Cina, libero mercato in libera tortura

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di STEFANIA PIAZZO – Perché ci sorprendono i fatti di Sesto Fiorentino, con la polizia a fronteggiare i cinesi che alzano la loro bandiera come a rivendicare la sovranità di una zona franca? Di cosa stiamo parlando? Non dimentichiamo mai che c’è un altro made in China.
Ma le mani, qui, non producono. Distruggono. Perseguitano. Imprigionano. Torturano.

Nel Paese dove si delocalizza la logica del profitto, si muore non per troppo lavoro bensì per la Gestapo rossa che incrimina e sommariamente condanna chi non è comunista. Il comunismo non è caduto. Il comunismo fa ancora cadere.
Nel libero mercato asiatico, il prezzo che si paga per la libertà è la pelle. Amnesty International lo riconosce. Lo ammette anche l’Onu  Scegliere, in Cina, non si può. Non dirlo è politicamente corretto. La Cina è un grande produttore di tecnologia, di centri universitari dove l’Occidente spedisce i suoi figli migliori. Questa è la Cina che leggiamo e invidiamo. Girato l’angolo, dalla porta di servizio, si apre l’inferno. Anche a casa nostra.

Prima di parlare di Cina, bisogna prendere coscienza che l’uomo non solo a Pechino non è libero di avere un sindacato che lo difenda dallo sfruttamento. L’uomo non è libero, punto. È massacrato. E che gli affari commerciali che sottoscriviamo grondano sangue nella terra di aguzzini. La globalizzazione che sposta le merci e premia il “migliore”, vede vincere il peggiore. Perché il rispetto dei diritti umani non ha ancora
dignità di dazio per garantire la soglia minima di diritti umani rispettati proporzionati all’import. Basta il profitto. Che crepino pure i cinesi “antirivoluzionari”.

Il fine è il potere per il potere attraverso il controllo della società. È così in tutte le dittature. Ma almeno la Cina che si è insediata a casa nostra, non può pretendere di applicare le proprie leggi. In Cina non esiste la democrazia. Maquante Cine esistono? E con quale Cina parla la politica? Con quale Cina agisce e con quale forza agita la spada la politica per tagliare la testa al drago cannibale di uomini e di diritti?  Serve un dazio al coraggio. Se di palle si vuol parlare, in questo periodo di diritti estesi a tutti per sesso, razza e gusti, dove sono gli attributi per fermare i fuorilegge?

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