Col congresso almeno Salvini lo mette nero su bianco: Via la Padania

padania 1997-2

di Mario di Maio – Al di là dei rimpianti, delle critiche, delle colpe, delle responsabilità ecc. Salvino ha fatto bene a ristrutturare la Lega in funzione di quello che sta facendo e di quello che si propone di fare.

Un partito che da anni non è più indipendentista non può negare l’esistenza della Padania come entità storica geografica e culturale, ma, trasformato in partito nazionale, non può continuare a rivendicarne l’indipendenza nella denominazione e nelle carte intestate. Soprattutto se accetta consenso e voti dei territori che sono tutt’altro che padani.
Bossi ha parlato di funerale e con ragione, ma, a ben ricordare, il funerale è stato fatto da “altri” molto tempo fa.
Adesso si può solo cercare di evitare che il partito si meridionalizzi nel sistema di far politica e negli scopi da perseguire; in buona sostanza che non diventi una brutta copia della vecchia DC di Andreotti, cioè una sorta di “prima il Sud!” con i risultati che abbiamo già avuto occasione di “adeguatamente apprezzare”.
BENVENUTO_IN_PADANIA
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4 Comments

  1. Mario says:

    La Padania e la Lega sono due cose diverse.La Padania non e’ un partito e prescinde da qualsiasi leader.Ci saranno iniziative dei padani,forse un Congresso internazionale dei popoli in cerca di indipendenza e ci sara’ anche la Padania.In quanto alla Lega,Giorgia Meloni fa bene ricordare di essere stata prima di Salvini ad avere interesse per tutta Italia e ad aiutare in tuttii modi Roma e il Sud e non ha mai governato ne col Pd ne con i 5 stelle se prendesse piu’ voti di Salvini e’ giusto.I vecchi leghsti invece stanno a Varese ogni Sabato alle 18.00 nel prato fuori il Municipio.

  2. Paolo says:

    La Padania non è mai esistita, se non nelle teste di voi lombardi.
    La Repubblica Serenissima di Venezia è esista, e non c’è più, purtroppo.
    Ma la Padania è – come direbbe Fantozzi – una ca…a pazzesca

    • Stefania says:

      Che la si chiami Padania o questione settentrionale, cosa cambia? Posso però dire che lombardi e veneti sono tra loro distanti anni luce. Da veneta non posso che non sentirmi a casa mia nonostante viva in Lombardia da una vita. Non è la mia identità, non è la mia parlata, non è il mio cibo, non sono le mie colline, le mie montagne, non è la mia realtà culturale. E’ la differenza che passa tra un cubetto di ghiaccio e un raggio di sole.

    • Rodolfo Piva says:

      Lei è proprio disinformato. Un vero peccato perchè ha studiato poco l’argomento.

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