Color 44, firma anche tu la petizione per l’indipendenza lombarda

di REDAZIONE

Di fronte ai cittadini della Lombardia si aprono oggi due strade.  

La prima è quella della resa, della crisi, della paura. Più che una strada è una Via Crucis, le cui tappe si chiamano Grecia, Cipro, Portogallo e chissà quali altre ancora.
E’ una strada che non abbiamo consapevolmente scelto, ma che stiamo subendo da troppo tempo, a causa delle politiche governative che hanno trasformato la nostra Regione, negli ultimi vent’anni, in una colonia fiscale. Ma abbiamo anche le nostre responsabilità, come cittadini lombardi, per aver delegato ad una classe politica autoreferenziale enormi poteri di intromissione nelle nostre vite, nell’economia, nella società. Oggi, di fronte alla congiuntura negativa che ha investito il mondo intero e, in particolare, l’Occidente, la nostra Lombardia rischia di non farcela non per demeriti propri, dato che è ancora una Regione-motore ai primi posti in Europa e nel Mondo.
Oggi rischiamo di soccombere per l’insostenibile prezzo dell’unità italiana, che potrebbe realmente trascinarci a fondo.

La seconda strada, allora, consiste nel riprenderci il diritto di decidere del nostro presente e, soprattutto, del nostro futuro. Potrà sembrare una frase abusata, ma mai come oggi il destino dei nostri figli dipende dalle nostre scelte. Possiamo scegliere di salvare la nostra economia produttiva, la nostra società, per consegnare alla prossima generazione una Lombardia ancora capace di creare ricchezza e sviluppo. Possiamo scegliere di restare una terra che attrae e non che scaccia i propri figli, come sta invece purtroppo accadendo negli ultimi tempi. Se vogliamo imboccare la seconda strada dobbiamo sostenere un progetto semplice e lineare: la richiesta popolare di un referendum, attraverso il quale i cittadini della Lombardia possano decidere dello status della nostra Regione.

Vogliamo rimanere il dipartimento amministrativo più tassato e sfruttato della Repubblica italiana (e dell’intera Europa)? Oppure vogliamo trasformarci in una Repubblica Lombarda Indipendente?

Il Comitato Lombardo per la Risoluzione 44 (CoLoR44) ha elaborato una Risoluzione che verrà presentata al Consiglio Regionale della Lombardia. Una volta approvata dai consiglieri, questa Risoluzione permetterà al Presidente Maroni di avviare il percorso per indire il referendum sullo status della nostra Regione, come sta avvenendo in Veneto. E come avverrà in Scozia e in Catalogna.
Lungo la strada del diritto di decidere non siamo soli. Sta a noi imboccarla, per avviarci verso un futuro di maggiore autogoverno e maggiore libertà.

Diamo forza alla Risoluzione per l’autodeterminazione della Lombardia: sottoscriviamola!

PER FIRMARLA CLICCA QUI

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8 Comments

  1. Federico says:

    Bella iniziativa. L’unica cosa serie che ho visto emergere in Lombardia negli ultimi anni, per evitare la rapina italiana ai danni della nostra economia. Facciamo crescere i numeri e poi vedrete che anche i consiglieri regionali – della Lega e no – dovranno considerare questa richiesta democratica.

  2. Crisvi says:

    NON CERTO UNA CARNEVALATA, BENSì UNA STRAORDINARIA CONCRETEZZA INDIPENDENTISTA.

    Crisvi afferma.
    27 aprile 2013 in 10:16

    Non preoccupiamoci oltremodo, nei riguardi di quei Veneti che non riescono ancora ad assimilare completamente il nostro messaggio indipendentista.
    Alcuni di loro certamente non l’assimileranno mai.
    Penseranno ai loro nonni e bisnonni, alle battaglie sull’altopiano e nel versante Friuli.
    Considereranno questa partecipazione bellica, quale atto d’eroismo dedizioso verso la LORO patria e non un inutile spargimento di sangue, in una guerra di ” morti di fame, contro altri morti di fame “, per citare la frase culmine del tenente ribelle, nel film di Francesco Rosi : ” Uomini contro “.

    Credo si sia coniato in quell’epoca il termine ” carne da cannone “, per definire l’inutile strage di milioni di uomini, in guerre favorite per l’interesse di pochi, che, mentre questi uomini morivano come mosche nei vari fronti, lucravano straordinari affari, vendendo ai governi in guerra, materiale bellico, pneumatici, tessuti militari, calzature adeguate, accessori, persino bevande gassate.
    Emblematici i casi Ford, Fanta, marchi farmaceutici sul suolo germanico, ormai raso al suolo dai bombardamenti alleati nel secondo conflitto mondiale.
    Mentre tutto intorno erano macerie e devastazione, le fabbriche delle multinazionali rimanevano perfettamente in funzione, in attesa di ritornare in possesso dei loro plutocrati, una volta terminata la liberazione della Germania dal nazismo.

    Una parte dei Veneti, ancorati a false tradizioni, profondamente fissate nelle loro menti, non riusciremo mai a convincerli, della bontà e attuazione dei nostri principi fondanti identitari e irredentisti.
    Ma un’altra parte, è quella che io definisco ” dormiente “.
    Sono quei Veneti, che attendono un segnale concreto di riscossa, non basandosi su semplici parole e rassicurazioni.
    Sono quelli che un tempo neppure ci conoscevano, oppure ci consideravano alla stregua d’estremisti, ma oggi, progressivamente ingrossano le file dei presenti a ogni nostra manifestazione, sia diretta che indiretta ( dai 2.000 – 5.000 presenti delle ultime manifestazioni d’Indipendenza Veneta, alle oltre mille persone presenti il 25 aprile u.s. ).
    Segnali inequivocabili, di uno straordinario rilancio dei nostri principi formativi indipendentisti.
    E’ statistico che, per ogni presente, vi siano almeno 10 simpatizzanti che non partecipano.

    Sono quindi lieto che l’ultima giornata di San Marco, sia stata un concreto successo, visto che nelle precedenti occasioni in cui partecipai, eravamo mediamente sul centinaio di presenti a sventolare il nostro gonfalone.
    A mio parere siamo solo agli inizi e a mio giudizio personale, due distinte frange indipendentiste in competizione tra loro, possono cercare, in perfetta autonomia gestionale, tutte le strategie utili per allargare il consenso popolare con finalità indipendentiste.
    Mai, come dalla divisione dell’originario Veneto Stato, abbiamo assistito a una straordinaria ripresa numericamente consistente, a favore dell’Indipendenza Veneta.
    Per me, la sana competizione, porta a un grande beneficio nell’ideale comune e in termini partecipativi.

    Sono altresì dell’opinione, che dobbiamo prendere le distanze da quei Venetisti ” duri e puri “, che vedono in ogni azione lombarda, similare alla nostra, un atto assimilativo della cultura e tradizione Veneta, a favore di una omologa organizzazione lombarda.
    Il fenomeno leghista, si è acuito in tempi e modi diversi da quelli odierni e la vera e propria sudditanza prostrata dei leghisti Veneti, alla sede milanese di via Bellerio, sta progressivamente affievolendosi, nonostante i tentativi di Tosi d’accentrare il potere leghista nelle mani lombarde.
    A me un tempo sembravano tanti ” islamici permeati di fanatismo ” con la camicia verde padano, orientati in adorazione verso la loro nuova ” Mecca ” bossiana.
    Il ” capo ” non si discuteva, perchè rappresentava la perfezione fatta uomo. Come in perfetto stile stalinista.
    Non per nulla, prima del finanziamento della Montedison, Bossi militava da piccolo gregario ” attacchino ” nelle schiere del PCI. La matrice assolutistica di quelle frange estremiste, una volta acquisita, non si perde più.

    Ben vengano per me, iniziative come Color44, che aiutano anche la nostra fazione a disgregare in latitudini diverse, il centralismo e l’oppressione verso la libertà autodeterminativa dei popoli.
    Guardiamo con simpatia, ad ogni iniziava similare alla nostra straordinaria esperienza maturata con Indipendenza Veneta.
    Un giorno potremmo anche confederarci su obiettivi comuni, al fine di promuovere ogni strategia utile per il benessere, la pace e l’armonia dei nostri popoli, pur nella totale indipendenza dei singoli, nuovi stati indipendenti.

    Chissà in tal modo, che i cittadini del bresciano ( Brescia la leonessa ), molto vicini ai nostri valori identitari Veneti, possano decidere, se rimanere in ambito lombardo, oppure rientrare dopo secoli di divisione, nella madrepatria Serenissima.
    Io sarei felice se la seconda ipotesi divenisse realtà.

    Noi non abbiamo le false certezze italiane, delle inutili ” corazze fasina ” .
    Noi non vogliamo vedere povera gente mandata al massacro, mentre qualche psicopatico criminale, se ne resta al sicuro dietro le sue trincee…

    CrisV 🙂

    https://www.youtube.com/watch?v=9mr2PyGxb-w

    • Federico says:

      Brescia e Bergamo… con Milano o con Venezia? Deciderà la gente: decideranno gli elettori. Vogliamo votare e prendere in mano il nostro futuro. In un’alleanza tra Veneto e Lombardia per costruire la libertà di queste due bellissime realtà.

  3. Rodolfo La Canà says:

    Ve lo hai mai detto nessuno che voi come “redazione” di questo “giornale” spazzatura online, siete delle merde assolute?
    Dale vostre fogne di bocche non escono parole e pensieri degni di un essere umano pensante, ma solo vagoni di pura merda liquida.
    Voi non siete uomini, siete cloache umane ambulanti che si trascinano per i gomiti.
    Non è odio, non vi preoccupate, l’odio è sprecato per della feccia come voi. In realtà il mio è solo puro disprezzo per degli esseri inferiori che ancora non hanno capito cosa gli riserverà il futuro prossimo…..sarà un piacere vedervi presto tutti impiegati come manovalanza nelle risaie lombarde.
    Il vostro posto è li a spaccarvi la schiena coltivando e raccogliendo il riso che le risaie lombarde producono.

    Entro massimo un biennio questa vostra insignificante piattaforma online mascherata da “quotidiano online”, dalla quale professate la vostra squallida propaganda nazzista sarà definitivamente chiusa. Ma non solo…..come vi ho detto prima, i più fortunati di voi andranno a coltivare il riso delle risaie lombarde, mentre i vostri gurù politici insieme con tutti i loro ignobili servi privi di istruzione che rispondono ai comandi dei loro padroni mafiosi Maroni e Berlusconi, saranno tutti giudicati dal tribunale del Popolo Italiano e condannati per alto tradimento contro la Nazione intera.
    La cosa bella è che non sarà la gente del sud ad impiccarvi ai pali della luce, quelli che voi chiamate terroni appunto. Ma sarà l’Italia intera compresi i 34 milioni di onesti cittadini del Nord, la stessa vostra gente, che entro massimo un biennio si ritroverà alla stregua dei Greci, per colpa delle vostre politiche totalmente fallimentari degli ultimi 20 anni.

    Quando non ci sono più argomenti validi su cui far leva per continuare con la vostra propaganza nazzista, si arriva al punto in cui siete voi ora, cioè al punto di proclamare ridicole petizioni di indipendenza….
    Che ridere……non vedo l’ora che giunga il 2014, quando scadranno i quasi 200 miliardi di Euro di derivati che Comuni e Regioni, soprattutto del Nord, hanno sottoscritto con le banche straniere, Inglesi e Tedesche in primis…..quando il vaso di pandora verrà scoperto, e l’Italia farà definitivamente in defoult per colpa delle vostre politiche di autoannientamento, allora il Popolo comincerà la caccia al politico traditore e di tutti i suoi servitori dell’informazione mediatica e della carta stampata…..voi compresi…..

    • gianluca says:

      e saremmo razzisti noi? povero coglioncello…

      • Miki says:

        NaZZisti per la preccisionne.

        • Rodolfo La Canà says:

          Per voi inteligentoni che non sapete leggere, io il dito io lo punto NON contro i 34 milioni di onesti cittadini lavoratori del Nord….come specificato nel mio intervento.
          Ma bensì solo contro coloro che votano lega….un misero 4%, e contro tutte quelle minoranze tipo il cisalpino KK e la redazione di questo pseudo giornale online, che inseminano ogni articolo con la loro ignobile propaganda denigratoria contro i cittadini del centro sud.

  4. Dan says:

    Dopo che avete firmato, ricordatevi di andare a firmare anche le ricevute degli acconti dell’imu.

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