CoLoR44 e il progetto di una Lombardia indipendente

di VITTORINO AGAZZI*

Cosa sta succedendo in Lombardia? Sta davvero prendendo piede un processo indipendentista in grado di mutare l’agenda politica? È realistico attendersi che pure a Milano e nel resto della regione, nei prossimi mesi, la questione dell’indipendenza possa diventare un tema al centro del dibattito pubblico, in grado di superare le vecchie categorie della destra e della sinistra? Si tratta di domande a cui non è facile rispondere, ma è pur vero che in due soli mesi il comitato di cittadini che è costituito attorno a CoLoR44 (Comitato Lombardo Risoluzione 44), con l’obiettivo di favorire  un percorso referendario di carattere separatista, ha già ottenuto risultati significativi.

Tutto è nato soltanto il 23 marzo scorso, quando a Milano è stato presentato al pubblico un progetto politico volto a emulare il percorso avviato da Indipendenza Veneta e determinato a portare i lombardi a scegliere tra Italia e Lombardia, tra lo status quo e il pieno autogoverno della regione.

Un primo risultato è che persone provenienti da esperienze politiche molto diverse si sono trovate, di fatto, a cooperare per conseguire il medesimo risultato. Dopo le adesioni di alcuni partiti e associazioni – Pro Lombardia Indipendenza, Italia Confederata, Unione Padana (che nelle settimane successive ha mutato il proprio nome in Indipendenza Lombardia), Fronte Indipendentista Lombardia, Diritto di Voto, Centro culturale “Carlo Cattaneo”, Terra Insubre e altri – sono arrivate a ritmo crescente le adesioni di semplici cittadini di vario orientamento politico. E a ruota sono giunte anche le adesioni di responsabili politici, candidati alle elezioni comunali, amministratori locali.

Tra questi ultimi vanno ricordati Matteo Bianchi (sindaco di Morazzone), Andrea Cappelletti (assessore a Covo), Eva Lorenzoni (assessore a Gambara), Danilo Lancini (sindaco di Adro), e poi il consigliere comunale Giulio Mattu (Roncadelle, per Pro Lombardia Indipendenza), il presidente di commissione della provincia di Milano Tito Cattaneo (della Lega Nord) insieme a  molti consiglieri comunali e anche candidati, tra cui anche Matteo Dellanoce (Pdl, a Lodi) e Fabio Toffa (Indipendenza Lombardia, a Brescia). Come era facile prevedere, la maggior parte delle adesioni è venuta dalla Lega e dai suoi esponenti più giovani.

L’obiettivo ultimo è quello di portare in Consiglio regionale una mozione che, analogamente a quanto è avvenuto con la Risoluzione 44 veneta, possa portare al voto la popolazione della Lombardia: per questo motivo, allora, sono particolarmente pesanti le firme dei due consiglieri regionali Fabio Rolfi e Francesca Brianza.

Il colpo principale, però, si è registrato domenica scorsa, quando – in occasione di un’ampia e qualificata manifestazione organizzata da Terra Insubre – alla fine dell’intervento del presidente della Lombardia, Roberto Maroni, due membri di CoLoR44 hanno preso al balzo i molti riferimenti dedicati all’autodeterminazione e gli hanno proposto di essere anche lui tra i sottoscrittori. Il governatore ha accettato e così il comitato ha portato incamerare anche la firma di chi si trova proprio a vertici delle istituzioni lombarde.

La strada resta senza dubbio ancora molto lunga e a questo passo, pur fondamentale, ne dovranno fare seguito molti altri. All’interno del comitato nessuno s’illude che l’obiettivo del referendum sia vicino. In fondo, ora si può contare su tre firme – due della Lega e una della Lista Maroni – su 80. Bisogna quindi che nell’intera società – tra i lavoratori e gli imprenditori, tra i professionisti e gli artigiani, e via dicendo – cresca la consapevolezza che l’obiettivo di una piena democrazia è possibile e che si sviluppi una capacità a cooperare che coinvolga sempre più persone. CoLoR44 non è un partito e mai lo diventerà, facendo interagire persone che sono e restano schierate entro formazioni politiche differenti e perfino in competizione.

L’obiettivo presente è organizzarsi e moltiplicare i “referenti”, ossia quanti sono disposti a raccogliere firme e far raggiungere al più presto l’obiettivo delle 5 mila sottoscrizioni. Finora la sottoscrizione si è basata essenzialmente sulla rete e sul sito, ma ora inizia la stagione dei banchetti e del “porta a porta”. Poiché si tratta di un’azione politica, e non già di un’iniziativa legale, chiunque può raccogliere le firme e chiunque può sottoscrivere la richiesta, se vive in Lombardia. Tra pochi giorni disporremo quindi di decine di persone mobiliate in ogni provincia lombarda.

Si deve far crescere la valanga delle adesioni: che dovranno essere sempre più numerose e qualificate. Se soltanto in due mesi si è già fatto tanto, nessuno è in grado di dire cosa potrà succedere entro la fine dell’anno.

Vogliamo poter votare. Siamo certi che nessuno avrà il coraggio di negarci questo fondamentale diritto.

*Portavoce di CoLoR44

 

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21 Comments

  1. Giulio Mattu says:

    Ritiro la mia sottoscrizione online avvenuta ancora 6 mesi addietro e relativo comunicato a favore di Color44.
    Giulio Mattu (Brescia)

  2. Fabio says:

    Io non credo che tutti i lombardi vogliano l’indipendenza. Voi che scrivete qua la volete, se no non stareste su questo sito (io ci sono per caso, giuro), ma su 9 milioni e passa di abitanti (è vero, più di un milione sono stranieri ma chissà cosa ne pensano) ce ne saranno 4 milioni pro indipendenza?

  3. Vittorio S. says:

    Di questa iniziativa mi piace che è aperta a tutti, traccia un percorso concreto, non ha ambizioni partitiche e non cerca poltrone, ma invece si sforza di realizzare un obiettivo concreto: il voto per la libertà lombarda.

    Penso che crescerà e si farà sempre più conoscere.

  4. giorad says:

    Come al solito vari interventi distruttivi, spesso cercando il pelo nell’uovo… Mi chiedo, ma tutti ‘sti gufi sono indipendentisti, o che?

    A me l’iniziativa piace, l’ho pensato da quando ho visto Cantarutti e Indipendenza Veneta all’opera sul piano, che si sta cercando di replicare in Lombardia.

    E’ ovvio che le probabilità di seccedere in tal modo sono scarse, ma perlomeno abbiamo un obiettivo concreto e importante (a confronto delle ciccate multiple, made in Lega, negli ultimi 15-20 anni).

    Arrivare ad un referendum consultivo non lo vedo cosi’ problematico. Soprattutto scontando che il Veneto, che dovrebbe ricevere l’OK giuridico a metà giugno, fara’ da apripista. E li’, il SI mi pare scontato.

    Un tale sviluppo secondo me focalizzerebbe l’attenzione, per ora tarpata dai media italici, perlomeno al Nord. Spero, magari grazie a campagne martellanti sul residuo fiscale, che anche i “coglioni” lombardi vedrebbero la luce . Se non altro dovrebbero capire che, se per caso il Veneto se ne va, i circa EUR20mld che verrebbero così meno all’appello fiscale romano, lo stato verrà a requisirli in Lombardia. Con conseguenze inimmaginabili sulla pressione fiscale (già insopportabile).

    Per quanto riguarda il parere dei Lombardi, inoltre, io traggo fiducia dal sondaggio SWG del luglio 2010. Credo anche che determinante sarà far breccia nelle menti, se non cuori, di chi vota a sinistra. Anche loro forse capiranno che, con le risorse disponibili ad una Lombardia indipendente, la scala regionale sarebbe ben più funzionale a tentare (se mai possibile) di instaurare un “regime socialisteggiante” di successo.

    Secessioni. Queste a volte avvengono quando meno le si aspetta. Il caso di Chekia e Slovakia lo dimostra. Prima della separazione, un referendum consultivo mostro’ che, in entrambe le aree, ben meno del 50% delle persone voleva la scissione. Ciononostante, la cosa venne decisa, imposta se vogliamo, dalle pulsioni dei xx parlamentari dell’epoca. Loro si’, un campione ridotto ma “pesante”, la volevano, la separazione, e la “imposero” alla popolazione. E quella, da allora non si è piu’ voltata a guardare indietro…

    SPEREM

  5. MIGOTTO SANDRO says:

    spettabile Dott. Agazzi, ho letto con interesse questo articolo. In primis sono contento che dichiari che Color 44 non e’ un partito né lo diventera’ mai.

    Per il resto. pur approvando qualsiasi iniziativa che tenti di scardinare questo sistema, ho forti perplessita’.
    La prima, non riesco a credere che le Istituzioni si possano autoriformare. Stiamo parlando di rivoluzione, di svolta epocale, di distacco dall’Italia. Serve certamente lavorare su piu’ piani ma ritengo che non si possa andare a patti con nessuno.
    Sul fatto che Maroni abbia firmato la petizione, puo’ andar bene come immagine, ma non mi pare che abbia dato l’ordine alle sue truppe di firmare in massa, né tanto meno abbia posto la questione o pensi di farlo in Consiglio Regionale. Appoggerei questa iniziativa ad una sola condizione: datevi un tempo. Se entro quel tempo non riuscite nel vostro intento dichiarate che la consultazione popolare per l’indipendenza la farete comunque in maniera unilaterale. Allora a mio avviso sarete molto piu’ credibili ed incisivi.
    Con stima e simpatia.

  6. Gigi says:

    La creazione di un humus indipendentista in Lombardia è frutto anche di iniziative come questa. Il solo fatto che si possa svolgere un referendum sul tema sarebbe di un’importanza storica, a prescindere dal risultato.

  7. Ernest De La Vegas says:

    dai dai barbari patani, tenete duro che alla fine vincerete!!!!
    chi c’e l’ha duro la vince!!!!……così diceva bossi……

  8. fabio ghidotti says:

    non so se gli indipendentisti catalani leggono queste pagine, comunque mi azzardo a parlare a nome loro, e chiedo di smetterla di insultarli.
    La situazione in Catalunya è questa: c’è un Parlament ufficialmente riconosciuto, composto per DUE TERZI da deputati eletti in partiti (tre, che coprono quasi tutto l’arco ideologico immaginabile) che avevano già dichiarato la loro scelta indipendentista PRIMA delle ultime elezioni catalane.
    In Lombardia la situazione è tale che l’articolista è orgoglioso di aver raccolto finora l’adesione di 3/80 del Consiglio regionale. Senza alcuna copertura elettorale come quella citata sopra. Dove pensa di arrivare?
    Perchè questa fretta di affossare possibilità future, che possono concretizzarsi solo dopo un lungo lavoro di ricostruzione culturale di ciò che la Lega ha distrutto, o ha dimostrato di non avere mai avuto?

  9. Euskaldun says:

    Bravissimi voi di CoLoR44, proposte concrete per l’Autodeterminazione senza alcun riberbero partitico, e cosa ancor più meritoria senza isterismi contro la Lega Lombarda. BRAVI! AVANTI COSI…LOMBARDIA LIBERA!

  10. vittorino says:

    voglio fare una rettifica a quanto riportato nell’articolo, dove si legge che Pro Lombardia Indipendente ha aderito all’attività di CoLoR44 . . .

    non è esattamente quanto successo, anche se durante alcuni incontri i rappresentanti e portavoce di Pro Lombardia Indipendente hanno manifestato la loro simpatia e il loro interesse all’attività di CoLoR44 . . .

    quindi sottolineo che Pro Lombardia Indipendente non ha sottoscritto il progetto di CoLoR44, ma ha manifestato interesse e attenzione a quanto succede e succederà, in reciproca simpatia e collaborazione . . .

    • giorad says:

      quindi sottolineo che Pro Lombardia Indipendente non ha sottoscritto il progetto di CoLoR44

      E PERCHE’ NON LO SOTTOSCRIVERESTE, DI GRAZIE?

  11. per carità, tutto fa brodo, ma di questa iniziativa, lodevole se andasse a buon fine, lo Stato italiano se ne sbatterà altamente.
    Roma ha sempre disatteso i risultati dei referendum nazionali vedi “finanziamento pubblico dei partiti” figuriamoci di un referendum che secondo le leggi italiche non ha alcun valore.

    Impegnare gli uomini in azioni più concrete! se no sarà l’ennesima bufala stile Lega che porterà ulteriore scoraggiamento, definitivo, nel popolo.
    Il pericolo è proprio questo, se il referendum non otterrà ciò che si propone avrà avuto l’esatto effetto contrario.
    Occorre invece trovare iniziative che incidano subito in contrasto allo sceriffo romano.

    • AndreaMI says:

      è il percorso catalano, la Catalogna si separerà anche se Madrid non riconoscerà il nuovo stato. Lo stesso per la Lombardia: dichiarazione unilaterale (se sarà necessario) di indipendenza. Più concreto di così….

    • liugi says:

      Io credo che Color44 possa avere due funzioni.
      Innanzitutto serve a sensibilizzare la gente sul tema e invitarla a meditare sul significato vero dell’indipendenza, che significa una vita dignitosa per il futuro e non fazzoletti verdi e corna in testa.
      In secondo luogo, quando Color44 avrà raggiunto il suo scopo e lo Stato italiano metterà i bastoni fra le ruote, si potrà sempre dire che ostacola un processo democratico. Con migliaia di firme in mano sarà più facile trovare l’approvazione dell’ONU e magari qualche nazione disposta a investire sul progetto dell’indipendenza lombarda.
      Sapendo di non essere soli nella battaglia contro l’iniquo Stato italiano, quelli che adesso sono individui sparsi troveranno il coraggio di fare uno sciopero fiscale che finalmente metterà l’Italia in ginocchio.

      Fare uno sciopero fiscale ora come ora a cosa porterebbe? Venti persone in tutta la Lombardia provano a non pagare le tasse, arriva la finanza che gli pignora la casa e li manda in galera, vengono additati come pericolosi evasori in tutti i media italiani e finita lì.

      • Chi ha parlato di sciopero fiscale?
        È assolutamente vero che lo si può pensare solo se lo fanno alcune migliaia di contribuenti contemporaneamente.

        Poi stai attento che non troverai mai nessuna nazione che appoggia una nazione che può fare concorrenza, quelli si muovono solo per mandare qualche sacco di farina ai miserabili della terra.

        L’approvazione l’ONU la dà solo a chi sta da una certa parte e quella parte non è certo la nostra.

        • Albert1 says:

          Vero, se aspettiamo l’ONU stiamo freschi!

        • Liugi mobile says:

          Quindi la Lombardia potrebbe fare concorrenza alla Russia o al Brasile? Siamo seri.
          Piuttosto, si inizi a pensare a ciò che la Lombardia indipendente può offrire a queste nazioni.

          • Emilia2 says:

            Quindi pensate di essere riconosciuti dalla Russia o dal Brasile? Vi ricordo che non sono questi i Paesi che comandano in Occidente.

  12. Alessandro says:

    Speriamo bene: è però difficile essere ottimisti.

    La maggior parte dei lombardi è rassegnata e i pochi indipendentisti consapevoli sono divisi in mille gruppi litigiosi. Il personalismo prevale e così alla fine non sono poi molti quelli che sono disposti ad anteporre l’obiettivo del referendum popolare ai modesti interessi dell’orticello del partitino.

    Seguo da qualche mese questo giornale e i commenti agli articoli, dominati da insulti e litigi (quasi sempre a carattere personale), mi pare che testimonino molto bene questo clima dominato da ambizioni frustrate e da una grande immaturità.

    E’ vero però che se il comitato resterà lontano da partiti e partitino forse potrà far crescere una nuova consapevolezza.

    Speriamo.

  13. Stefano Nobile says:

    Oh, altroché se avranno il coraggio di negarvi questo sacrosanto diritto: ne va della loro vita.

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