Colline del Prosecco si candidano a patrimonio umanità dell’Unesco

proseccoLe Colline del Prosecco si candidano a diventare Patrimonio dell’umanita’ Unesco. Lo annuncia oggi il presidente del Veneto Luca Zaia, in una conferenza stampa a palazzo Grandi stazioni, Venezia. Oggi e’ stata infatti ufficializzata la firma di un protocollo d’intesa tra la Regione Veneto e 28 Comuni dell’area compresa tra Conegliano e Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Si tratta in realta’ di un importante passo avanti in un percorso iniziato oltre sei anni fa, spiega Zaia, ringraziando i tecnici dei due comitati scientifici, uno locale e uno nazionale, che stanno lavorando ad un dossier a sostegno della candidatura, che verra’ ultimato entro la fine dell’anno e sara’ presentato a Unesco nei primi mesi del 2017. La chiusura dell’iter richiedera’ poi, nel migliore dei casi, “almeno tre anni”.

Si tratta di una candidatura culturale, e’ il commento di Innocente Nardi, presidente del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore. La candidatura non e’ infatti del Prosecco, precisa piu’ volte Zaia, ma di “territorio e sapienza dell’uomo”. Le Colline del Prosecco, spiegano gli intervenuti alla conferenza stampa, sono un territorio unico, reso tale anche dall’intervento umano. Perche’ le colline sono difficili da coltivare e in passato il suolo pietroso rendeva la vita difficile agli abitanti. Poi, nel 1606, i nobili del luogo fondarono l’Accademia degli aspiranti, una prima scuola di agraria in cui si ragionava sulle opzioni per fare in modo che il difficile territorio si trasformasse in una risorsa in grado di offrire cibo ai suoi abitanti. La scoperta che i forti sbalzi di temperatura potevano essere un bene per la produzione di vino cambio’ le cose, e negli anni si sviluppo’ la tecnica di coltivazione, con interventi sulla conformazione del territorio.

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