindi le firme raccolte non si sa a chi vanno? Nemmeno chi le raccoglie conosce il direttivo? Andiamo bene…

    • Gianfrancesco says:

      Le firme finiscono sul sito e si possono vedere i nominativi o per lo meno le iniziali di chi ha firmato, però in effetti i nominativi dei componenti del direttivo non sono pubblici, a me che raccolgo le firme nessuno li ha mai comunicati e sul sito non ci sono.

      • Maximilien Parisian says:

        E i moduli firmati dove finiscono? In mano a chi? Vengono distrutti? Questi moduli possono venire riutilizzati in qualche modo?

        • simona danesi says:

          io ho raccolto le firme, inserite a mio nome sul sito internet e consegnato i moduli cartacei a membri del comitato. non avendo più possibilità di accedere ad area riservata del sito internet con mie credenziali ho mandato raccomandata (inesitata) in merito. ho quindi inviato e-mail, che è stata letta (o per lo meno visualizzata). attendo risposta, che non dubito sarà chiara ed esaustiva. Ho sempre confidato nella bontà dell’iniziativa e spero che il tutto si chiarisca al più presto. ma auspico che sia molto presto.

          • giorad says:

            Per quanto riguarda i rappresentanti, sul website è chiaramente presentato V. Agazzi come portavoce.

            Certo, anch’io, che ho firmato e fatto firmare (poco), trovo strano che la ciofeca (per quanto desiderabile) dell’annessione lombarda alla CH raccolse migliaia di firme in pochi giorni, senza banchetti per strada nè rappresentanti o serate sul tema.Solo passaparola in cyber space.

            Come mai lo stesso non avviene con Color44, che oltretutto presenta una prospettiva meno utopica e che, rispetto alla “petizione CH”, è sicuramente meno anonima?

  9. pippogigi says:

    VI spiego perché a mio parere non è fuoco amico.
    Quando la Lega si affermò agli inizi degli anni novanta era un po’ come il M5S adesso, combatteva il sistema di corruzione, di sprechi, la pressione fiscale, era veramente la figlia della volontà di cambiamento accentuata da tangentopoli, era il sogno dei padani, l’indipenenza che finalmente sarebbe stata raggiunta, la libertà dall’italia.
    Forza Italia venne creata in funzione antilega, per raccogliere il voto dei padani ed indirizzarlo, con inganno, verso posizioni italiane. Vi ricordate Berlusconi che creava delle liste civetta con leghisti comprati e fuoriusciti che lui chiamava i “leghisti buoni”?
    Poi l’errore degli errori: l’alleanza con Berlusconi, la discesa a Roma dei leghisti, la loro italianizzazione (con scandali e ruberie annesse) la scomparsa dell’indipendentismo.
    Possiamo dire che Forza Italia sia stata il vero nemico dell’indipendenza e della libertà padana? certo che si.
    Possiamo dire che ci abbia danneggiati ingannando i padani e distogliendoli dall’indipendenza’ ovviamente si.
    Oggi la Lega è per la causa indipendentista quel che Forza Italia è stato per la Lega agli inizi degli anni novanta.
    Temo che molti militanti leghisti si sbaglino in buona fede ma fino a che la Lega non affermerà chiaro e tondo che l’unico suo obiettivo è l’indipendenza e che lo perseguirà con qualunque mezzo (e non certo un misero federalismo), che rifiuterà alleanze con forze politiche che non perseguono l’indipendenza della Padania, la Lega, ripeto, rimarrà un movimento politico che sottrae voti padani dalla causa libertaria al mantenimento della schiavitù con Roma.

    • Gianfrancesco says:

      l’analisi storica è giusta, ma la conclusione è sballata, perchè dici tutto e il contrario di tutto infatti vuoi una lega che si dichiari indipendentista, ma ti sta bene la risposta di color che trancia i rapporti proprio nel momento in cui la lega dice finalmente qualcosa di indipendentista. Va bene accusare la lega di non essere indipendentista, ma non ha senso risponderle picche se dice qualcosa di indipendentista, a meno che non si sia antileghisti militanti, patologia che è deleteria quanto l’amore per la seggiola di certi dirigenti leghisti.

      i militanti leghisti se si organizzano possono condizionare le scelte dei dirigenti come nel caso di color, peccato solo che che se a certi militanti gli tagli le gambe fai solo il gioco di chi dentro e fuori la Lega non è indipendentista e questo non è fuoco amico?????

    • Allmore says:

      Permettimi Pippogigi, un franco appunto nei tuoi confronti. Non prendertela a male.
      A mio parere, ti esprimi in questi termini, per scarsa conoscenza del panorama politico italiano.

      Da come diffondi le tue nozioni, sembra che Bossi e di conseguenza la lega, siano stati i burattini del cavaliere, mentre è vero esattamente il contrario.
      Chi infatti è molto più addentro di noi in politica, sa esattamente che l’insanabile frattura tra Berlusconi e Fini, avvenne propriamente per questa accondiscendenza dal punto di vista finiano, estremamente servile del Cav, verso il senatur.
      Tanto solida, da considerare Fini politicamente sacrificabile.
      Fini riconosciuto come numero due nel PDL, si sentì tradito e umiliato e l’epilogo avvenne durante il famoso convegno nazionale del : ” Che fai ? Mi cacci ? ”

      Lo posso dimostrare anche per bocca dello stesso Fini nel filmato che allego a margine inferiore : ” Bossi è il dominus, il padrone, di questa maggioranza. Il vero presidente del Consiglio è Bossi, non Berlusconi. ”
      Frasi reiterate dal vero titolare del successivo partito finiano FLI ( Italo Bocchino ) durante successive conferenze stampa e confermatemi da un deputato prima AN, poi PDL, che conosco molto bene dal lontano 1994.
      Oltre a confermarmi pienamente questa storia, mi riferì altri particolari inediti interni alla coalizione, che non desidero rendere pubblici, per avergli garantito la mia riservatezza di pertinenza.

      https://www.youtube.com/watch?v=U1596kzDOUA

      • pippogigi says:

        Io ho il massimo rispetto per Bossi, a casa conservo gelosamente “Vento del Nord” il libro sulla sua vita di Vimercati buonanima. Ma ho anche “Italia 1996. Così è andata a finire” di Gianfranco Miglio, scritto nel 1993.
        Quando uscì il libro pensai “ma come nel 1996 saremo ancora sotto l’italia?” e provai un po’ di delusione. Il 1996 arrivò e la delusione aumentò e con la rinuncia al secessionismo da parte della Lega capii che avevo di fronte almeno un ventennio di amarezze.
        Bossi lo rispetto, ha fatto tanto, ha riunito negli anni ottanta i vari gruppi autonomisti ed indipendentisti, ha fatto capire che siamo un unico popolo, sottomesso ed invaso. Ma come tutti gli uomini anche lui è soggetto a sbagliare, non saremo mica al culto della personalità? al dogma dell’infallibilità?
        Bossi ha sbagliato ad allearsi con Berlusconi. Bossi ha sbagliato a scendere a Roma e permettere alla Lega di “italianizzarsi”. Bossi ha sbagliato, al momento della sua malattia, a non ritirarsi.
        Ora faccio un appunto io. Ho fatto l’elogio a Bossi. Poi leggo quel che hai scritto, che in poche parole era lui il Dominus e Berlusconi obbediva.
        Allora perché ca**o (scusate la parolaccia) la Lega in tutti questi anni non ha fatto altro che votare le leggi per salvare B. dalla galera e per una costante aumento della tassazione ai danni dei Padani? Se Bossi comandava allora perché siamo ancora qui a parlare d’indipendenza e non a parlare di come organizzare la Confederazione Padana? Allora ha preso per i fondelli milioni di padani.
        Io sono stato buono ed ho parlato di sbagli. Altri parlano di aver venduto la Lega per problemi finanziari.
        Francamente fra le due analisi preferisco e ritengo più probabile la mia della tua.

        • Allmore says:

          Gentile Pippogigi, la risposta al tuo quesito è semplice.

          Il sodalizio politico regge, proprio perchè a Bossi serve assolutamente Berlusconi, per prendere il controllo della coalizione.
          Credi forse che i delfini asserviti al cavaliere, in caso di suo defenestramento per mano leghista, accetterebbero di sottomettersi alle volontà di Bossi ?

          Io non credo a questo, nemmeno per un istante.
          Nel PDL sta molto stretta questa mezza sudditanza, laddove la lega agita il ditino e nega le leggi senza il suo benestare, eppure accettano perchè in fondo questa aggregazione conviene a tutti loro e in ambo gli schieramenti.

          Dico tutti loro e non tu, o qualche migliaio di militanti leghisti come te, che vedono gli accordi sommersi PDL – Lega come il fumo negli occhi.

          Non hai compreso il perchè anche Maroni accetti di buon grado questa situazione kafkiana, che per logica superficiale è come la esponi tu, ma in termini di accordi politici è ben diversa e per convenienza comune accontenta tutti ?

          In ogni caso una lega al 5%, da sola, oggi conterebbe nulla e rischierebbe di finire come il partito di Casini, ma senza aggregazioni centriste, mentre il PDL dai sondaggi, ricava un altro +4,5% rispetto a pochi mesi fa.

          Il riepilogo (tra parentesi la differenza rispetto alla rilevazione dell’11 ottobre)

          Pd 28.4% (- 0.5)
          Pdl 24.5% (+ 1.9)
          M5S 21.8% (- 2.5)
          Scelta Civica 4.5% (0.0)
          Sinistra Ecologia e Libertà 4.3% (+ 0.3)
          Lega Nord 4% (- 0.1)

        • L'incensurato says:

          Be potendo contare sullo straordinario consenso dell’8% però. Sbaglierò ma con Miglio o chiunque altro non sarebbe andata molto diversamente (= indipendenza). Magari un po’ meglio (molto meglio dal 2011 ad oggi) ma illusioni me ne farei poche. Problema culturaMe? Appena nomini ai Lumbard qualcosa che non significhi più soldi in tasca cambiano discorso..

      • Forse è per questa ragione, per l’asservimento all’animale politico e fine stratega Bossi, che berlusconi non ha fatto ***UN CAZZO*** per far passare la devolution al referendum del 2006. Con tre canali televisivi nazziunali a disposizione. La realtà in iTaglia è sempre più complicata dei fatti realmente avvenuti.

    • L'incensurato says:

      Daccordissimo ma se S.B. era in grado di comprare i fuoriusciti “per gli ideali” dalla Ln, per pagarli e tenerseli buoni è anche perchè di ideali questi ne avevano zero. Sbaglio?

    • L'incensurato says:

      Pippogigi: daccordissimo ma se S.B. era in grado di comprare i fuoriusciti “per gli ideali” dalla Ln, per pagarli e tenerseli buoni è anche perchè di ideali questi ne avevano zero. Sbaglio?

  10. Giuseppe says:

    Bravissimo! Concordo in pieno. E bravissimo anche Luca Sonzogni, che comunque è un leghista. Organizziamone altre di serate splendide come quella di Cologno…, e credo proprio che la Segreteria nazionale non verrà meno.
    Ognuno deve chiarirsi, ed è giusto rilevare che i torti non stanno sempre da una parte sola, specie quand’essa sembra cominciare a ridestarsi…

  11. Cesira says:

    Interessante e approfondita la spiegazione del sig. Ruggeri.E’ bello sentire parlar chiaro.

    • Veritas says:

      Io non mi fido e non firmerè fintanto che non conoscerò i i nomi dei responsabili politici del Color.
      Nessuno ha il dubbio che sia qualcosa per tagliare definitivamente le gambe alla Lega?

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