MES IN VISTA PER CIPRO: CRACK DA DUE MILIARDI DI EURO

di SALVATORE ANTONACI

In mezzo al bailamme che sta sconvolgendo l’intera eurozona parrebbe piccola cosa il repentino deterioramento della situazione cipriota, tanto grave da richiedere, forse, il ricorso al Meccanismo di Stabilità Europea. Ma aldilà delle cifre non stratosferiche in ballo, si parla di qualche miliardo di Euro, l’importanza di questo sviluppo non può passare inosservato per le sue modalità e le conseguenze anche geopolitiche.

Innanzitutto l’antefatto: il violentissimo duello istituzionale tra il Presidente greco – cipriota, Dimitris Christofias ed il massimo responsabile della politica finanziaria del piccolo paese, il Presidente della Banca Centrale Orphanides, si era finalmente risolto pochi giorni orsono con la rimozione e la sostituzione del secondo da parte del Capo dello stato, cui la costituzione accorda questa facoltà. Alla base del siluramento un contrasto sempre più accentuato tra  i due sulle responsabilità dell’incombente possibile bancarotta. Se l’ex banchiere addebitava tutto l’onere della colpa alle politiche piuttosto allegre messe in atto dalla Presidenza che avevano comportato, a suo dire, un aumento cospicuo del debito pubblico e dello stesso deficit, Christofias, per parte sua, replicava incolpando costui per la mancata vigilanza sull’esposizione di due dei principali istituti  di credito locale nei confronti di alcune disastrate banche elleniche.

Come spesso accade è probabile che ambedue abbiano torto pur avendo entrambi declinato una parte della verità. Il combinato disposto dell’irresponsabilità e dell’azzardo finanziario possono, in effetti, aver determinato il crack. Che si sostanzia in un buco di circa due miliardi di euro; quanto necessario per la ricapitalizzazione dei due enti pericolanti, la Popular Bank of Cyprus e la Laiki, travolte, come detto, dal tracollo del credito greco. E così, l’unico rimedio, per così dire, potrebbe essere l’ennesimo commissariamento UE, il quarto dopo Atene, Dublino e Lisbona. Senza tacere, va da sé, la condizione simile, ancorchè penosamente camuffata, dei ben più corpulenti compagni di sventura mediterranei Spagna ed Italia.

Difficile uscire dal cul de sac per Christofias e per il suo nuovo collaboratore Panicos Demetriades che vanta nel proprio cv la docenza in scienze delle finanze all’ateneo inglese di Leicester. E certamente servirà tutta la competenza possibile ed il sangue freddo delle grandi occasioni per resistere al prevedibile ultimatum della famigerata troika (UE,BCE e FMI). Già le indiscrezioni sulla terapia filtrano attraverso le non troppo ovattate stanze del potere cipriota: tagli a stipendi ed emolumenti pubblici, eliminazione delle tredicesime e perfino un aumento, dal 10 al 15% ,della corporate-tax per le (poche) imprese straniere che decidessero di continuare ad investire in quel di Nicosia. Un mix di misure simile e perfino più draconiano di quello imposto agli altri miracolati dai bailout europei. Senza contare la sicura perdita di sovranità nazionale della parte ellenofona dell’isola divisa dal 1974. Oltretutto, ed è la nota più grave, la buriana interviene in un momento di particolare frizione tra le due principali controparti della zona, Grecia e Turchia.

Ulteriore benzina sul fuoco , quindi, ed un addio, si spera non irreversibile, alle speranze  di chi auspicava il crollo di uno degli ultimi muri residuali della guerra fredda, quello, perlappunto, che divide le due comunità presenti nell’isola già residenza privilegiata di Afrodite, per beffardo contrappasso dea dell’amore per antonomasia. Se poi, dopo aver miscelato il tutto, aggiungiamo anche il dettaglio non trascurabile dell’immenso tesoro petrolifero che pare essere stato individuato nel Mediterraneo orientale tra la costa israeliana, libanese e cipriota, potremmo presto essere alle prese con un beverone  capace di mettere alla prova gli stomaci più resistenti.

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2 Comments

  1. lafayette says:

    Mi ci sono concentrato anch’io, se hai la pazienza di rileggerti qualche cronachella passata 🙂

  2. sandrolibertino says:

    Ah si c’è anche Cipro nell’Eu e noi ci siamo concentrati sulla Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Italia….

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