Colonie, multinazionali, le sette sorelle… Il conto della disgrazia è nostro con le migrazioni

di MARCELLO RICCIpetrolio sudan

Morti in un autocarro rubato e poi abbandonato, morti nelle stive dei barconi, altri per naufragi e disagi. Vite spente. La morte è per sempre. Morte prematura chi cerca una vita migliore, rinunciando a crearla in patria . Ordine e lavoro, lavoro e ordine, basi del benessere. L’Africa è ricca, ma in molti stati non c’è lavoro. Alberi tagliati, miniere sfruttate , ma tutto lascia il continente per essere lavorato altrove. Prima il colonialismo, ora le multinazionali. Per invertire la rotta, basterebbe che i singoli governi degli stati africani imponessero alle multinazionali che quanto prelevato dal suolo, sottosuolo e mare  può essere esportato solo come prodotto finito. Chi governa i singoli stati? Quale il vero significato delle primavere arabe? L’assassinio di Gheddafi ricorda in un certo modo quello di Enrico Mattei? Total contro Eni. Le sette sorelle che rifiutano la cugina spuria. Londra cervello e anima delle multinazionali, Parigi alleata, Berlino complice. Rei e correi. Il disastroso esodo modificherà il volto dell’Europa.
Chi di spada ferisce, di spada perisce e chi ha la disgrazia di essere la sponda più  comoda subisce l’impatto. Dio strammaledica gli inglesi , la perfida Albione e le loro avide e disumane politiche.  Muri, barriere di filo spinato, rimpatri,  affondamento di barconi vuoti possono essere  solo misure tampone, la soluzione del problema è in mano ai governi dei paesi del continente nero. Governi veri o al servizio del potere economico mondiale? La guerra valutaria in atto, è un segnale di un possibile capovolgimento dell’ordine mondiale? Riusciranno Mosca e Pechino a farci dimenticare Londra e Washington  e riportare dollaro e sterlina nel ruolo di monete locali?
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One Comment

  1. G.da Brivio says:

    Prima il colonialismo, ora le multinazionali…..-
    Il colonialismo dei paesi economicamente e culturalmente più maturi è stato voluto dai grandi complessi, anche in passato. Gli altri paesi, come Portogallo e Spagna si sono limitati alla rapina per piacere alla corona e al clero. Gli italiani, secondo uno schema ripetitivo, fanno caso a sé. Senza attenuanti.
    La soluzione del problema è in mano dei paesi africani………
    Fintantoché i governanti di quei paesi cederanno alla corruzione degli affaristi stranieri, a danno dei loro stessi connazionali, non cambierà nulla. Il problema non viene neppure risolto cambiando i governanti.
    Dio stramaledica gli……….
    Quelli fanno i loro (sporchi) interessi. E noi stiamo a guardare cosa succede, prendiamo nota, quando non siamo distratti dalle vicende capitoline o di altro genere, che non mancano; discutiamo ed organizziamo con solerzia e bravura show televisivi al solo scopo di fare dello spirito o abbandonarci a sterili polemiche, e confidiamo nella buona volontà dei burocrati di Bruxelles che dovrebbero estrarre il coniglio dal cilindro, invece di fare ciò che avremmo dovuto fare già tanto tempo fa: dettare le nostre condizioni, ai primi migranti e alla UE. Ma abbiamo il coraggio necessario a ciò, ché di solo coraggio si tratta ?
    E’ sufficiente seguire, dedicando tempo prezioso alla ricca letteratura sul tema, gli avvenimenti internazionali degli ultimi vent’anni per rendersi conto che i responsabili della catastrofe planetaria sono gli innominati USA governati da Israele, Inghilterra, Francia, ed i loro compagni di (s)ventura Arabia Saudita ed Emirati Arabi.
    Il resto sono bazzecole, ONU inclusa, al servizio degli innominati.
    E Renzi, voluto e tuttora osannato da tanti italiani compresi i caporali d’industria, spera di farsi accettare distribuendo baci e abbracci ai vari Caino. Iss’ è tutti noi, o quasi.

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