COL MES CI INDEBITIAMO PER RICAPITALIZZARE ANCORA LE BANCHE

di REDAZIONE

Un indebitamento di cinque miliardi all’anno per tre anni, più altri 110 miliardi da versare a insindacabile giudizio di Monti. Senza escludere altri impegni a cui sarà difficile sottrarsi. La situazione europea è drammatica e servono soldi subito. Ufficialmente per salvare gli stati in difficoltà, ma nella sostanza per ricapitalizzare le banche che poi investono i soldi in titoli di Stato anziché per far ripartire l’economia. L’idrovora di quattrini è il MES (in inglese ESM), il trattato europeo che eufemisticamente chiamano fondo salva-stati. A gestirlo saranno diciassette super-governatori. Saranno immuni da qualsiasi atto giudiziario e i loro documenti, compresi i loro pc, saranno assolutamente inviolabili. E potranno decidere di chiedere quanti soldi vorranno, di averli nei tempi che vorranno, senza che gli stati aderenti – tra cui l’Italia – possano in alcun modo opporsi. Avevano cominciato col pretendere 500 miliardi,  ma adesso sono già arrivati a 800.
L’ultima fresca novità è la modifica del trattato cui l’Italia si sta legando indissolubilmente, senza che qualcuno abbia spiegato chiaramente ai cittadini cosa sia il MES, perché è difficile raccontare che ci indebitiamo di 125 miliardi (e forse è solo l’inizio), mentre si tagliano le pensioni e si bastonano i contribuenti con le accise sulla benzine, con le addizionali Irpef e con l’IMU. Il MES avrebbe dovuto servire  per salvare gli Stati in difficoltà, appunto, creando quel firewall, cioè il muro di protezione per evitare che una eventuale crisi si possa propagare di Stato in Stato. E invece due giorni fa è stato messo a segno il classico colpo di mano: gli 800 miliardi del nuovo fondo potranno essere utilizzati anche per aiuti alla ricapitalizzazione del sistema bancario europeo
Non solo, dopo i mille miliardi liquidità che la BCE ha prestato alle banche ad un tasso sombolico dell’1%, ufficialmente perché venissero a loro volta prestati alle aziende, e che le banche hanno invece utilizzato per comprare titoli di stato (sono sicuri e rendono il 4,8% di media),  senza rimettere in moto l’economia reale, adesso scopriamo che stiamo per pagare cinque miliardi all’anno per aiutare la ricapitalizzazione del sistema bancario europeo. E quali sono le banche che più di altre, dopo la decisione dell’EBA, hanno bisogno di ricapitalizzare? Quelle italiane, naturalmente. Dunque i 125 miliardi iniziali del MES, dei quali 15 l’Italia dovrà versarli subito, non saranno destinati al salvataggio degli Stati, ma al salvataggio, per esempio, di Monte dei Paschi di Siena di che ha chiuso il 2011 con una perdita di 4,67 miliardi.
Tutto questo mentre i piccoli imprenditori continuano a suicidarsi perché hanno un contenzioso con il fisco o lo Stato fornitore non li paga e le banche, quelle che ci sveniamo per ricapitalizzare, non gli aprono un fido neanche se si dà fuoco.

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2 Comments

  1. silvia garbelli says:

    Credo non serva essere esperti economisti per capire che, oltre a lasciare i cittadini nella più beata ignoranza – mai disturbare il manovratore ! – l’obiettivo principale di certe istituzioni sembrerebbe proprio quello di indebolire tutta una struttura sociale per favorirne poi eventuali
    “interventi esterni”, magari stranieri, come quello cinese.

    E forse si spiegherebbe così la fretta di concludere un’affrettata trattativa sul lavoro subordinata alla
    ‘missione montiana’ nella Repubblica Cinese… I cittadini salveranno poi le banche e, economicamente stremati, finiranno ‘facili prede’ del ‘provvidenziale benefattore’ di
    turno. Ma non è detto che tutte le ciambelle riescano col buco…

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