Città private in Honduras? Già uccise dalla Corte suprema

di STEFANO MAGNI

Vi ricordate del progetto di città private in Honduras? Bene… anzi, male: è già stato distrutto per volontà della magistratura.
Lo Stato centralista trionfa ed elimina ogni idea di enclave autonoma, anche se fosse destinata a portare ricchezza e posti di lavoro. È questa la lezione che si può trarre dalla sentenza della Corte Suprema dell’Honduras che ha posto fine al progetto di costruire 20 città, autonome e private, dove poter commerciare, vivere e lavorare secondo le regole del libero mercato. Il sogno dell’imprenditore statunitense Michael Strong, di cui avevamo parlato il mese scorso su questo giornale, si è infranto contro il principio di “sovranità” e di “integrità territoriale”, alla base della sentenza dell’organo costituzionale honduregno. I giudici sono stati quasi unanimi (13 contro 1) nel ritenere incostituzionale il progetto. Solo un mese fa il parlamento, con quasi altrettanta unanimità, aveva approvato il progetto. “Sono molto triste, tutto quel che volevamo era dare lavoro a tutti gli honduregni”, ha dichiarato il presidente del Parlamento Juan Orlando Hernandez.
Le nuove città private avrebbero dovuto essere caratterizzate da una piena autonomia politica e fiscale, da una bassissima tassazione e da una assoluta libertà di fare business. Il modello ispiratore era quello di Hong Kong e Singapore, un tempo terre povere e oggi due fra i luoghi più ricchi e dinamici del mondo. La maggioranza assoluta del parlamento dell’Honduras, così come il presidente Porfirio Lobo, avevano compreso tutti i benefici del progetto e lo avevano sostenuto. Sopprimerlo significa anteporre un principio astratto, a favore dello Stato unitario, alla concreta possibilità di benessere per un Paese ancora povero.
Il problema, però, è arrivato dal comportamento oscuro dello stesso governo dell’Honduras. Non si è mai capito bene come dovessero essere governate queste città. In un primo momento si pensava a commissioni governative non elettive. Poi anche quel disegno era stato archiviato, ma si è comunque fatta strada l’idea di “dittature tascabili”, sempre controllate da Tegucigalpa. Peggio ancora: l’avvocato Antonio Trejo, oppositore del progetto, è stato assassinato da killer tuttora ignoti. L’opinione pubblica locale e internazionale, già scettica o apertamente ostile, si è sollevata contro l’idea di una “privatopia imposta con la forza”.
La sentenza della Corte è stata comunque preceduta da una demonizzazione ideologica del libero mercato e dell’idea di poter sottrarre il potere allo Stato almeno un una piccola porzione di territorio. L’avvocato Fredin Funez, uno dei promotori della causa contro la privatopia, subito dopo la sentenza dichiarava alla Bbc che: “Questa è una grande notizia per il popolo dell’Honduras. Questa decisione ha impedito al Paese di tornare indietro al feudalesimo di 1000 anni fa”. E involontariamente ammetteva l’errore: fu proprio la frammentazione dell’Europa in feudi, repubbliche marinare e liberi comuni a creare la più grande civiltà del mondo. Non certo il centralismo dello Stato nazionale, un modello che oggi è in crisi anche nella stessa Europa.
Secondo Michael Strong, la decisione della Corte “…praticamente non lascia alcuna opportunità per nuove e innovative comunità honduregne. Speriamo che qualche altro Paese scelga la prosperità invece della povertà. Per ora i sostenitori della povertà hanno trionfato in Honduras”.
Un suggerimento per lui e per chiunque voglia fondare una prossima città privata? Fatela sul mare. Almeno non avrete a che fare con Paesi turbolenti, dove la criminalità politica è all’ordine del giorno. Né con organi giudiziari che non ammettono alcuna deroga al modello di Stato unitario e nazionale.

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13 Comments

  1. Maciknight says:

    L’ipotesi di isola artificiale galleggiante in acque internazionali era giò stata scartata per i costi eccessivi, alcuni ipotizzano lo sfruttamento di navi da crociera in disuso per trasformarle in città galleggianti, ma i vari Schettino provvedono a demolirle prima che arrivino a fine vita oppure costerebbe troppo recuperarle allo scopo, rimangono le piattaforme abbandonate, ma sono poche e di piccole dimensioni per lo scopo che ci si propone e quindi non vedo soluzioni all’orizzonte

  2. gibuizza says:

    Non capisco, il parlamento alla quasi unanimità è d’accordo, la magistratura no! Facciano allora una legge che permette questa tipologia di città e la magistratura dovrà adeguarsi.

  3. Niki says:

    SIgnor Culitto
    se lo stato rubasse meno saremmo tutti più ricchi… o vogliamo continuare a pagare i festini romani, le vacanze di Formigoni, la villa con piscina termale di Veltroni….
    Quando penso a come mi sentivo quando dovevo pagare le tasse anticipate sulla presunzione di reddito, in mezzo ad una crisi che ha fatto chiudere 1/3 dei negozi che servivamo…
    E che alla fine abbiamo chiuso e ce ne siamo andati quando (dopo aver sempre pagato le tasse) il commercialista ci fa: dovete chiedere il condono. Il condono? Ma le tasse noi le abbiamo pagate. SI ma se non lo chiedete vi viene la finanza e non si muove finché non trova come darvi una multa…
    Lì abbiamo capito che l’Italia non era più il paese per noi. NOn era un posto per gente onesta, che fa il suo dovere e poi ha l’assurda pretesa di dormire tranquilla.

    • Flit says:

      Quando ve ne siete andati ?

      Sicuramente dopo aver ristrutturato il rustico, situato a 20 minuti dalla Svizzera! Per farvi autorizzare il progetto, di un’architetta della Curia e delle banche, avete illecitamente dato 27.000.000 di lire al socio di un consigliere comunale, commettendo un’infame reato !

      Non è vero che l’Italia non è più il paese per voi, per gente onesta !
      C’è un posto ideale, fatto apposta per voi !
      San Vittore !
      Anzi, meglio, Regina Coeli, così vi togliete anche dai piedi dei nostri secondini !

      VEDASI ” ALTRO CHE CORTE DEI CONTI, CI VUOLE LA RESA DEI CONTI” PUBBLICATO OGGI QUI A LATO

  4. giorgio lidonato says:

    Ottmo articolo di informazione! Un grande grazie all’autore. E’ proprio così: ovunque gli Stati si stanno organizzando per impedire qualsiasi forma di auto-organizzazione sociale, dal’Islanda alla Russia!
    IL PROBLEMA E’ LO STATO. Licenziamo tutti i politici e i burocrati!

  5. luigi bandiera says:

    In una canzone che si sentiva alcuni anni fa per radio si canta tra l’altro: …e’ un mondo difficile… (Non ricordo ne il titolo e ne il cantante).

    Questo mondo sara’ sempre piu’ difficile visto l’andazzo.

    Ogni tanto replico questo:
    LA SACRA (santa) INQUISIZIONE NON E’ MAI MORTA.
    Eh si.
    Gia’, perche’ i fatti si ripresentano senza scadenza cronologica e sempre piu’ spesso a farmi rivangare il principio.

    Noto che e’ a livello mondiale, che la presunta giustizia o cosiddetta tale si comporta in maniera tale appunto da superare la santa inquisizione che per esempio Galileo e Giordano e molti altri (tantissimi) ebbero a sperimentare sulla propria pelle se non sul proprio rogo.

    Ha un potere ABNORME..! Molto di piu’ di quella DIVINA..!

    Comunque si nota che nessuno pensa di ridimensionare tale potere che e’ di VITA o di MORTE per tutti noi e ma anche per le societa’ piu’ o meno civili.

    Lo dicevo da moltissimo tempo che un cittadino qualunque puo’ essere messo in galera senza se e senza ma e senza che lui possa aver commesso reati.

    Ce ne sono casi per esemplificare…

    Cosi’ non mi meraviglio di nulla. Al peggio dobbiamo ancora arrivare, ma tranquilli, stiamo per oltrepassare l’arrivo. Tuttavia e’ sicuro, stiamo arrivando eccome e sebbene lentamente sara’ INESORABILMENTE..! Per tutti gli appunti.

    L’intellighenzia (si nota o no?) a livello mondiale e’ MALATA..!

    Basti pensare all’ultima sul terremoto per farsi un’idea.

    Ricordate l’intrigo, la faccenda, del “Conte di Monte Cristo?”…

    E’ un film certo, ma la trama e’ piu’ viva che mai come ieri, oggi e sara’ anche domani.

    Sono molto preoccupato.

    Preghiamo

  6. Caber says:

    Concordo con Magni, in particolare con la chiusura!

    Peccato comunque…

  7. Michele Zucal says:

    Il congresso dell’Honduras dopo aver concesso il via circa un paio di mesi fa, se veramente crede nel progetto delle città private, dovrà metter mano alla Costituzione.

    Ma forse la costruzione di città private nei mari internazionali è una via più breve, alternativa alla modifica di costituzioni fossilizzate.

  8. Culitto Salvatore says:

    che peccato…avevo trovato il posto ideale dove far sparire i miei ultimi 100 milioni evasi al fisco…pazienza dovrò continuare a portarli in svizzera

    • Fabio says:

      lascia perdere la svizzera, quei politici non hanno nessuna intenzione di affrontare l’europaper difendere fondi portati lì da gente che molto spesso sono al potere nei paesi confinanti. Chi glielo fa fare di fare privatamente un favore a coloro che pubblicamente invece li attacano aspramente?

      Sono pochissimi quelli che portano oltre frontiera un po’di soldi guadagnati lavorando onestamente (naturalmente non pagando il pizzo mafioso di Stato) perché sono anni che è diventato quasi impossibile portarsi a casa sano e salvo il frutto del proprio lavoro sanza lasciarne un bella parte alle belve statali.

      La svizzera mi sembra ormai come la camera della morte delle tonnare, verso cui i tonni nuotano pensando di sfuggire alle reti che invece li guidano alla morte.

      Ricorda che non c’è ricchezza terrena più grande di te stesso: lo stato vuole TE, lo schiavo cui ciucciare ricchezza ed energia per anni. Se nen breve termine ha rilevanza dove porti quei quattro soldi che pensi di nascondere, nel lungo è di vitale importanza invece che in questo territorio venga gente a lavorareper mantenere la casta.
      Vista la qualità dell’immigrazione, l’emoragia di cervelli è devastante per lo stato. Resta solo il turismo, e lo stanno sfruttando al massimo con tasse e monopoli d’ogni tipo.

    • Nick Name says:

      Studia la Storia Culì, invece di ripetere a pappagallo quel che senti al telegiornale. Farai meno la figura dell’ovino.

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