Più clienti ci sono in circolazione e più una nazione è libera

di MAURO GARGAGLIONE

Sam Walton, il fondatore di Wal Mart ebbe a dire: “Esiste solo un capo supremo: il cliente. Il cliente può licenziare tutti nell’azienda, dal presidente in giù, semplicemente spendendo i suoi soldi da un’altra parte” . Vediamo questo concetto dal lato del fondatore di Wal-Mart.

Un signore che aveva voglia e capacità di guadagnarsi da vivere convincendo altri a dargli volontariamente dei quattrini in cambio dei suoi prodotti/servizi, ha potuto creare un’organizzazione come Wal-Mart che lo ha reso ricco. Incidentalmente questa azienda ha dato lavoro a migliaia di altre persone che hanno scelto di andarci a faticare e che su quel lavoro ci hanno impostato la loro vita. Il fondatore di Wal-Mart e i managers che si è scelto sanno molto bene che se il flusso dei quattrini dei clienti volontari diminuisce o si interrompe, essi stessi sono in pericolo. Tutta la loro vita è dedicata ad avere clienti soddisfatti che continuano a spendere quattrini in Wal-Mart. Lo stesso concetto vale per Apple, IBM, Barilla o Esselunga.

Finchè ciò succede possiamo definire il cliente come l’entità che consente, a chi ha voglia e capacità di guadagnarsi da vivere, di esistere. (OT Ma quanto capaci bisogna essere per guadagnarsi da vivere? Basta pochissimo. Basta solo saper sollevare un peso, impugnare una vanga o usare uno straccio. Il mondo ha bisogno di scienziati e nano tecnologi  tanto quanto di lava-macchine o sterratori. I problemi caso mai sono questi due: 1) sai usare bene solo la vanga ma vuoi essere pagato come un ingegnere di F1 e 2) non hai nessuna voglia di fare neanche quel poco che sai fare ma consideri lo stipendio un diritto a cui qualcuno deve provvedere. FINE OT). Torniamo al discorso iniziale e alla visione dal lato del cliente stavolta.

Il cliente che può contribuire a decidere del destino del presidente di Wal-Mart col suo portafoglio è contemporaneamente forzato da un’altra organizzazione, lo Stato, a versare denaro che si è guadagnato col suo lavoro pagando somme che non può contestare o decidere di allocare diversamente. Se, sempre partendo dal portafoglio di un individuo, volessimo definire due sfere di comportamento, potremmo dire che una persona opera entro la sfera della libertà quando fa il cliente che volontariamente sceglie di dare o meno i suoi quattrini al Signor Walton, ed entro la sfera della coercizione (o schiavitù) quando è contribuente (cittadino). Si cominciano così a delineare due distinzioni: CLIENTE equivalente a LIBERO INDIVIDUO e CITTADINO equivalente a INDIVIDUO FORZATO.

Se ne può concludere che se, come abbiamo visto, chi ha voglia di guadagnarsi da vivere può farlo perchè esiste il CLIENTE che lo sfama di sua volontà, allora vale affermare che il CITTADINO.FORZATO garantisce l’esistenza a chi non ha voglia (o almeno,  a cui non è richiesto) di essere capace di guadagnarsi da vivere. Costui può continuare ad esistere perchè preleva a forza i quattrini al CITTADINO.SCHIAVO. Se la quantità di gente che non sa/non vuole/non ha bisogno di guadagnarsi da vivere facendosi sfamare da liberi individui che pagano spontaneamente, aumenta troppo, lo Stato è costretto ad incrementare la pressione nella sfera della coercizione contributiva per assicurare un pasto anche a chi non ha fatto nulla per farsi scegliere volontariamente da un libero cliente. Ma un individuo, più è forzato meno è ‘cliente’ (cioè libero di scegliere). Tutti poi sanno che la condizione di schiavitù è la meno produttiva. Se proprio non vi piace l’avidità che smuove i popoli, diciamo pure che è la ‘fede’ che smuove le montagne, non certo la schiavitù. Più diminuisce la quota di clienti che vengono trasformati in schiavi, più il sistema si avvicina sempre più velocemente al collasso per mancanza di risorse, perchè è solo con la volontarietà e la creatività che si crea ricchezza aggiuntiva.

Si sarebbe infatti potuto pianificare statalmente il mercato del Moplen, del Terital, del TomTom o dell’iPhone? Cinquant’anni fa si lavorava con l’obiettivo di comprarsi una 600, fino a poco tempo fa con quello di farsi un bilocale in montagna. Ora rimane un iPad o poco più per un esercito di giovani. Non ci può essere  nessuna legge o pianificazione dello Stato in grado di decidere i desideri da perseguire col frutto del proprio lavoro e tenerli aggiornati di decennio in decennio.

Volendo riassumere possiamo dire che più clienti ci sono, più una nazione è libera. Al contrario, più le tasse sono alte, più ci sono contribuenti schiavi che assicurano l’esistenza di un numero sempre maggiore di gente che non ha nessuna capacità/stimolo/interesse/voglia di guadagnarsi da vivere. Costoro sono tra l’altro i destinatari della stragrande quantità delle tasse incamerate dallo stato, che non si dirigono certo ai veri bisognosi o agli sfortunati per i quali la vita è sempre grama. Lo Stato, specialmente lo stato sociale, è una macchina ingannevole che ha l’obiettivo di rendere le persone schiavi al servizio dei parassiti, niente di più di questo. Le classi politiche allevano e collocano nella macchina pubblica parassiti che poi gli restituiranno  il voto garantendo così la loro perpetuazione e per far questo predispongono, affinano e utilizzano gli strumenti della coercizione individuale nei confronti dei ‘clienti’.

E’ inevitabile che il processo di ingrandimento della parte parassitaria deve raggiungere il limite critico oltre il quale il sistema non regge più. Come in un pendolo, non è però possibile osservare un’inversione di moto se prima non si è scaricata completamente l’energia potenziale.  A ciò va aggiunto  il fatto che se la maggioranza delle persone non è stata più messa in condizione di produrre ricchezza aggiuntiva ma deriva la sua sopravvivenza dallo stipendio di stato (pensionati, dipendenti pubblici e parapubblici di ogni ordine e grado e loro famiglie), risulta irragionevole aspettarsi un’auto-correzione del sistema. Con buona pace di chi spera di fermare il declino stando in bilico sul pendolo.

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14 Comments

  1. Antonino Trunfio says:

    ma a qualcuno viene mai il dubbio che le BR avevano sbagliato epoca, o no ?

  2. Fabio says:

    da portare a memoria, ripetere come preghierina a colazione pranzo e cena, sperando che riesca ad intaccare l’odio per cliente/lavoro/dedizione/negoziazioni inculcati a scuola:

    Il cliente è il più importante ospite della nostra azienda, lui non dipende da noi, ma noi dipendiamo da lui.
    Non è un interruzione del nostro lavoro, ma è lo scopo dello stesso.
    Non è estraneo al nostro business, ma vi partecipa attivamente.
    Non gli concediamo un favore accettando di servirlo, ma è lui che concede a noi un favore, dandoci l’opportunità di farlo.

    mi dicono siano parole di Gandhi. Non lo so e non m’interessa, ma a me piacciono a prescindere.

  3. mario says:

    A parte l’ asimmetria del mercato per cui il fornitore (specialmente se grande come la Wal Mart) ha una capacità di condizionare tale da rendere le possibilità di licenziarlo da parte del cliente puramente pleonastiche, si continua a sclerotizzare le figure di cliente- fornitore di servizi come se fossero due figure contrapposte da prendere in sé e per sé. In realtà il cliente è lo stesso dipendente della Wal Mart, non una figura astratta da idealizzare ipocritamente in una sorta di scissione schizofrenica e la soddisfazione del cliente è la stessa soddisfazione del dipendente della Wal Mart.
    La schizofrenia della logica che contrappone cliente e fornitore del servizio è la stessa schizofrenia che regola nella società attuale tutti i rapporti finalizzata al solo esercizio della potenza tanto ipocritamente mascherata da assunzioni aleatorie, quasi da barzelletta se non fosse per la tragicità da cui sono sottese,

  4. Mercanzin Marco says:

    Questo articolo parte da due presupposti.
    1- che la scelta dei clienti sia frutto di un libero arbitrio ragionato e libero, e che si rivolgano ad un mercato realmente concorrenziale.
    2- che lo stato sia sempre e comunque marcio per definizione e che per finanziarsi debba comunque drenare i privati.

    Invece, e questo lo capiamo intuitivamente, in entrambi i casi, la scelta del cliente e la qualità dello stato, sono il frutto di quanto informati e come sono informati i cittadini.
    Siiamo sicuri che la coca cola venderebbe ancora se la gente sapesse veramente quanto male fa?
    I nostri politici sarebbero ancora gli stessi se la gente avesse una classe giornalistica degna di questo nome?
    L’informazione e’ decisiva.
    Conoscere per poter deliberare.
    Ed infatti, il potete sull informazione decide sia l’orientamento del consumo, sia quello politico.
    Pretendere che l’attenzione d’acquisto per un iPhone non sia almeno in parte creata da una campagna mass mediatica, e quantomeno azzardata.
    Ergo, salta il discorso della democraticità della scelta d’acquisto, non essendo essa libera, in quanto orientabile.
    Insomma, parafrasando il titolo di questo articolo , ” Più informazioni libere ci sono in circolazione, più una nazione e’ libera”.

    • Arsem says:

      Bravo!
      Io invece vorrei essere più conciso:
      “Beati gli ultimi se i primi sono onesti”

      Niente di nuovo è la vecchia storia dell’uomo disonesto e malato dentro che si ripete.

    • Fabio says:

      puoi conoscere quanto vuoi, ma

      – se è vietato licenziare un singolo dipendente pubblico;
      – se il politico può con poco portarsi via la pensione a vita;
      – se possono dire quel che più ti fa piacere ma poi legalmente fare l’opposto perché per costituzione non hanno vincolo di mandato;
      – se questo stato è fondato, per primissimo articolo della costituzione, sul lavoro (forzato, dei sudditi che DEVONO!!! pagare le tasse) anziché sulla libertà e sulla proprietà;

      beh, non credo ci sia nulla da fare.

      • mercanzin marco says:

        eh no caro mio,conoscere vuol dire anche essere informati per poter votare il politico che quelle cose non le permette.
        Vuol dire anche conoscere il diritto di modificare la costituzione e pretendere il referendum propositivo.
        Insomma, l’informazione è essenziale per poter decidere il proprio futuro.
        Pensi veramente che milioni di padani voterebbero i partiti italioti se fossero veramente informati?
        la conoscenza E’ potere !
        E chi ci sta colonizzando lo sa benissimo, tanto che controlla assiduamente tutti i media.
        ho detto qualcosa di sbagliato?

        • Federico Lanzalotta says:

          mercanzin, no, stai tranquillo, gli statalisti, quelli cioè che vivono di stato, sono assai bene informati sui vantaggi dello stipendio di Stato sicuro a fine mese pur essendo fancazzisti!

          PS non tutti gli statali sono fancazzisti, ma si sa, le mele marce nel cesto corrompono tutte le altre.

      • Arsem says:

        e come fa uno ad essere libero in un mondo che appartiene a altri?

    • Arsem says:

      Bravo!
      Io sono ancora più conciso:
      “Beati gli ultimi se i primi sono onesti”

      E’ la vecchia storia dell’uomo disonesto e malato dentro che si ripete.

    • Flit says:

      Mercanzin, cambia pusher !

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