1945: il Comitato di Liberazione Nazionale voleva un Veneto autonomo

di SANDRINO SPERI

Spettabile direttore, ecco un interessante volantino del dicembre 1945, distribuito in provincia di Verona a Isola della Scala, dal Comitato do liberazione nazionale Veneto che, pur facendo parte del C.L.N.A.I., aveva precise, puntuali e articolate richieste di stampo federalista per il Popolo Veneto.

Tali richieste e aspirazioni, non solo non sono state prese in considerazione, ma sono andate nella direzione opposta a quelle che erano le aspettative dei Veneti. Con la nascita dell’O.N.U.e la carta di Helsinki il principio di autodeterminazione dei popoli, da astratto principio politico diventa norma giuridica internazionale, che per tutti i firmatari, fra cui l’Italia, ha valore cogente. E ciò al di là delle vicende storiche che videro i Veneti, che pure avevano vinto sul campo a Custoza e Lissa, diventare sudditi di un regno che sul campo aveva perso. Che cosa chiedevano i nostri padri?

1- Autonomia e Indipendenza di tutte le terre di San Marco.Ripristinare le istituzioni marciane adattandole all’oggi.

2- Confederazione di Repubbliche o Regioni sull’esempio della Svizzera cioè Democrazia diretta.

3- Il governo deve essere  l’autentica e fattiva espressione delle classi produttrici.

4- La politica dovrebbe essere gestita da movimenti e non da partiti.

5- Ripulire e rinnovare tutti gli uffici pubblici (magistrati, prefetti, questure, scuole) e farli funzionare con personale veneto.

6- Il lavoro e i risparmi della nostra gente non vengano più devoluti a sostenere regioni e popolazioni che non intendono contribuire al benessere generale.

7- Tutti coloro che aderiscono al nostro movimento,costituiscano in ogni centro abitato il loro “Gruppo San Marco par forza”.

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18 Comments

  1. Gabriele Perucca says:

    Complimenti a Sandrino Speri.
    Un articolo interessantissimo e delle risposte molto chiare e precise a chi parla pensando di interloquire con il solito italiano del nord. Tu sei Veneto come me Sandrino e si vede che la tua visione delle cose non è plagiata dalla pulizia culturale ed etnica che l’Italia sta portando avanti da 146 anni qui nelle nostre terre. È il sistema Italia che mette contro il nord con i sud. Per sopravvivere. I Veneti sono sempre stati votati all’esterofilia e non sono mai stati un popolo ed una Nazione “anti” qualcosa o qualcuno.
    La libertà della patria veneta occupata e colonizzata dall’Italia é un diritto sacrosanto previsto da tutti i trattati di diritto internazionale. Senza bisogno di referendum.

    La tua lungimiranza Sandrino mi è di esempio.

    Ciao

    A presto

    Gabriele Perucca

  2. Giancarlo says:

    Un sommesso avviso a tutti i commentatori: nel 1945 le istanze autonomistiche dei movimenti partigiani sono fra le pagine più gloriose della storia itagliona, dalla carta di Chivasso alla Val D’Ossola al Veneto di cui si parla nell’articolo. Nella maggior parte si trattava di persone di ascendenza komunista, socialista, liberale, azionista, nelle valli valdesi di confessione protestante e comunque di formazione spesso e volentieri anticlericali, ma soprattutto ANTI-fascisti e ANTI-nazisti. In loro la lotta per liberarsi dalle dittature nera e bruna era strettamente collegata con il desiderio di autonomia e autogoverno delle proprie terre.

    Cito dalla carta di Chivasso:

    ….. che una organizzazione a basi federali, o almeno largamente decentrata politicamente ed amministrativamente, dello stato italiano è una condizione essenziale perché tutte le regioni italiane possano svilupparsi spiritualmente ed economicamente e garantire, con il loro armonico sviluppo, la rinascita della Nazione tutta;
    che una larga autonomia politico-amministrativa, con principi federalistici, a base regionale e cantonale, è l’unica garanzia contro un ritorno della dittatura, la quale trovò nello stato accentrato italiano lo strumento già pronto per il proprio predominio sul paese;….

    Bene, leggendo quanto sopra non dovrebbe essere difficile capire che tutte le ciance sul 1860, sulla guerra civile anti-briganti, sulla battaglia di Lissa, sugli Asburgo vs. Savoia, su mio nonno in carriola che era un fedele suddito di Cecco Beppe e simili non c’entrano una beata mazza.

  3. Buttapietra libera says:

    Pensa ti, un volantino talmente importante che ha mobilitato milioni di veneti verso l’indipendenza. Io rimango del parere che Buttapietra debba rimanere indipendente sia dall’Italia sia dal Veneto. Con Buttapietra e contro Venezia perinde ac cadaver.

  4. Buttapietra libera says:

    Bello, comunque, il volantino copiato con lo STAMP di Windows 98. Veri profescional.

  5. Buttapietra libera says:

    Io non mi sento veneto. Mi sento buttapietrese. Buttapietra libera dall’oppressione veneta! Buttapietra indipendente!

  6. lombard says:

    @ salvatore
    Fosse stato per i miei bisnonni (ed anche x me) ci sarebbero ancora gli austriaci, altro che crucchi, adesso saremmo le regioni più vivibili del pianeta … altro che mafia, pizza e mandolino. Te capì terùn?

  7. salvatore says:

    Caro SANDRINO SPERI,
    quelle popolazioni che “non intendono contribuire al benessere generale” come dici tu, innanzitutto:
    * hanno i cimiteri pieni della meglio gioventù di allora morta per salvare la “Vostra” terra, invasa dai crucchi austriaci. In Sicilia, o Calabria o Puglia o Campania, gli austriaci non sarebbero mai venuti.

    * la questione meridionale è vecchia di 150 anni, e in questi anni sei sicuro che il sud ha preso più di quanto ha dato? A me risulta il contrario!

    Ti invito pertanto a studiare seriamente i termini della questione sia da un punto di vista sociologico, che economico, che storico soprattutto. Se poi sei ancora convinto che sia il caso di sciogliere sto “matrimonio” non voluto dal sud; per quanto mi riguarda va bene purchè come in tutti i divorzi si vada davanti un giudice terzo che dica chi e cosa a chi e quanto deve essere dato.
    Con l’occasione m’è gradito ricordare Garibaldi che disse: io ho fatto l’Italia, ma non gli italiani. E’ verissimo!
    Cordialità
    S. I.

    • lucky says:

      magara! io oltre l’arbitro metterei anche i segnalinee, anzi abbondo , anche il quarto e il quinto sesto uomo, in mona anche l’avarizia, basta che sta partita si faccia

    • Trasea Peto says:

      Lo Stato italiano in entrambe le guerre mondiali si è auto invitato un anno dopo che le battaglie erano già in corso. Lo Stato austriaco non ha invaso niente, è lo Stato italiano che è attaccabrighe e ha manie di protagonismo.

      I miei nonni non si sono offerti volontari per andare in guerra. Era un ordine andare in guerra. Uno dei due ha partecipato all’invasione da parte italiana dell’Albania, ma mio nonno fin poco prima non sapeva neanche che esistesse l’Albania.

      Nel 1860 Pietrarsa non era Manchester

    • Sandrino Speri says:

      caro Salvatore ti rispondo nell’ordine: 1°il volantino non è stato scritto da me,che nel 1945 avevo un anno,ma probabilmente dal prof De Vivo,docente universitario a Padova, mio ottimo insegnante e coordinatore del gruppo patavino”San marco par forza”.2 L’artificio retorico della conta dei morti che porti in campo suscita pietà e memoria per tutti quei giovani Italiani e Veneti che sono morti inutilmente sulle montagne qui vicine:inutilmente perchè l’impero asburgico aveva offerto quelli stessi pezzi di terra,la cui “conquista” procurò poi 600.000 morti.A Redipuglia fra i tanti nomi ci sono anche quelli di mio nonno paterno Speri Alessandro e di mio nonno materno Vincenzi Attilio.Il Risorgimento fu una sistematica carneficina sopratutto contro la gente del sud,che si difese con tenacia,ma subì stragi e deportazioni di inaudita ferocia…e li chiamarono Briganti.Migliaia di soldati del regno delle Due Sicilie che avevano rifiutato di giurare fedeltà al nuovo re sabaudo vennero deportatati nei Lager di Frasselle in alta val di Susa e fatti morire di freddo e di fame.3 il Regno delle Due Sicilie aveva un attivo di bilancio di 40 milioni che furono divorati dai garibaldini,mentre lo stato Sabaudo aveva 30 milioni di deficit che ripianò con le rapine della guerra risorgimentale. 4 “Con la nascita dell’O.N.U.e la carta di Helsinki il principio di autodeterminazione dei popoli, da astratto principio politico diventa norma giuridica internazionale, che per tutti i firmatari, fra cui l’Italia, ha valore cogente”.Ti è sfuggito l’aspetto giuridico della questione e mi auguro che tu non sia Salvatore Culitto,che un grande testone.

    • Sandrino Speri says:

      grazie ! La lettura della carta di Chivasso mi ha fatto ricordare l’analogo documento Veneto .W San Marco

    • salvatore says:

      Bene,
      e divorzio sia allora!

      Immaginiamo che l’arbitro sia onesto come i guardialine e il quarto, quinto fino al 10 uomo; abbiamo cosi la giuria.

      (Alias fate girare a più persone potete come farò io adesso, i giudici devono essere numerosi per decidere del DIVORZIO p.v.).

      Allora siccome la STORIA conta in ogni vicenda di uomini e cose, i fatti sono:

      I° FATTO unità d’Italia e vicende correlate all’annessione dello stato borbonico nel regno sabaudo.

      Signor arbitro e signori giudici pretendo che mi venga restituita quanto ci è stato tolto; alla luce di quanto allego:

      http://www.tzetze.it/2013/01/il-fallimento-monti-fermiamoci-un-secondo-e-ragioniamo-cosa-ha-fatto-per-noi.html

      https://www.youtube.com/watch?v=Uw4cO5fTk2E

      http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Pica

      da qui, in parte, una delle cause dell’inizio del fenomeno mafioso e camorristico a nostra colpa e parziale discolpa.

      Questo è stato l’inizio dei nostri mali e di tante sofferenze che il nord ha costretto il sud per salvare le finanze dello stato sabaudo.

      Quindi signora giuria in questo divorzio il punto di partenza di tutto è: la non risolta (volutamente) questione meridionale.

      Troppo comodo ADESSO dire che: “Il lavoro e i risparmi della nostra gente non vengano più devoluti a sostenere regioni e popolazioni che non intendono contribuire al benessere generale.”

      Che ci venga restituito prima l’onore, la vita delle persone morte a causa del nord colonialista e criminogeno, poi parliamo del resto.

      Grazie
      S. I.

      • San Marco par forza says:

        Mi spieghi come faremo noi Veneti o come farete voi Siculi a restituire l’onore a 1.280.000 emigrati in America nei primi venti anni dell’occupazione sabauda:se il cosidetto Risorgimento è stato uno schifo che la casta e le numerose categorie parassite pretendono di continuare a danno dei popoli italiani,ogni popolo sovrano,prenderà le decisioni che riterrà più opportune. La sovranità del popolo,dei popoli non vanno in prescrizione :unicuique suum tribuere.

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