Codacons: crollo dei consumi alimentari ai livelli di 33 anni fa

di REDAZIONE

“Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad aprile la caduta su base annua del 6,1% registrata dalle vendite al dettaglio del comparto alimentare è la più forte almeno da gennaio 2001″. Per il Codacons in realtà questi dati “per quanto drammaticamente preoccupanti sono sottostimati per almeno due ragioni. La prima è che si tratta dei dati peggiori da 11 anni a questa parte solo perché le serie storiche sono cominciate 11 anni fa, la seconda è che il dato incorpora sia la dinamica delle quantità che quelle dei prezzi. Se, quindi, si scorpora l’inflazione, ecco che il crollo dei consumi alimentari, in quantità, assume aspetti tragici”.

“I consumi alimentari pro capite annui – prosegue – hanno fatto un balzo indietro di 33 anni, tornando ai livelli del 1979. Il crollo è cominciato nel 2007 e da allora la discesa è stata inarrestabile. La ragione è che con l’aumento del costo della vita iniziato nel 2002 e la mancata difesa delle pensioni e dei salari reali, le famiglie sono andate progressivamente in crisi e se all’inizio faceva fatica ad arrivare alla fine del mese un terzo degli italiani, ora, dopo 10 anni, solo un terzo delle famiglie riesce ad arrivare tranquillamente alla fine del mese. Un bel peggioramento che ha investito anche il ceto medio italiano”. Per questo il Codacons invita il Governo Monti “a lavorare non solo sulla spending review, ma anche sull’elusione fiscale, consentendo detrazioni fiscali in proporzione al reddito, escludendole del tutto per chi dichiara oltre 75.000 euro. In tal modo sarà possibile, progressivamente, alleggerire la pressione fiscale sui ceti medio-bassi”.

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One Comment

  1. Domenico says:

    Già, perchè 75000 eurocaccole sono un reddito da ricchi. Ma questi del codacons sono più bacati di monti e befera!

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